Uccise un 19enne sotto l'effetto di alcol: patteggia due anni. L'omicidio stradale funziona?

Dal caso del ragazzo morto a Bergamo a quelli di Savona a Messina. Bilancio della contestata legge a un anno dalla sua entrata in vigore

Uccise un 19enne sotto l'effetto di alcol: patteggia due anni. L'omicidio stradale funziona?

Accadde tutto velocemente, in una fredda notte di dicembre intorno alle 2:30. Omar Diop attraversava la strada a piedi, mentre la Mercedes Classe A guidata da M. B. viaggiava a velocità sostenuta vicino alla discoteca Costez di Grumello del Monte, in provincia di Bergamo. Un attimo e la vita del ragazzo di neanche 20 anni si spezza. M. B. mercoledì scorso ha patteggiato una pena di due anni per omicidio stradale: caso chiuso. Con buona pace della madre della vittima, Federica, che ha giudicato la pena troppo lieve. "Il patteggiamento di due anni significa non scontare la pena", ha affermato la donna. 

Il gup Ciro Iacomino ha accolto la richiesta dell'imputato, su parere positivo del Pm, di accedere al procedimento speciale che dà diritto a uno sconto di pena fino a un terzo. Il giudice ha poi disposto la revoca della patente, come previsto dalla legge su omicidio stradale e lesioni stradali entrata in vigore nel marzo del 2016. Dopo l'incidente mortale al 25enne viene contestata la flagranza di reato e disposto l'arresto per flagranza: due giorni di carcere obbligatori. In cella aveva come compagno un pluriomicida. La legge infatti prevede la detenzione quando il conducente abbia fatto uso di alcol, con un tasso nel sangue superiore a 0,5: nel caso di Bergamo il 25enne aveva un valore di 1,88. Pena prevista dagli 8 ai 12 anni. 

L'amarezza della madre: una pena così bassa non è d'esempio

"Ci avevano detto che questo era il primo arresto per omicidio stradale - ha affermato la mamma della vittima -, ma si è risolto subito. Anche se la condanna fosse stata a 100 anni comunque nessuno ci riporterebbe Omar. Il timore è che una pena bassa non sia d’esempio. Amareggia che passi il messaggio: se uccidete qualcuno mentre guidate in stato di ebbrezza, non vi succede nulla. E pensare che Omar mi rassicurava sempre: 'Stai tranquilla che chi ha l’auto non beve'".

Omar era un ragazzo come tanti: attaccato alla famiglia, premuroso e lavoratore. Faceva il magazziniere e aveva messo da parte i soldi per comprasi la macchina e la Playstation per il fratello di 14 anni. Scrivono le cronache che il suo sogno era visitare il Giappone. Tutti progetti infranti tra le lamiere e l'asfalto poco più di sei mesi fa. Anche M. B. è un ragazzo come tanti che ha fatto un errore gravissimo: essersi messo alla guida dopo aver bevuto alcolici insieme agli amici. "Certe notti la macchina è calda e dove ci porta lo decide lei", cantava Ligabue. Notti vissute con l'incoscenza favorita dell'età. "Non l'ho visto c’era molto buio, altrimenti mi sarei buttato fuori strada per evitarlo. Avrei preferito morire io", ha detto difendendosi davanti al giudice.

Causare una morte è una lacerazione che porti dentro per sempre. Ed è per questo, per dare un freno al fenomeno degli incidenti - molti dei quali causati dall'abuso di alcol e droghe - e promuovere una maggiore responsabilità, che si è introdotto il reato di omicidio e lesioni stradali, con pene più severe nel caso dell'assunzione di sostanze. Nel caso di M. B. (tasso di alcol superiore a 1,5 g/l) prevede una pena che va da 8 a 12 anni di reclusione. Il patteggiamento o il rito abbreviato - che consentono uno sconto di pena fino a un terzo - non sono infrequenti, data l'a particolare aggressività della pena.

L'omicidio stradale un anno dopo: ha funzionato?

La domanda a questo punto è se i benefici ci siano. Andando a vedere i casi, ancora pochi a un anno circa dall'entrata in vigore della legge, troviamo il processo di Aosta, dove un 29enne che guidava con un tasso alcolemico nel sangue pari a 1,40 g/l, ha perso il contorollo dell'auto provocando un incidente. La macchina si è ribaltata e il passeggero senza cintura viene sbalzato fuori: dopo pochi giorni muore in ospedale. Il responsabile in questo caso ha patteggiato due anni e due mesi, potendo quindi ususfruire di pene alternative al carcere. Un altro caso - citato anch'esso in un articolo degli avvocati Alessandro Viglione e Luca Blengio - è quello del Tribunale di Savona che ha condannato a otto mesi (pena sospesa) una giovane promessa del volley ligure. La causa è una azzardata inversione a "u" fatta da un uomo che, pur non avendo bevuto o assunto sostanze stupefacenti, si era reso colpevole di una violazione del codice della strada: patteggiamento e sconto di pena. Infine altro caso, quello di Messina dove due partecipanti a una corsa clandestina causarono la morte di una giovane. I ragazzi sono stati condannati a 11 e sette anni di reclusione e a risarcimenti in denaro verso i parenti della ragazza morta e l'associazione Vittime della strada. Anche qui rito abbreviato. 

La domanda che ci siamo posti rimane aperta. Secondo i due legali "la nuova normativa in tema di omicidio e lesioni stradali sembra avere prodotto scarsi risultati". La differenza si nota nel raffronto con l'introduzione della patente a punti, che nel primo anno produsse un decremento superiore al 20 per cento degli incidenti stradali. Con la nuova legge invece, "a fine 2016 gli incidenti mortali erano scesi solamente del 4,8 %, mentre le lesioni si erano ridotte appena del 3,7%; a distanza di un anno, gli incidenti sembrano essere invece diminuiti del 6,7%". Gli effetti sperati per il momento non ci sono.