Caporalato nelle vigne del Chianti: migranti sfruttati anche nei terreni di Sting

Il cantante inglese non sapeva nulla. Gli investigatori: "C'era un sistema di reclutamento tra chi non ha un permesso di soggiorno o è richiedente asilo"

Caporalato nelle vigne del Chianti: migranti sfruttati anche nei terreni di Sting
TiscaliNews

Da circa cinque anni approfittavano di chi ha bisogno di lavorare ma non ha un permesso di soggiorno, di chi fugge dalla guerra ed è in attesa di una risposta alla sua richiesta di asilo. Persone che cercano di avere qualche soldo in tasca, disposte per questo a lavorare 15 ore al giorno, per 4-5 euro l'ora. Centinaia di richiedenti asilo sarebbero stati reclutati per lavorare a nero in alcuni terreni e fattorie del Chianti. E' quanto emerso dall'inchiesta della procura di Prato che ha portato all'esecuzione di undici misure di custodia cautelare, cinque arresti domiciliari e sei obblighi di dimora, nell'ambito di un'operazione contro il caporalato e lo sfruttamento di cittadini extracomunitari. Migranti che hanno lavorato anche sui terreni di Sting a Figline, senza che il celebre cantante britannico sapesse niente.

Gli investigatori: "C'era un sistema di reclutamento degli extracomunitari"

Per oltre cinque anni (dal 2011 al 2016) un gruppo di pachistani, guidati da Tariq Sikander, avrebbe reclutato centinaia di extracomunitari e la "Coli spa" (azienda con sede a Tavarnelle Val di Pesa - Firenze) avrebbe avuto un ruolo di primo piano nella vicenda. Tre amministratori della società sono agli arresti domiciliari: l'ipotesi di reato è "associazione a delinquere finalizzata all'acquisizione di manodopera clandestina". Secondo gli investigatori, che avevano avviato le indagini la scorsa primavera dopo la segnalazione di due lavoratori sfruttati, gli amministratori della "Coli spa" erano "protagonisti e mandanti del sistema di reclutamento degli extracomunitari", come ha spiegato dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi. Le accuse, a vario titolo, sono di intermediazione illecita nel reclutamento di cittadini extracomunitari, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, interramento di rifiuti speciali, emissione di fatture false, ostacolo alle indagini e frode in esercizio del commercio.

Alcuni dei lavoratori extracomunitari impiegati nell'azienda di Sting

Alcuni dei lavoratori extracomunitari sfruttati dal gruppo sarebbero stati impiegati anche nei terreni dell'azienda agricola di Sting, tra le province di Firenze, Siena e Arezzo: il cantante sarebbe stato all'oscuro di quanto avveniva. E' quanto si è appreso nell'ambito dell'inchiesta sul capolarato condotta dalla procura di Prato. Nel corso di una conferenza stampa è stato spiegato che gli inquirenti "erano stati informati del fatto che alcuni di questi lavoratori avrebbero prestato la propria opera nei terreni di una famosa star internazionale che però era all'oscuro di tutto e non era presente. Abbiamo verificato tutto con scrupolo ed escludiamo nel modo più assoluto ogni sua responsabilità rispetto ai fatti in oggetto".