Il contagio non si ferma: nuovo triste record di morti. Lombardia e Piemonte chiudono tutto: aperto solo l'essenziale

Il totale delle vittime dall'inizio dell'epidemia è 4825; 3500 medici hanno risposto sinora all'appello straordinario del governo per creare una task force di 300 sanitari per andare ad aiutare i colleghi.

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Nella giornata più dura da oltre un mese ormai lotta contro il Coronavirus, con il triste record odierno di 4.825 le vittime, con un aumento rispetto a venerdì di 793 unità. L'aumento era stato di 627 morti. Lombardai e Piemonte le regioni pù colpite dalla pandemia decidono di agire e sigillano tutto. "Le nostre autorità sanitarie ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora anzi, continua a peggiorare": così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, motivando le misure contenute nella nuova ordinanza. Poi tocca al Piemonte "Chiudiamo tutto quello che è possibile in base ai poteri delle Regioni", spiega il governatore Alberto Cirio. L'ordinanza vieta l'assembramento di più di due persone nei luoghi pubblici. I mercati saranno possibili solo dove sarà garantito il contingentamento degli accessi, l'accesso agli esercizi commerciali sarà limitato ad un solo componente per famiglia.

Resta aperto l'essenziale 

Secondo l'ordinanza emessa da Fontana potranno restare aperte, oltre ai negozi di alimentari, solo le edicole, le farmacie, le parafarmacie "ma deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. L'ordinanza che varàà fino al 15 aprile prevede la sospensione dell'attività degli uffici pubblici, delle attività degli studi professionali, il fermo delle attività nei cantieri e divieto di praticare sport e attività motorie svolte all'aperto, anche singolarmente. Un'ammenda fino a 5000 euro: tanto prevede l'ordinanza per chi non rispetterà "il divieto di assembramento nei luoghi pubblici - fatto salvo il distanziamento (droplet)".

Chiusi gli uffici pubblici e cantieri

L'ordinanza della Regione Lombardia stabilisce, tra le altre cose, la sospensione dell'attività degli Uffici Pubblici, fatta salva l'erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, la sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere essenziali, la chiusura delle attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza. Disposto anche il fermo delle attività nei cantieri edili, con l'esclusione dai divieti quelli legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre quelli stradali, autostradali e ferroviari, ed è prevista inoltre la chiusura dei distributori automatici cosiddetti 'h24' che distribuiscono bevande e alimenti confezionati. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, valgono le prescrizioni su distanziamento degli utenti contenute nelle due ordinanze regionali già in vigore. "Resta affidata ai sindaci la valutazione di ampliare ulteriormente le disposizioni restrittive in base alle rispettive esigenze", conclude la nota.

I provvedimenti del Piemonte

La nuova ordinanza regionale di Cirio prevede anche la chiusura degli uffici pubblici e degli studi professionali, fatta salva l'erogazione dei servizi essenziali e indifferibili, oltre alla possibilità di attuare lo smart working. Stop anche gli spostamenti verso le seconde case. Vietata, inoltre, la sosta e l'assembramento davanti ai distributori automatici 'h24' che distribuiscono bevande e alimenti confezionati. Bloccate anche le slot machine e disattivati monitor e televisori da parte degli esercenti. Restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie e i tabaccai, dove dovrà essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Ove possibile, dovrà effettuarsi la rilevazione sistematica della temperatura corporea presso i supermercati, le farmacie e i luoghi di lavoro. Disposto il fermo dell'attività nei cantieri, ad eccezione di quelli di interesse strategico.

Record di vittime 

Sono saliti a 4.825 le vittime, con un aumento rispetto a venerdì di 793 unità. L'aumento era stato di 627 morti. Il dato è stato reso noto nella consueta conferenza stampa della Protezione civile.  Complessivamente sono 42.681 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 4.821. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 53.578.Ieri i malati in più erano stati 4.670. Sono 6.072 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 943 in più di ieri, ha detto Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 689. 

Borrelli: "Rispetto divieti o chiusura totale"

"Bisogna limitare gli spostamenti ma ci sono esigenze che vanno assicurate. Non possiamo garantire la spesa a domicilio per tutti. Sono state previste limitazioni ad attività lavorative non essenziali, ma ci sono una serie di filiere come quelle di alimentari e servizi pubblici essenziali, che devono essere garantite. Quelle in atto sono le misure massime che si potevano adottare. Dopodiché c'è la chiusura totale e mi domando come potremmo sostenerci se non usciamo a fare la spesa e senza alimentari nei supermercati?". L'ha detto il commissario per l'emergenza Angelo Borrelli.

3500 medici volontari

 La lotta è dura ma, nonostante tutto, ben 3500 medici hanno risposto sinora all'appello straordinario del governo per creare una task force di 300 sanitari per andare ad aiutare i colleghi. “Dalla Lombardia al Piemonte, negli ospedali del Nord i medici e gli infermieri che lottano contro il coronavirus sono allo stremo. Lo dicono gli Ordini delle Regioni, i medici degli Spedali Riuniti di Brescia, governatori e sindaci. Ma sono già 3.500”, ha scritto su facebook il presidente del Consiglio Conte, “i medici che hanno risposto all'appello del governo. Un numero che cresce di ora in ora”, ha spiegato il premier. “In un momento così difficile, è l'ennesima risposta generosa di cui tutti noi italiani possiamo andare fieri. Grazie a tutti, eroi in camice bianco”.

3 milioni di mascherine

Però non si può combattere solo a mani nude: per vincere la pandemia è necessario poter adoperare armi adeguate. Per questo, dopo tanto penare, è stato annunciato che sono in arrivo in Italia, circa 3 milioni di mascherine. La Farnesina ha spiegato che 1.2 milioni di mascherine arriveranno dall’Egitto, 40mila dall’India, dalla Cina in arrivo 1.5 milioni di mascherine e 100 ventilatori polmonari, mentre dalla Russia partiranno verso l’Italia circa 1 milione di mascherine. Si tratta di un'attività intensa portata avanti, in stretto coordinamento, dal ministero degli affari esteri, dal ministero della difesa, dalla protezione civile e dal commissario straordinario Arcuri.