[Il commento] I migranti sono vite non pacchi postali: bene quella figura di donna che blocca il pullman

Il bel gesto della deputata che si oppone al trasferimento dei migranti costringe tutti a pensare. Quella immagine racconta una protesta controcorrente,

È bella questa immagine. La donna davanti al convoglio che trasporta i neri, la deputata e il pullman, la ribelle che blocca l’ingranaggio della fatalità e ci costringe a pensare: è bello il piccolo-grande gesto di disobbedienza civile che ferma lo sgombero coatto del Cara di Castelnuovo di Porto. Ed è bello, questo gesto, perché è il dettaglio che illumina il tutto: non un episodio isolato, ma l’immagine che racconta una protesta controcorrente, quella dei cittadini e delle autorità locali, (a cominciare dal sindaco e dal parroco) che si oppongono al trasferimento coatto un primo gruppo di richiedenti asilo in altre strutture fuori dal Lazio.

Protesta legittima: dove vengono sgombrati, e perché? Dove saranno collocati, e come? Mistero. La politica di sgomberare senza risolvere i problemi -infatti - non è migliore di quella (altrettanto demaniale) di tenere senza risolvere i problemi. La prima fa incancrenire le situazioni, la secondo la nasconde e le fa deflagrare altrove. Ovviamente bisogna aggiungere che i migranti non sono pacchi postali: sono vite, storie, persone che magari in questo anno si sono integrate in un territorio. Cacciarli tanto per mostrare il viso duro è sciocco. Sgomberarli può essere ancora più dannoso. Esempio recente e clamoroso: a Roma è stata da poco smantellata, con grande enfasi salviniana, la struttura del Baobab, spingendo molti a scappare (non si sa dove, quindi da disperati e da illegali) e costringendo tutti gli altri (oggi sono una settantina), a spostarsi di 500 metri (ridicolo) per appoggiarsi ad un’altra situazione precaria, in uno stanzone della stazione Tiburtina.

Rossella Muroni blocca il pullman

Anche lì scene bibliche, nelle notti gelide di questo inverno romano in cui le porte dell’hangar si chiudono alle sette di sera, con quelli in più che restano fuori al gelo, magari perché hanno lasciato il posto ad una madre o ad un bambino che nella ressa sono rimasti fuori. Degradare le persone, ridurle alla dimensione ferina, non è mai un buon investimento, oltre che essere un orrore etico. Bene, quindi, che qualcuno si opponga, che chieda chiarimenti, che non faccia partire “i pacchi” senza aver chiesto dove, come è possibilmente perché.

Bene, che ci sia quella figura di donna, piccola davanti al pullman, ma grande davanti all’enormità di questo traffico di corpi, che avviene nel l’indifferenza generale. Bene perché un deputato deve rappresentare, e ieri Rossella Muroni ha rappresentato anche me, che come tanti purtroppo non ero lì: perché di questo trasferimento senza Rossella magari non avrei saputo, mentre ora che lo so, vorrei tanto esserci stato anche io. Magari sapendo di essere minoranza, nel turbine dei tempi feroci. Ma sapendo che anche nelle piccole cose le minoranze testarde sono quelle che spesso cambiano il corso della storia. E quasi sempre in meglio.