Carabiniere pestato dai manifestanti. "Siamo padri di famiglia, prendiamo botte per portare a casa uno stipendio"

Dopo l'attacco dei giovani anti Casapound, lui inciampa e cade: subito gli sono addosso. Finisce all'ospedale ed ora dovrà essere operato a una spalla

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TiscaliNews

Non è stato un bel momento per il brigadiere capo Luca Belvedere a Piacenza. Erano in otto a contrastare duecento giovani anti Casapound, antagonisti ed antifascisti, che manifestavano. A un certo punto quella frotta di persone si lancia all’attacco. I militari scappano per non essere sopraffatti. Lui inciampa e cade. Subito i manifestanti gli sono addosso.

"I pugni e i calci arrivavano da ogni parte"

Belvedere cadendo perde lo scudo. Pare abbia cercato di proteggersi come poteva, ma i pugni e i calci arrivavano da tutte le parti. Qualcuno dei giovani più scalmanati avrebbe preso lo scudo e glielo avrebbe scaraventato addosso. Poi – come racconta oggi il Giornale – il carabiniere è riuscito a rialzarsi ed il primo pensiero – scrivono – è stato quello per la pistola che portava nella fondina. Era preoccupato perché “in questi casi il rischio è che in mezzo alla folla inferocita possa esserci uno squilibrato che prende l’arma e in preda all’esaltazione scatena l’inferno”. I brigadiere “si è sentito sollevato - raccontano gli amici -, ma la spalla gli faceva malissimo. È riuscito a rialzarsi e si è allontanato”.

Dei vigili urbani e dei poliziotti lo hanno accompagnato all’ospedale dove è stato soccorso. Poi è stato trasferito a Bologna dove dovrà essere operato alla spalla fratturata.

Trent'anni di servizio

Luca Belvedere – stando alle notizie del quotidiano – ha trent’anni di lavoro nell’Arma alle spalle e gli amici lo descrivono come uno che “è sempre stato il primo ad arrivare al lavoro e l'ultimo ad andarsene”. Anche l’altro ieri era lì in piazza, “tra blindati e celerini a fare il suo lavoro, quello di tutti i giorni, quello di un padre di famiglia che per portare a casa lo stipendio è anche disposto a prender botte”. Un vecchio discorso che richiama alla mente la famosa presa di posizione di Pier Paolo Pasolini.

Un momento dei disordini di Piacenza (da il Fatto Quotidiano)

“Che ci vuoi fare - dice un collega del carabiniere malmenato - siamo tutori della legge, abbiamo giurato fedeltà alla Patria e manteniamo la parola data ogni giorno. Viviamo per strada, aiutiamo la gente. Di botte ne prendiamo tante. A volte va bene, a volte va male”. Purtroppo a Luca sabato è andata male.

La solidarietà de politici

“A lui, che fa parte del Quinto battaglione 'Emilia Romagna' e che è di stanza a Bologna – scrive il Giornale - la trasferta è costata cara: una spalla rotta e diverse contusioni. “Luca - raccontano gli amici - ha tentato di bloccare i manifestanti ed evitare che sfondassero il fronte. Ci sono stati momenti di tensione e provocazioni – continua il quotidiano - con tentativi di far scatenare lo scontro fisico tra loro e i carabinieri. A quel punto sono partite le prime manganellate, date per contenere la situazione. Il muro delle divise si è sfaldato subito”. Ma otto contro duecento, "sono troppo pochi". Solidarietà al carabiniere è arrivata dagli esponenti politici in maniera bipartisan.