Bonus multe a Roma: più ne fai più aumenta lo stipendio. L'ultima idea della Raggi

Già proposta tra grandi polemiche da Marino e poi dal commissario Tronca, la misura per fare cassa viene difesa con forza dalla sindaca a Cinquestelle

Vigili urbani in azione nella Capitale
Vigili urbani in azione nella Capitale

Più contravvenzioni firmi, più soldi vedi in busta paga. Più multe annoti sul blocchetto, più denaro ti entra in tasca a fine mese. E' l'idea rilanciata in queste ore dall'amministrazione comunale di Roma, guidata da Virginia Raggi, che vuole legare il salario accessorio dei vigili urbani alla produttività. Ma questa sarà calcolata sulle infrazioni rilevate, cioè sui soldi che i pizzardoni romani saranno capaci di portare nelle casse dell'ente. In sostanza, a pagare il salario aggiuntivo dei vigili saranno i cittadini romani. Ma solo quelli che non rispettano le regole, sia chiaro.

Un vecchio meccanismo

Il meccanismo fu ideato, in verità, dall'ex sindaco, Ignazio Marino. Anche lui, in questo modo, voleva prendere due piccioni con una fava. Do più soldi ai vigili e risano, in parte, le finanze comunali incentivando i caschi bianchi a multare a raffica. Il meccanismo, però, si è inceppato subito. La ragione era evidente: il rischio di innescare un circuito vizioso, una corsa alla puntigliosità, una guerra all'ultima multa, con un conflitto tra cittadini e vigili che poteva diventare troppo aspro. In fondo, il vigile - lo dice la parola stessa - deve vigilare, non solo sulle infrazioni già commesse e da punire ma anche su quelle che vanno scoraggiate prima che siano compiute. Agevolare il rispetto della legge più che attendere e poi punire il trasgressore.

Dinamica ghiotta

Ma la dinamica è troppo ghiotta e, tramontato Marino, un pensierino ce lo fa anche il commissario prefettizio Tronca. Anche a lui suggerirono di legare produttività a multe, facendo vedere il doppio beneficio: vigili che guadagnano di più, casse del Comune che incassano di più. Perfino durante la gestione commissariale, per sua natura non così sensibile al gradimento popolare, si è però pensato di non aprire un conflitto quotidiano tra vigili e trasgressori.

Multe in calo

Ora a riprovarci è la sindaca Raggi. Punto di partenza è il netto calo delle multe registrato nel 2016 rispetto al 2015. Due anni fa, infatti, a Roma si elevarono contravvenzioni per 2 milioni e mezzo di euro. Lo scorso anno, sono scese a un milione e 900mila euro. Un calo che si potrebbe immaginare legato a una maggiore disciplina di automobilisti e commercianti. Ma che, invece, stando a quanto sussurrato in Campidoglio, sarebbe connesso ad un calo motivazionale dei vigili urbani.

Maggiore incentivo

"Se leghiamo - si dice nell'amministrazione capitolina, secondo il quotidiano Il Messaggero - il salario accessore alle prestazioni effettivamente misurabili, otteniamo un maggiore incentivo a lavorare di più". In teoria, il discorso è corretto. Ma c'è un problema ed è che si ritiene di misurare la qualità della prestazione dei vigili solo sul tema della quantità delle multe elevate. Come se quel lavoro delicato e complesso si risolvesse unicamente nella direzione di sceriffate da strada: fischio, alt, contravvenzione. Mentre, come sa benissimo chi quel mestiere lo pratica, il vigile lavora molto e bene anche con il buon senso, con la persuasione: richiamare l'automobilista che si prepara a parcheggiare male, per impedire che lo faccia. Non necessariamente per multarlo. Anzi, la multa dovrebbe essere l'extrema ratio. Evitare i comportamenti prima che punirli.

Una trattativa complessa

Di questo si parlerà sicuramente nei prossimi giorni. L'amministrazione comunale dovrà aprire una trattativa complessa. Sono tante le sigle sindacali che rappresentano i vigili urbani romani. Un vero e proprio blocco di lavoratori che sa come farsi rispettare e che spesso ha chiesto e ottenuto tutto. Nel corpo dei caschi bianchi, c'è chi è d'accordo con la proposta. Ma anche chi storce il naso. Va bene il salario accessorio, che dati i bassi salari di base diventa un’indispensabile integrazione al reddito, ma con quale criterio dividerlo e assegnarlo?

Tutti i dipendenti

Il tema riguarda, ovviamente, tutti i 24mila dipendenti di Roma capitale, perchè se con i vigili puoi legare l'integrazione alle multe, con gli altri comunali come fai? Più certificati, più soldi? Come la misuri la produttività di un usciere o di un impiegato o di un geometra? Forse avendo il coraggio, per una volta, di giudicare la qualità, affidandosi a criteri oggettivi e a parametri di efficienza sul valore e non sui numeri. Ridurre le code, ridurre i tempi di attesa, ridurre l'assenteismo, migliorare l'accoglienza, assumersi ciascuno le proprie responsabilità. Ma questa sarebbe una rivoluzione, che costa - come si sa - dolore e fatica.