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Il viavai di donne italiane nella casa che ospita i migranti. Incontri intimi "pagati" con ricariche telefoniche

Le accuse degli abitanti di Camaiore, circa la violazione del regolamento dell'ospitalità in una casa della Misericordia, ha in realtà rivelato il "gradimento" delle residenti. Una singolare storia di integrazione

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Ora che la bomba è scoppiata, in uno scenario in cui i pregiudizi e il razzismo cedono il passo a forme di integrazione anche molto carnali, ad opporsi al racconto di incontri sessuali tra donne residenti della Versilia e migranti pagati con ricariche telefoniche in cambio delle loro prestazioni, è la governatrice della Confraternita della Misericordia. La comunità che gestisce servizi di integrazione. Ilaria Pellegrini, questo il suo nome, ci tiene a precisare il suo punto di vista dopo la serie di articoli pubblicati dal quotidiano La Nazione. Secondo la Pellegrini, i migranti accolti nella sede della Misericordia di Forte dei Marmi non hanno niente a che vedere con gli incontri sessuali con donne italiane che stanno agitando la non troppo lontana località di Camaiore. La direttrice ha parlato di dodici ospiti, compresa una coppia con bambino piccolo, inseriti in progetti sportivi e di altra integrazione sociale e monitorati in modo attento. C'è chi si distingue nello studio della lingua italiana e di altre materie scolastiche, e chi comincia a lavorare nei locali versiliani. "Niente a che vedere con i mercenari del sesso", insomma, come ha specificato la Pellegrini. Ma non si placa l'agitazione che la storia degli incontri sessuali fra italiane e stranieri migranti sta provocando, tra le molte voci che hanno portato ai controlli delle forze dell'ordine da Camaiore a Vittoria Apuana fino a Forte dei Marmi.

Gli incontri nella casa

Le verifiche compiute dalle forze dell'ordine hanno portato all'emergere degli incontri fra le residenti e i ragazzi di colore ospitati in una casa assegnata come parte di un progetto di integrazione sociale a Camaiore. Quel che emerge è che la preoccupazione che ci fosse un giro di prostituzione con ragazze africane disposte a concedersi a pagamento ai camaioresi, ha piuttosto rivelato l'altra faccia della medaglia. Cioè donne e ragazze che chiedevano incontri sessuali ai ragazzi di colore, in cambio di generose ricariche di cellulari e smartphone. Solo favori, o forme di pagamento che aprono a uno scenario di prostituzione maschile? Lo accerteranno le indagini. L'interrogazione presentata dagli esponenti locali di Forza Italia, le proteste dei vicini di casa, e i controlli effettuati dopo le richieste insistenti del capogruppo di Forza Italia, Riccardo Erra e disposti dal sindaco renziano Alessandro Del Dotto, hanno confermato che (sempre secondo quanto pubblicato da La Nazione) il viavai notturno di auto era fatto di donne italiane, camaioresi, anche sposate e fidanzate, che chiedevano incontri intimi agli africani.

Le ragazze nascoste sotto il letto

I sopralluoghi effettuati da carabinieri e vigili urbani nella casa gestita dalla Misericordia, hanno fornito riscontri alle proteste dei vicini, cioè le ragazze di colore (trovate nascoste sotto un letto dell'abitazione) che si incontravano con i migranti, a dispetto del fatto che lo stabile fosse riservato a soli ospiti maschi. Ma anche i contatti insospettabili fra gli africani e le camaioresi, in qualche caso riconosciute dal vicinato. Dopo la veloce "indagine" i controlli sono diventati più stringenti, e il vaevieni di auto attorno alla casa pare cessato, almeno a Camaiore. Ma in questa singolare storia di integrazione e stereotipi razzisti ribaltati dalla realtà è possibile che l'ultimo capitolo sia ancora tutto da scrivere. 

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