Polemica Salvini-Sala sulla cittadinanza. Adam e Ramy in tv da Fazio: "Vogliamo fare i carabinieri"

Il sindaco di Milano attacca il leghista, pronta la replica. Dybala manda un messaggio al piccolo: "Vieni allo stadio". Sy resta in carcere, "si è finto pazzo".

Polemica Salvini-Sala sulla cittadinanza. Adam e Ramy in tv da Fazio: 'Vogliamo fare i carabinieri'
Adam e Ramy nello studio di "Che tempo che fa" con i carabinieri del salvataggio
TiscaliNews

Vogliono diventare entrambi carabinieri, e in omaggio hanno ricevuto i cappelli dell'Arma dai militari presenti in studio. Adam e Ramy, i due ragazzini che per primi hanno chiamato i carabinieri durante il sequestro dell'autobus da parte di Ousseynou Sy, hanno confessato il loro desiderio in diretta tv a 'Che tempo che fa', su RaiUno.

Adam e Ramy da Fazio

"Sono stati bravissimi a darci le indicazioni" ha detto Maurizio Atzori, il carabiniere che ha risposto alla telefonata di Adam e che era presente nello studio di Fabio Fazio con il carabiniere scelto Aldo Alberto Leone, intervenuto per bloccare l'autobus sequestrato con gli studenti a bordo. Ramy ha poi confermato di essere stato contattato dal suo idolo, il calciatore della Juventus Paulo Dybala, che gli ha promesso un incontro a Torino appena ritornerà dal ritiro con la nazionale argentina. "E' stata dura" ha concluso l'appuntato scelto Atzori. "Però questa storia insegna che noi siamo sempre presenti. I cittadini che avranno bisogno di noi ci troveranno sempre".

La polemca Sala-Salvini

Dopo la battuta del ministro dell'Interno Matteo Salvini, assolutamente contrario a rivedere la legge sulla cittadinanza (Rami "si faccia eleggere" se vuole cambiarla, aveva detto), il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato che il vicepremier "sfugge al dibattito", mentre "è giusto che ne parli il Parlamento" perché "certamente c'è un tema di tanti ragazzi che sono nati in Italia e vivono la nostra cultura". Sala, interpellatoa margine della partenza della Stramilano dice: "Io non voglio mettere il cappello su questi fatti, come fanno in tanti, perché i temi sono complessi. Certo la battuta di Salvini 'fatti eleggere' mi sembra una risposta che non ha senso. È un modo per sfuggire al dibattito", ha commentato Sala. "Adesso si riattiverà il dibattito sullo ius soli - ha aggiunto - che è una questione significativa".

"Ius soli? Non se ne parla"

L'Italia è già oggi il Paese che concede più cittadinanze ogni anno, non serve una nuova legge. La cittadinanza è una cosa seria e arriva alla fine di un percorso di integrazione, non è un biglietto per il Luna Park", afferma il vicepremier leghista, sottolineando che "in singoli casi eccezionali si può concedere anche prima del tempo, ma la legge non cambierà". Quanto a Ramy, il ragazzo del bus di San Donato Milanese, "stiamo proseguendo con tutte le verifiche del caso, spero di incontrarlo presto e ringraziarlo per il suo coraggio".

Pif: fa il bullo con un ragazzino

Salvini si tira dietro anche le critiche del comico siciliano Pif che su Twitter scrive: "Abbiamo un ministro dell'interno che fa il bullo con un ragazzino di 13 anni. Definirlo 'ministro della mala vita' forse va al di là delle sue capacità. È semplicemente un bimbominkia". L'attore posta insieme al suo commento una foto della notizia con la frase di Salvini e una definizione dal vocabolario del termine 'bimbominkia'.

 

Sy resta in carcere: si è finto pazzo

Sapeva che metteva in pericolo la vita dei bambini che aveva preso in ostaggio Ousseynou Sy, quando ha cosparso di gasolio l'autobus su cui viaggiavano e ha forzato il posto di blocco per scappare dalle forze dell'ordine.
A una precisa domanda del gip Tommaso Perna ha infatti ammesso che non si sarebbe comportato allo stesso modo se a bordo ci fossero stati i "bambini morti nel Mediterraneo" per i quali ha deciso di fare la sua "azione dimostrativa".
"Non avrei mai avuto lo stesso comportamento se sull'autobus ci fossero stati i miei bambini morti" ha detto, come riporta l'ordinanza con cui il giudice ha confermato per lui la detenzione in carcere.

Si tratta di una decisione che lo stesso avvocato di Sy, Davide Lacchini, ha definito "doverosa" aggiungendo che non ricorrerà al riesame. Nell'immediato il legale non chiederà nemmeno la perizia psichiatrica che aveva annunciato. "Lo stato di detenzione - ha spiegato - contempla anche l'osservazione psicologica. Quindi non è un'esigenza pressante".
D'altronde, nell'ordinanza il gip aveva definito una "posticcia e maldestra opera di rivisitazione della realtà" la spiegazione dell'autista di aver voluto dirottare il pullman verso Linate perché glielo aveva detto uno dei bambini morti di cui sentiva le voci, liquidando come "improbabile" la possibilità che venga dichiarata la sua "incapacità di intendere e di volere".
Sy sapeva insomma che, prendendo come "scudi" i ragazzini, metteva in pericolo la loro vita ed è stato per il coraggio degli studenti, dei loro insegnanti e dei carabinieri se ne sono usciti incolumi.