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La carne più costosa del mondo è francese. Una bistecca di “Blonde d’Aquitanie” può costare 3 mila euro

Una costata di manzo dell’anno 2000 può arrivare a costare un occhio della testa

Roberto Zoncadi R.Z.   
La carne più costosa del mondo è francese. Una bistecca di “Blonde d’Aquitanie” può costare 3 mila euro

Non le troverete nel supermercato sotto casa come, probabilmente, neppure nei ristoranti della vostra città. La miglior carne del mondo, anche se sarebbe più corretto limitarsi a dire “la più costosa”, è francese. Si chiama Blonde d’Aquitanie e, commercializzata dalla macelleria-ristorante Polmard, a Parigi, non teme il confronto con le più famose “Wagyu” e “Kobe Beef” giapponesi. Con le mucche “orientali” i manzi francesi hanno però qualcosa in comune. Gli allevatori le lasciano libere di passeggiare e quando rientrano nelle stalle offrono loro della buona musica rilassante e dei massaggi degni delle migliori Spa. Dopo una vita agiata le mucche vengono però abbattute, lle carni avorate e conservate in celle frigorifere al cui interno si raggiungono i 43 gradi sotto lo zero.

Il risultato finale è una carne particolarmente dolce e dal sapore delicato. Certo, la qualità si paga: una costata di manzo può costare anche 3 mila euro, non per tutte le tasche insomma. La Polmard non macella mai più di quattro animali a settimana, selezionando i capi in base alla maturazione della carne, del PH e del livello di grasso nel muscolo. Le basse temperature consentono alla società di conservare la carne per periodi anche lunghissimi: l’ibernazione non cambia il gusto e anzi lo esalta, garantiscono da Parigi, mantenendola incredibilmente tenera. Il prezzo così elevato di questa carne, tuttavia, non è dovuto alla tecnica di ibernazione ma all’esiguo numero di capi macellati. Dal 1998 al 2009 le costolette di vitello immesse sul mercato sono complessivamente 103: inevitabile un costo così esorbitante.

Roberto Zoncadi R.Z.   

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