Politica, rifiuti e migranti: la coppia di potere che gestisce il grande business. E ora c'è scappato il morto

Due inchieste su Simone Borile e la moglie Sara Felpati per chiarire il groviglio di interessi, milioni di euro e conti pubblici lasciati in rosso

Simone Borile e Sara Felpati
di Cristiano Sanna   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter:   

ll ricco affare dell'accoglienza dei migranti diventa una questione di coppia. A indagare su Simone Borile e la consorte Sara Felpati ora è la magistatura. Le inchieste sono due: la Procura di Padova si occupa dell'utilizzo dei soldi pubblici e delle procedure per le gare d'appalto, quella di Venezia, dopo la rivolta del Cpa di Cona, dovrà chiarire le circostanze della morte della venticinquenne ivoriana Sandrine Bakayoko e le tante accuse di condizioni disumane di accoglienza. Andiamo con ordine e partiamo dalle cifre. Millequattrocento rifugiati provenienti da tutta l'Africa, stipati nella ex base militare diventata centro di prima accoglienza (Cpa), in una frazione di 190 abitanti. Significa tre volte la capienza massima fissata dalla Asl veneta. In questo carnaio umano, gestito da Ecofficina Edeco, ha perso la vita in una doccia la venticinquenne ivoriana Sandrine Bakayoko. Responsabile di Ecofficina è Sara Felpati, moglie di Simone Borile indagata per truffa, falso e maltrattamenti.

Dentro il business dell'accoglienza

Sara Felpati è l'amministratore delegato di Ecofficina Edeco, già Ecofficina Educational, che nella regione veneta gestisce il Cpa di Cona (precisamente della frazione di Conetta che fa parte del comune esteso) e i centri di Bagnoli e Oderzo. La Felpati è la stessa persona filmata mentre chiamava i migranti nella sua struttura, definendoli macachi (è un tipo di scimmia, ma anche sinonimo di stupido o goffo in Veneto). Suo marito Simone Borile, nelle vesti di direttore del Consorzio Padova Tre (che gestisce lo smaltimento dei rifiuti oltre che i migranti) e contemporaneamente presidente del Consorzio Padova Sud avrebbe affidato (come ha raccontato il suo successore Alessandro Baldin) alle cooperative gestite dalla consorte appalti per servizi da 4 milioni e mezzo di euro. Gestendo in modo tutto da chiarire i conti di Padova Sud che ora registrano un buco per 30 milioni di euro. Sul quale ha aperto un fascicolo la Procura di Padova e protesta l'attuale assemblea di sindaci del consorzio, allarmati dalla prospettiva del fallimento. Borile è indagato anche per truffa e falso nell'appalto del servizio di protezione per i richiedenti asilo nella località di Due Carrare, fatto per cui i carabinieri hanno perquisito la sede della cooperativa e la sua abitazione. Sulla politica pigliatutto di Ecofficina arrivarono proteste e sospetti da parte di Confcooperative, che ne volle l'espulsione dalla sua conferedazione.

Rifiuti, politica e migranti

Borile viene indicato da più parti come uno snodo fondamentale, un uomo di potere nell'intreccio di affari che vanno dalla gestione dei migranti a quella dei rifiuti, non senza dimenticare i trascorsi politici. Il marito della donna al comando del Cpa di Conetta, Sara Felpati, dopo le prime esperienze nella Dc e il passaggio a Forza Italia, era stato consigliere provinciale a Padova, poi membro del consiglio di amministrazione dell'azienda per l'edilizia residenziale del Parco dei Colli Euganei. Nel 2011 ecco il suo impegno a favore di Ecofficina che allora serviva soprattutto biblioteche e asili nido, con un bilancio cresciuto da 114 mila euro a 10 milioni. Era Borile l'uomo che faceva arrivare i soldi e risolveva i problemi, come quando spense le proteste di quelli che si lamentavano per il freddo e l'assenza di condizioni umane adeguate, spostandoli dal centro di Battaglia Terme a quello di Cesuna, gestito proprio da Ecofficina, vincitrice dell'appalto per l'accoglienza dopo il quale ha stabilito anche per i concorrenti quale cifra sarà destinata quotidianamente alla gestione dei profughi: 34 euro e 90, di cui in tasca a chi viene ospitato ne arrivano circa tre. Stessa cosa Borile fece con le proteste nel centro di accoglienza di Montagnana. Tutte operazioni benedette dalla Prefettura di Padova. Che ora aspetta l'esito delle inchieste sulla donna morta nel Cpa gestito da Ecofficina, sulla gara d'appalto truccata e sulla voragine finanziaria lasciata dalla presidenza di Borile.