Covid, torna la paura: in Lombardia zona arancione rafforzata. Il Cts: no alle riaperture di palestre e piscine

Lo spiega la vicepresidente Letizia Moratti, in consiglio regionale. "Decisa una strategia di contenimento", sottolinea. A Brescia e provincia si assiste a "un'accelerazione del contagio da Covid-19, con l'aggravante delle varianti"

Covid, torna la paura: in Lombardia zona arancione rafforzata. Il Cts: no alle riaperture di palestre e piscine
TiscaliNews

Le varianti spingono la diffusione del Covid - oltre il 30% delle infezioni in Italia è dovuto a quella inglese e a metà marzo sarà predominante in tutto il Paese, hanno detto gli esperti di Iss e Cts al premier Mario Draghi - e in diverse zone si materializza la temuta terza ondata. Allarme alto, in particolare, nella provincia di Brescia, che diventa così zona "arancione rafforzata", al pari di 14 comuni dell'Emilia Romagna; crescono poi le zone rosse in diversi territori mentre nelle ultime 24 ore si registrano altri 356 morti, ben 82 più di ieri, mentre i pazienti ricoverati in terapia intensiva aumentano di 28.

Le zone a rischio 

Oltre alla provincia di Brescia, i Comuni in zona arancione rafforzata saranno Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso, in provincia di Bergamo, e Soncino in provincia di Cremona. La zona arancione rafforzata, spiega Moratti, "prevede oltre alle normali misure della zona arancione anche la chiusura di scuole elementari, infanzia e nidi, il divieto di recarsi nelle seconde case, l'utilizzo obbligatorio dello smart working e la chiusura delle attività universitarie in presenza".

Bertolaso: "Partita terza ondata"

"Balza all'occhio - dice il consulente della Lombardia sul piano vaccinale, in consiglio regionalemostrando dei dati - la situazione della provincia di Brescia, che ha di fatto un'incidenza doppia rispetto alle altre province del numero di casi in un determinato territorio in un determinato periodo. Brescia è largamente avanti rispetto a tutte le altre province", sottolinea, aggiungendo che se altrove la situazione è "sotto controllo", a Brescia "è evidente che il fatto che ci troviamo di fronte praticamente alla terza ondata della pandemia: è questo il punto che va aggredito".

La strategia di vaccinazione

La Direzione Welfare e Bertolaso hanno deciso una "rimodulazione della strategia vaccinale" come "strumento di contenimento del contagio". In pratica, spiega Moratti, si comincerà a vaccinare nei Comuni dove ci sono i focolai, per evitare di riempire gli ospedali. "Abbiamo chiesto al ministero la rimodulazione delle schedule vaccinali per soggetti positivi al Covid19, in modo da prevedere o la somministrazione di una sola dose o il posticipo di sei mesi per la sua somministrazione, ipotesi validata da dati di letteratura e esperienze in corso. Una risposta positiva ci consentirebbe di avere più dosi di vaccino, ora scarse", afferma. I vaccini "verranno concentrati nei limiti del possibile e delle linee guida del ministero le vaccinazioni partendo dai Comuni al confine tra la provincia di Brescia e di Bergamo con presenza importante di focolaio e situazione di tensione legata alla saturazione delle terapie intensive locali".

Situazione critica anche in Veneto

L'aumento dei ricoveri per Covid in Veneto, secondo quanto riportato nel bollettino, è "un dato da guardare con attenzione e che ci preoccupa, perché è il primo giorno di risalita". Lo ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia, nel consueto punto stampa sull'emergenza Coronavirus. "In queste ore il bollettino sta iniziando a dare dei segnali. Quando vedi che comincia a muoversi il ricovero e supera le dimissioni giornaliere vuol dire che il trend si sta riaccentuando. Non voglio fare il catastrofista, ma di certo non possiamo abbassare la guardia", ha ribadito Zaia, ricordando che "ho sempre detto che il virus non è scomparso" e per questo "continuo a fare appello ai cittadini".

Zona rossa in Ciociaria

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato l'ordinanza per istituire la zona rossa nel Comune di Torrice in provincia di Frosinone a causa della forte incidenza e presenza della variante inglese. "Per il Comune - spiega una nota della Regione Lazio - si applicano le misure più restrittive di cui all'art. 3 del Dpcm 14 gennaio 2021. Le disposizioni dell'ordinanza entrano in vigore dalle ore 1:00 del 24 febbraio 2021 e per i 14 giorni successivi". Nel Lazio ci sono già altri tre paesi in zona rossa. 

Il Cts: no a riaperture cinema e palestre

"Abbiamo rappresentato al presidente del Consiglio i dati e i numeri, noi siamo prudenti, ma non abbiamo descritto una situazione di catastrofe imminente", ha detto Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, al termine della riunione. "Non abbiamo parlato di riaperture, se ne parlerà in un'altra occasione", ha aggiunto, anche se è noto che gli esperti sono stati finora contrari al semaforo verde a impianti da sci, cinema e palestre. Venerdì ci sarà il nuovo monitoraggio, "poi vedremo", ha aggiunto, anche se lo scenario di una zona arancione nazionale, ventilata da qualcuno, sembra tuttavia restare al momento solo un'ipotesi. I tecnici sono stati ora invitati a Palazzo Chigi, in vista dei prossimi provvedimenti che saranno assunti dal Governo