Travolto dalle polemiche, Burioni chiede scusa alla scienziata del coronavirus: "Ho sbagliato a chiamare Gismondo 'signora'"

Travolto dalle accuse di sessismo, il virologo e noto divulgatore fa marcia indietro. Ma insiste: "Per me il coronavirus non è una semplice influenza"

Nel combo Burioni e Gismondo
Nel combo Burioni e Gismondo

"Mi dispiace per la mia frase in cui ho definito la collega Gismondo del Sacco 'signora', è stata una frase sfortunata". Il virologo Roberto Burioni, alla fine ha dovuto fare un passo indietro e chiedere scusa alla scienziata responsabile del laboratorio dell'ospedale di Milano al centro dell'emergenza coronavirus. Il noto divulgatore scientifico, ospite fisso in tv anche perché strenuo difensore della vaccinazione di massa, si era scagliato contro Maria Rita Gismondo la quale, di fronte al panico dilagante per il diffondersi del virus Covid-19 aveva provato a richiamare tutti a una maggiore responsabilità. Il suo intento era quello di arginare l'allarmismo, a suo dire ingiustificato, alimentato dai media e dai social. Non si tratta di "pandemia ma di epidemia", aveva spiegato la scienziata, aggiungendo che "il Covid-9 è poco più di un'influenza". Sulla stessa linea d'onda peraltro viaggia la direttrice del One Health Center in Florida che ha detto: "È una sindrome simil-influenzale, in Italia più casi perché li cerchiamo più attivamente". 

Fuori dal piano scientifico a scagliarsi contro Burioni è Tiziana Ferraio, ex giornalista Rai e autrice del libro Orgoglio e pregiudizi. Il risveglio delle donne ai tempi di Trump (ed. Chiarelettere) per la quale il virologo è un "esempio di maschilista", "che usa il termine SIGNORA del SACCO per parlare di una scienziata come Maria Rita Gismondo". Il post campeggia sulla pagina Facebook della giornalista e in breve tempo diventa virale. Ferrario tuona: "Quanto ancora bisogna fare per combattere il virus del sessismo e del bullismo! Non c’è vaccino contro questo virus. Lo si cerca da secoli".

Tant'è che travolto dalle polemiche, durante la trasmissione radiofonica Circo Massimo, Burioni inserisce la retromarcia, dopo aver fatto rimuovere la dichiarazione al centro della polemica. 

L'opinione di Burioni

Le scuse, poi parlando dell'emergenza, durante il suo intervento radiofonico, il divulgatore ha aggiunto: "La mortalità di questa malattia è l'1%. Quello che la rende pericolosa per la nostra sanità è il numero di persone che vanno in terapia intensiva. Questo potrebbe aumentare la mortalità per altri casi, come gli infarti". "Il fatto che non ci siano altri focolai diffusi è un dato molto positivo", ha detto il virologo. Aggiungendo subito dopo che a suo parere "chiudere le scuole è stata una buona idea". Dei bambini dice quindi che "non sono particolarmente in pericolo, però allo stesso tempo se i bambini si ammalano in maniera lieve vanno a scuola e il contagio si diffonde". 

Poi ripropone il suo mantra: "Questo virus non è come un'influenza: è un virus contagioso, che può essere pericoloso. Non è la peste nera, ma non è un'influenza. Va arrestato il contagio. E non è il momento delle polemiche: bisogna essere tutti uniti".

Gismondo e il post che ridimensionava la "pandemia"

La scienziata dell'ospedale milanese, snodo dell'emergenza nazionale contro il coronavirus, che in questi giorni sta rinchiusa nei laboratori del Sacco con una squadra di "6 medici, 12 tecnici e 4 ragazzi precari che, senza riconoscimenti economici, stanno lavorando giorno e notte", con turni di cinque ore di lavoro e due di sonno, come lei stessa scrive su Facebook. Eppure con il suo intervento rivolto a riportare il fiume dell'allarmismo in piena nel suo alveo naturale, aveva suscitato le ire di Burioni, forte della sua esposizione mediatica e solerte nel sostenere l'eccezionale pericolosità del virus.  

"A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così”, aveva scritto la scienziata domenica scorsa in un post su Facebook, poi rimosso. "Il nostro laboratorio ha sfornato esami tutta la notte. In continuazione arrivano campioni", diceva. "Leggete! Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per Coronavirus 1!!!", insisteva Gismondo. Per poi concludere, parlando della sua squadra che ininterrottamente ha lavorato sui campioni sospetti, che "i miei angeli sono stremati. Oggi la mia domenica sarà al Sacco. Vi prego, abbassate i toni! Serena domenica!".