[Il ritratto] Il capo della curva diventato il generalissimo dei mercenari “tagliagole”. “Ecco perché combatto”

È ricercato dalla Procura di Genova e accusato di essere a capo del reclutamento dei mercenari fascisti impegnati nella guerra in Ucraina. La sua ultima intervista: “Fascismo e comunismo sono superati”

Andrea Palmeri
Andrea Palmeri

Che ci fa un fascista dichiarato come Andrea Palmeri al vertice dell'organizzazione che recluta miliziani per il Donbass, la repubblica secessionista filorussa dell'Ucraina orientale? E' noto che gran parte dei movimenti nazifascisti europei hanno sostenuto il governo di Kiev, incuranti del potenziale geopolitico di Putin. E invece no. Il "generalissimo", capo di una delle curve più nere d'Italia, quella della Lucchese, protagonista di tante battaglie come leader dei Bulldog ma anche di Forza nuova, non ha avuto dubbi quando si è allontanato dall'Italia.

Quella chat prima della battaglia

Non è scappato per un problema giudiziario ma per una scelta di vita: il problema penale più serio, la condanna per associazione a delinquere per la lunga faida per il controllo della curva lucchese, lo ha risolto con una prescrizione generale per tutti gli imputati. E' stata quindi brava Letizia Tassinari, giornalista di Tg Regione, a scovarlo e a rendere pubblico il suo clamoroso cambio di fronte: "Sono in Ucraina, a Lugansk, a casa di una contadina – le risponde in chat - qui non c’è né acqua né luce, non funziona né il telefono né internet, c’è un popolo in rivolta, dai bambini ai vecchi, e stiamo partendo per un combattimento molto duro. L’unica cosa è pregare. Se sopravvivo, quando torno ti rilascio un’intervista in esclusiva”. Era stato lui stesso, con uno status su facebook a rendere noto la discesa in campo contro l'imperialismo americano, per combattere “la guerra del sangue contro l’oro. La guerra dei pochi contro i tanti perché non esistono fascismo e comunismo in questo momento ma un solo grande nemico l’imperialismo americano. Amici ed amiche pregate per me perché possiamo rivederci presto e perché la vittoria sia con noi che siamo nel giusto. Chi sostiene l’Ucraina e quindi gli Usa si ricreda perché il nemico rimane il mondialismo e l’imperialismo Usa".

Fascismo e comunismo? Cose del Novecento

Una scelta che ha spiegato meglio in un'intervista a una giovane attivista russa dagli evidenti connotati fascioleghisti: "lo so che il termine fascista in russo ha una connotazione solamente negativa, ma lo comprendo innanzitutto perché con la Guerra Patriottica i russi hanno combattuto il nazismo e poi perché non si conosce il fascismo italiano. Anzi, io sono convinto che il fascismo italiano da un punto di vista dottrinale ha molti più punti in comune con il socialismo di Lenin che con l’ideologia nazionalsocialista. Comunque questi sono schemi e riferimenti di almeno 70 anni fa. Quindi per me non ha senso parlare di fascismo o comunismo oggi se non in chiave storica. Le battaglie di un fascista di oggi dovrebbero essere l’amore e la difesa della Patria, sopratutto da ingerenze esterne, la difesa della famiglia, il rispetto della tradizione e della religione. Tutte cose che avvengono nella Russia di oggi e non mi dite che Putin sia fascista!!! Invece in Unione Europea si assiste a un'immigrazione di massa incontrollata, che sta distruggendo la nostra cultura e le nostre tradizioni con il beneplacito dei nostri governanti. Queste sono cose su cui bisogna combattere. La distruzione dei valori tradizionali come la famiglia con la propaganda omosessuale per esempio o con tutte quelle ventate di libertinaggio in ogni campo, dal sociale al privato che con l’idea di eguaglianza e di buonismo stanno distruggendo l’Europa".

La giovane russa fascioleghista

Così Andrea Palmeri ha motivato la sua decisione di schierarsi dalla parte di Putin, in una lunga intervista a Irina Osipova, la presidentessa del Movimento Giovani italo-Russi che ha studiato Scienze politiche a Roma 3 per poi seguire un Master in Change Management presso l'Accademia presidenziale russa di Economia. Una figura di riferimento per l'area sovranista: candidata alle ultime comunali romane per Fratelli d'Italia, nel 2014 ha accompagnato a Mosca la delegazione dell'Associazione Lombardo-Russa, guidata da Matteo Salvini, all'epoca neo leader della Lega. Oggi Irina e Andrea hanno fondato una onlus attiva a Donetsk, la capitale dei secessionisti. Ridotte le attività militari, l'impegno continua sul fronte delle attività politiche e paradiplomatiche. "C'è sempre un numero in più nel destino", cantava Lucio Dalla per esaltare le imprese da leggenda di Tazio Nuvolari. Per altri "campioni" ci sono invece dei colori. Per il "generalissimo" il rosso e il nero: la bandiera della sua Lucchese ma anche della nuova sintesi fasciocomunista a cui lavora con passione e successo.