[L'intervista] “Smettetela, le case crollate erano vecchie ma non abusive". La rivolta di Ischia dopo il sisma

Parla Benedetto Valentino, organizzatore del Premio Ischia: "Le case crollate? Sono di fine Ottocento, non c'entrano nulla con l'abusivismo. Non alla criminalizzazione dell'isola"

[L'intervista] “Smettetela, le case crollate erano vecchie ma non abusive'. La rivolta di Ischia dopo il sisma

“L'abusivismo e le mancate demolizioni non c'entrano nulla con i danni del terremoto. Le case crollate sono di fine Ottocento. Evitiamo strumentalizzazioni”. A parlare è Benedetto Valentino, giornalista storico di Ischia, organizzatore da decenni del Premio internazionale di giornalismo intitolato proprio all'isola verde. Risponde con gentilezza alle domande mentre è al bar con alcuni amici. “Prendiamo un caffé e siamo sereni. Non c'è un clima da fine del mondo, qui – racconta -. Una buona parte dell'isola non ha subito danni e sta vivendo la sua giornata senza agitazione. Naturalmente, c'è paura, c'è apprensione. Il pensiero fisso sulle vittime, sugli sfollati. Ma c'è anche grande lucidità e nessun allarmismo”.

I numeri, però, sull'abusivismo a Ischia sono drammatici

Non voglio minimizzare. Nessuno di noi dice che non ci sono stati abusi. Ma prima di stabilire una correlazione così diretta tra i danni di ieri sera e il fenomeno abusivismo bisogna vedere quali sono le case che hanno subito danni e per quali motivi.

Ce lo dica lei

Una delle vittime è una signora anziana colpita dal crollo di una chiesa. Si tratta della chiesetta di Santa Maria dei suffragi, detta del Purgatorio. E' un edificio costruito nel 1695. Poi crollato nel famoso terremoto del 1883 e ricostruita con le stesse pietre, nello stesso posto. Lo stesso vale per molte delle case crollate. Alcune di essere erano già venute giù con il sisma di fine Ottocento e poi rifatte lì, con gli stessi materiali. Non c'entrano molto con i condoni, l'abusivismo e le demolizioni.

Ma ricostruire nello stesso posto di un crollo, con le stesse pietre e senza rispetto di alcuna normativa non è rischioso?

Questo è un discorso vero ma è un altro tema. Certamente è mancata una politica seria di programmazione sul territorio. Con leggi urbanistiche vetuste, nessuna pianificazione. Evidentemente, in questo contesto, si costruisce male, senza criterio. Lo fanno i palazzinari, gli speculatori, e lo hanno fatto anche i piccoli contadini che si sono fatti la casa sul loro terreno. 

Hanno quale responsabilità anche loro?

La responsabilità individuale esiste e ciascuno prende le sue. Ma il tema va affrontato nelle sue linee generali. Possiamo prendercela sempre con gli ultimi? Esiste un clima generale da cui non possiamo prescindere. 

L'abusivismo a Ischia, però, c'è. E le demolizioni mancate mettono a rischio le persone

Nessuno lo nega. Il tema c'è a Ischia come altrove. L'abusivismo è un fenomeno complesso. Ci sono responsabilità pubbliche e sottovalutazioni individuali. Ma, in questa fase, con il terremoto di ieri sera, non c'è una correlazione diretta ed è giusto farlo notare. 

Un piccolo terremoto con grandi danni. Non è uno scandalo?

Bisogna conoscere il territorio per capire. L'Osservatorio Vesuviano ha condotto studi chiarissimi su questo. Cito solo quello di Carlino ma ce ne sono altri. Vanno studiati i terremoti storici. Casamicciola ha già vissuto un sisma simile. Quella è un'area con particolarità geologiche. Ha un sottosuolo che amplifica i fenomeni. 

E poi c'è la cattiva edilizia

C'è anche un patrimonio abitativo vetusto, diffuso sul territorio, che ne ha risentito anche a causa delle caratteristiche morfologiche della zona. Ripeto, non neghiamo gli abusi e le situazioni di fatto. Ma la cosa va analizzata con equilibrio. Evitiamo lo scaricabarile sui più deboli. 

Com'è il clima, adesso, a Ischia?

L'isola, per buona parte e per fortuna, non ha registrato danni. I problemi sono circoscritti e definiti. Ma la paura c'è. E' questo oggi il sentimento più forte. I terremoti sono imprevedibili e questo proietta sempre, per istinto, il timore che ti arrivi addosso all'improvviso. Ma c'è anche molto ragionamento, molta solidarietà e fermezza. La popolazione sta reagendo in maniera equilibrata. 

Allarmismo mediatico, quindi?

La notizia c'è, ci sono i crolli. Ci sono le vittime, gli sfollati e c'è una parte emotiva forte. Ma evitiamo sia di generare un clima di esasperazione sia di fare pericolose generalizzazioni. Ischia uguale abusivismo, non è così. Vanno capiti i fenomeni storici e scientifici. Non aggiungiamo danno al danno, per favore. ok.