La Guardia di Finanza è già a caccia dei furbetti della fattura elettronica

Di fatto le fiamme gialle con la fattura elettronica potranno intervenire sulle frodi Iva ben prima della dichiarazione dei redditi. Un modo questo per affrettare gli interventi contro i "furbi" che tentano di aggirare i controlli

Fatturazione elettronica
Fatturazione elettronica
TiscaliNews

La Guardia di Finanza sta controllando i furbetti delle e-fatture. Una delle novità imposte dal governo per tentare di reperire risorse che sta turbando e non poco il settore dei privati. Di fatto le fiamme gialle con la fattura elettronica potranno intervenire sulle frodi Iva ben prima della dichiarazione dei redditi. Un modo questo per affrettare gli interventi contro i "furbi" che tentano di aggirare i controlli. E così con una maxi circolare inviata proprio alla guardia di finanza vengono definiti i nuovi piani operativi.

Come ha spiegato il Sole 24 Ore le fiamme gialle utilizzeranno molto le banche dati che vengono messe a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. Contro le frodi Iva la Gdf userà i dati raccolti con la fatturazione elettronica e anche lo scambio dei dati internazionali che potrebbero mettere in luce l'invio di fatture false. Ma attenzione: nella circolare della Gdf ci sono indicazioni importanti anche sul fronte del lavoro nero e dei falsi Isee, due componenti che riguardano in primo luogo il reddito di cittadinanza che farà a breve il suo debutto. Verranno controllati in modo più costante e accurato i versamenti contributivi per scoprire le eventuali frodi su questo fronte.

Occhi puntati anche sui soggetti che riceveranno una contestazione per il maggior reddito imponibile e che hanno presentato richiesta per una dichiarazione sostitutiva unica per un Isee legato all'anno di imposta finito nel mirino dei controlli. Insomma le maglie della Guardia di Finanza si stringono attorno alla fattura elettronica e alle operazioni per il lavoro in nero. Una mossa per dare la caccia a chi non rispetta le regole in tempi più brevi e con modalità più efficaci. Nello specifico, il nuovo obbligo di fatturazione elettronica tra privati riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato italiano. Le operazioni possono riguardare sia transazioni tra partite Iva (i cosiddetti B2B) sia le prestazioni nei confronti del consumatore finale (B2C). Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica i soggetti che rientrano nel regime di vantaggio, nel regime forfettario e i piccoli produttori agricoli. Interessante definire il perimetro dei contribuenti coinvolti per capire l’impatto che avrà sul nostro Paese.

In Italia infatti il numero dei contribuenti Iva, secondo le stime dei commercialisti, è pari a 5.942.985 di cui 3.791.799 persone fisiche, 830.543 società di persone, 1.262.864 società di capitali, 48.299 enti non commerciali e 9.480 non residenti. Rimarranno esclusi dalla fatturazione elettronica circa 1,4 milioni partite Iva persone fisiche che applicheranno il regime dei minimi. Ai 935 mila che se ne avvalgono oggi, si stima che, con l’entrata in vigore della flat tax fissata a 65 mila euro, se ne dovrebbero aggiungere circa 400-500 mila. A essere esclusi saranno anche i medici e i farmacisti per le operazioni che già comunicano telematicamente al sistema sanitario nazionale alle grazie alla tessera sanitaria.

Come funzionerà il meccanismo? La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea in quanto: 1) va necessariamente redatta usando un pc, un tablet o uno smartphone; 2) deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il Sistema di Interscambio (Sdi) in formato xml. Il Sistema di interscambio (che di fatto consente il controllo delle transazioni all’Agenzia delle Entrate) verifica: — se la fattura contiene i dati obbligatori ai fini fiscali; — la correttezza dell’indirizzo telematico (cosiddetto «codice destinatario» ovvero indirizzo Pec) al quale il cliente desidera che sia recapitata la fattura; — che la partita Iva del fornitore e la partita Iva ovvero il codice fiscale del cliente siano esistenti. In caso di esito positivo dei controlli, il Sdi consegna la fattura al destinatario comunicando, con una ricevuta di recapito, a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento. Intanto con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria cambiano le modalità di pagamento delle relative imposte di bollo per quanti vi siano assoggettati: al termine di ogni trimestre sarà l’Agenzia delle Entrate a rendere noto l’ammontare dovuto.