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Non c’è più religione, il cardinale Angelo Becciu ha registrato di nascosto il Papa sofferente

La trascrizione di una telefonata del 24 luglio 2021. Intanto parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, l’alto prelato sardo è indagato in Vaticano per associazione a delinquere

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Cardinale Angelo Becciu
Cardinale Angelo Becciu (Foto Ansa)

Cinque minuti e trentasette secondi di conversazione. Tanto dura la telefonata del 24 luglio 2021 con Papa Francesco che il cardinale Angelo Becciu avrebbe registrato all'insaputa del pontefice. La trascrizione integrale della registrazione della telefonata - avvenuta solo dieci giorni dopo le dimissioni di Bergoglio dall'ospedale dove aveva subito una complessa operazione - è contenuta in un'informativa della Guardia di Finanza di Oristano.

 

Registrazione all’insaputa del Papa

Secondo un appunto inviato il 26 ottobre scorso dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari all'ufficio del Promotore di Giustizia del Vaticano  nella telefonata "fatta dal Cardinale Becciu a Sua Santità Papa Francesco", "si intendeva spingere il Papa ad affermare circostanze di una qualche utilità" per il processo che stava per iniziare. E risulta "anche piuttosto evidente che la registrazione sia avvenuta all'insaputa del Papa, che essa sia stata fatta dal Becciu in collaborazione con Maria Luisa Zambrano e che fosse presente anche una terza persona di sesso maschile che ai predetti dava del lei.

 La telefonata registrata

La registrazione - un file generato alle 14.25.555 del 24/07/2021 da un dispositivo geolocalizzato in piazza del Sant'Uffizio - è stata rintracciata dalla Gdf, nell'ambito di un'inchiesta della procura di Sassari sulla Caritas di Ozieri, su due telefoni e un tablet appartenenti a una degli indagati, Maria Luisa Zambrano, nipote del cardinale. La voce della Zambrano, che, secondo quanto si legge avrebbe svolto "un ruolo attivo nella realizzazione delle operazioni di registrazione", si sente anche sulla traccia, pochi minuti prima dell'inizio della conversazione tra il Papa, chiaramente sofferente per i postumi dell'intervento, e Becciu, avvenuta verosimilmente tra due telefoni di rete fissa. Nella registrazione a un certo punto si sente anche una voce maschile in sottofondo, che sembra affermare "Mi faccia sentire". Non è chiaro a quale dei due interlocutori sia vicino il quarto partecipante.

Dall'audio, registrato col telefono della Zambrano e fatto sentire  in aula - ma a porte chiuse - durante il processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, si ascolta Becciu lamentarsi col Papa, "Lei mi ha già condannato, è inutile che faccia il processo!". Il porporato parla dei soldi versati su indicazione di Cecilia Marogna all'agenzia britannica Inkerman per la liberazione della suora colombiana rapita da jihadisti in Mali. "Per il riscatto - ha osservato Diddi - Becciu chiede al Papa di confermargli che c'era stata la sua autorizzazione a versare i soldi alla Inkerman. Nelle sue dichiarazioni, il cardinale ha detto che il Papa era al corrente, invece nella telefonata il Santo Padre resta perplesso. D'altra parte era da poco uscito dal suo ricovero, era affaticato".

La trascrizione integrale della registrazione

Cardinale Becciu: Oh, sei pronta?

Zambrano: Pronta

(minuto 00.05) si sente un rumore verosimilmente corrispondente all'attivazione dell'apparato telefonico del chiamante.

Cardinale Becciu: Si pronto, Santo Padre.

Papa: Come sta?

Cardinale Becciu: Ehh cosi cosi, Lei come sta? Si sta riprendendo?

Papa: Ehh riprendendomi da poco eh.

Cardinale Becciu: Eh lo immagino, il cammino sarà lungo, un pochino, della ripresa eh.

Papa: Si si.

(minuto 00:26) si sente una voce maschile in sottofondo, che sembra affermare "Mi faccia sentire". Non è chiaro a quale dei due interlocutori sia vicino il quarto partecipante.

Cardinale Becciu: Si, senta Santo Padre io Le sto telefonando come ehh con grande sofferenza …ehhh, cioè io per me quasi non dovrei andare più a processo perché mi spiace ma la lettera che mi ha inviato è una condanna... è una condanna ehh perché ...io Le volevo solo chiedere se alcuni dati, cioè la cosa è questa, che io non posso chiamarLa in Tribunale come testimone, non mi permetterei mai, però ci deve essere una Sua dichiarazione ehh... i due punti sono questi cioè, mi ha dato o no l'autorizzazione ad avviare le operazioni per liberare la suora? Eh, io mi pare glielo chiesi guardi dovrei andare a Londra eeeh eeeh emmm ...contattare questa agenzia che si darebbe da fare, poi le dissi ..ehhh che le spese che ci volevano erano 350 mila euro per le spese di questa agenzia, questi che si dovevano muovere e poi per il riscatto avevamo fissato 500 mila, dicevamo non di più perché mi sembrava immorale dare più soldi alla… aaa... che andavano nelle tasche dei terroristi ….ecco io mi pare che l'avevo informato su tutto questo... si ricorda?

