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Il mistero di Manuela Murgia: le nuove scoperte de "Le Iene". Spunta una nuova pista e il mistero dei soldi nascosti

Secondo il medico legale Roberto Demontis, Manuela avrebbe subito un rapporto violento, con evidenti abrasioni, prima di fuggire.

Stefano Loffredodi S. L.   
Il mistero di Manuela Murgia: le nuove scoperte de 'Le Iene'. Spunta una nuova pista e il mistero...
Manuela Murgia

A trent’anni dalla tragica morte di Manuela Murgia, sedicenne di Cagliari trovata nel canyon di Tuvixeddu nel febbraio 1995, il caso torna al centro dell’attenzione grazie alle indagini delle Iene, che hanno portato alla luce nuove prove e piste investigative.

L’ultimo giorno di Manuela

Gli inviati Alessandro Sortino e Veronica Di Benedetto Montaccini hanno ricostruito dettagliatamente gli eventi dell’ultimo giorno di vita della ragazza. Secondo il medico legale Roberto Demontis, Manuela avrebbe subito un rapporto violento, con evidenti abrasioni, prima di fuggire. Le indagini suggeriscono che, dopo essere stata colpita o investita da un veicolo, il suo corpo sia stato spostato nel canyon, come indicano il cappotto pulito rispetto al maglione sporco, e la dispersione dei suoi oggetti personali.

La pista tradizionale: l’ex fidanzato

Al centro delle indagini finora c’è l’ex fidanzato Enrico Astero, unico indagato nel caso. Intervistato dalle Iene, Astero ha dichiarato: “Non vedo l’ora che finisca tutto, sto vivendo un incubo”, senza fornire spiegazioni definitive sul suo ruolo. La famiglia di Manuela, in particolare le sorelle Anna, Elisabetta e Gioele, ha sempre sostenuto l’ipotesi dell’omicidio, rifiutando la versione del suicidio e chiedendo giustizia. Le 

La nuova pista: una possibile complicità esterna

Le Iene hanno anche ipotizzato una nuova pista, un presunto giro losco nel suo quartiere, che non era stata considerata negli archivi iniziali. Secondo questa ricostruzione:

  • Manuela potrebbe essere stata aggredita da più persone, e non solo dall’ex fidanzato.

  • Alcuni testimoni hanno segnalato movimenti sospetti nei pressi del canyon nei giorni precedenti la morte.

  • La presenza di DNA sconosciuto sui vestiti di Manuela suggerisce l’intervento di una terza persona, forse coinvolta nella sua aggressione o nel successivo spostamento del corpo.

  • Alcuni oggetti personali, ritrovati lontano dalla scena principale, potrebbero indicare un tentativo di inscenare un suicidio o di cancellare le prove.

Questa pista potrebbe aprire nuovi scenari investigativi e indirizzare le autorità verso indizi finora trascurati.

Le prove chiave

Gli oggetti personali, il DNA sconosciuto e la ricostruzione degli spostamenti di Manuela rappresentano elementi cruciali. Le nuove ipotesi indicano che la ragazza non sarebbe morta accidentalmente, ma vittima di un omicidio premeditato o di una complicità esterna ancora da chiarire.

Il mistero dei soldi nascosti

Un aspetto inquietante emerso dalle indagini riguarda il ritrovamento di una somma di denaro nascosta da Manuela. Secondo quanto riportato, la ragazza aveva nascosto dei soldi in casa, un comportamento insolito che ha suscitato preoccupazione tra i familiari. Inoltre, le sorelle di Manuela hanno notato che la ragazza aveva portato con sé dei soldi prima di uscire di casa, un dettaglio che potrebbe suggerire che fosse in procinto di incontrare qualcuno o di recarsi in un luogo specifico

Nuove piste investigative

Le indagini hanno anche rivelato che Manuela era stata vista salire su una Peugeot blu poco prima della sua scomparsa. Una testimone ha dichiarato di averla vista entrare nell'auto, ma non è chiaro chi fosse alla guida o quale fosse la destinazione. Questo elemento apre nuove piste investigative, suggerendo la possibilità di un incontro con qualcuno che potrebbe essere coinvolto nella sua morte.

La posizione della famiglia

La famiglia di Manuela, in particolare le sorelle Anna, Elisabetta e Gioele, ha sempre sostenuto l'ipotesi dell'omicidio. Non hanno mai creduto alla versione del suicidio e hanno continuato a cercare giustizia per la loro sorella. Recentemente, hanno ingaggiato un team di criminologi, avvocati, periti e medici legali per presentare nuove prove e chiedere la riapertura del caso.

Stefano Loffredodi S. L.   
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