Papa: Quello si mi ricordo ehh vagamente ma ricordo si ce l'avevo si.

Cardinale Becciu: Eh...

Papa: Ma per essere preciso ….eh ho voluto…. eh... chiedere bene bene come erano le cose... eh ho scritto quello no?

Cardinale Becciu: Si, però mi ha scritto le accuse cioè ...eh la teoria degli accusatori dei magistrati, cioè loro mi accusano che ho imbrogliato Lei, che non era vero che io ero stato da Lei autorizzato a fare queste opere, e quindi Lei condivide le accuse di ques...dei magistrati ed io come posso difendermi li se Lei già mi accusa così ...eh ...mi hanno scritto cioè la lettera e proprio giuridica in cui sono le stesse frasi, stesse idee che mi trovo nell'atto di giudizio che mi porta in processo e quindi Lei condivide quelle quelle accuse eh... Lei mi ha sempre detto che è al di sopra non vuole interferire…

L’accusa di associazione a delinquere

In un filone d'indagine aperto dal promotore di giustizia vaticano parallelamente al processo sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, il cardinale Angelo Becciu risulta indagato con altre persone per associazione a delinquere. Lo ha confermato il promotore di giustizia Alessandro Diddi, che, in apertura della 37/a udienza del processo, ha riferito dell'esito della rogatoria per l'ipotesi di reato associativo, nell'ambito della quale il Tribunale di Sassari ha trasmesso in Vaticano i risultati degli accertamenti condotti sulla Cooperativa Spes di Ozieri, guidata dal fratello di Becciu, Antonino.

Becciu: "Pronto a chiarire"

Interpellati dai cronisti, sia il card. Becciu che i suoi difensori avv. Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, hanno detto di non sapere nulla di questo ulteriore fascicolo. "Non risultano alla difesa ulteriori accuse, nei confronti del Cardinale Becciu, diverse da quelle attualmente in dibattimento davanti al Tribunale vaticano, rispetto alle quali, con forza e fermezza, egli rivendica la propria innocenza, confidando profondamente nel Giudice terzo", hanno poi affermato in una nota. "Il cardinale sarà in ogni caso pronto a chiarire, con la forza della verità e con il consueto rispetto delle Istituzioni, ogni eventuale ulteriore contestazione" hanno aggiunto. Pur trattandosi di un'indagine parallela, comunque il pg Diddi ha deciso di depositare le risultanze agli atti dell'attuale processo, ritenendole "particolarmente rilevanti".

La documentazione trasmessa in Vaticano

La documentazione trasmessa dal Tribunale di Sassari in Vaticano contiene "una selezione degli atti trasmessi a questo Ufficio", e in particolare annotazioni della Guardia di Finanza di Oristano e una serie di estratti di chat provenienti dai dispositivi telefonici sequestrati a Maria Luisa Zambrano, nipote del cardinale, e al fratello di Becciu. Tra le altre cose ci sono anche "considerazioni su questo Ufficio e sullo stesso Tribunale", ha detto Diddi, come pure considerazioni su giornalisti che secondo gli inquirenti "avrebbero partecipato a una campagna di stampa contro questo processo". Si parla anche di monsignor Sergio Pintor, morto due anni fa, "che era vescovo di Ozieri quando fu aperto il conto utilizzato dalla Cooperativa Spes", e dei suoi legami "con persone di questo processo".

I documenti di trasporto

Emersi poi i documenti di trasporto (bolle di consegna) del pane della Coop Spes alle parrocchie - esattamente 928 documenti di trasporto - che sarebbero serviti "a giustificare le somme erogate dalla diocesi alla Spes". Diddi ha riferito di una vera e propria falsificazione delle bolle di consegna per 18 mila kg di pane, documenti che secondo la ricostruzione della Gdf sarebbero stati realizzati poche settimane prima dell'inizio dell'attuale processo, ma riguardanti consegne di pane risalenti al 2018. A quanto ha spiegato il pg vaticano, le Fiamme Gialle "sono andate parrocchia per parrocchia a cercare i destinatari del pane e nessuno ha riconosciuto la propria firma sui documenti di trasporto". Per quanto riguarda i rapporti tra l'allora vescovo Pintor e la famiglia Becciu, Diddi ha parlato di "pesanti ingerenze della Curia romana sull'attività della diocesi". "Pintor non aveva alcun controllo della Caritas - ha riferito Diddi su quanto emerso dalla rogatoria -: la diocesi e la Caritas erano gestite in sostanza dalla famiglia Becciu. La Procura di Sassari è arrivata alle nostre stesse conclusioni".

Il "conto promiscuo"

Inoltre, riguardo al cosiddetto "conto promiscuo" utilizzato dalla Spes, "mons. Pintor nulla sapeva della sua apertura". E nelle chat emerge che "si cercava un direttore di banca che certificasse che fosse stato mons. Pintor l'autore dell'apertura del conto, che invece non conosceva". Altre risultanze, quella sui rapporti "cordiali, amichevoli" di Giovanna Pani, tra i familiari di Becciu, con Cecilia Marogna.

 

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