“Abbiamo litigato e l'ho strangolato, poi è rientrata mamma e ho ucciso anche lei”. La confessione choc di Benno

Nel corso del primo interrogatorio, che è durato 3 ore, il 30enne dal 29 gennaio in carcere a Bolzano ha ammesso di aver ucciso entrambi i genitori e di aver gettato i corpi nell’Adige

Benno e i genitori Laura Perselli e Peter Neumair (Foto Combo Ansa)
Benno e i genitori Laura Perselli e Peter Neumair (Foto Combo Ansa)
TiscaliNews

Avevamo litigato per i i soldi, io volevo finirla lì ma lui continuava e allora ho preso una corda e gliel'ho stretta al collo. L'ho fatto per farlo stare zitto”. Sarebbe questo il motivo per il quale Benno Neumair ha strangolato il padre Peter. Nel corso del primo interrogatorio, che è durato 3 ore, il 30enne bolzanino ha ammesso di aver ucciso anche la mamma. “Mia madre è arrivata che era appena successo, non le ho nemmeno dato il tempo di togliersi il cappotto e quando è entrata ho strangolato anche lei”. Nella sua confessione ai magistrati il ragazzo ha detto di aver usato la stessa corda, un cordino per fare arrampicata, per entrambi e dicendo di averla gettata in alcuni cassonetti.

La confessione choc

Il racconto di Benno conferma in sostanza la dinamica dei fatti, come ipotizzata nella scorse settimane: Peter è stato strangolato dal figlio dopo una breve colluttazione, mentre Laura è stata uccisa lo stesso giorno, ma in un secondo momento, al suo rientro a casa, dopo aver fatto visita all'anziana madre, appena dimessa dall'ospedale. La colluttazione spiega anche le tracce di sangue di Peter trovate dagli inquirenti sul ponte di Ischia Frizzi, a sud di Bolzano. Una volta uccisi i genitori nella casa di Via Castel Roncolo a Bolzano, Benno si è disfatto dei loro cadaveri. Il 30enne ha spiegato di averli presi in spalla e di averli trasportati fino alla macchina parcheggiata davanti alla porta. Poi ha abbondonato i corpi dei suoi genitori nelle acque dell'Adige ed è tornato a casa per eliminare eventuali tracce del duplice delitto. “Avevo già pulito casa ma dopo aver buttato via i corpi volevo pulire meglio, volevo essere sicuro, così ho pulito tutti i pavimenti con l'acqua ossigenata”.

I legali: "Benno è disperato"

La confessione non è avveduta in modo integrale. Benno, che dal 29 gennaio è in carcere a Bolzano, è disperato. Non è rimasto nulla del ragazzo palestrato e sicuro di se. I primi cedimenti ci sono stati subito dopo il ritrovamento del corpo della mamma, così nell'arco di un mese, ha iniziato a parlare, anche se secondo gli inquirenti ci sono ancora dei punti da chiarire. Come sottolineano i suoi legali, "questa decisione di aprirsi alla verità e mettersi a disposizione della Procura della Repubblica" è avvenuta già l'11 febbraio, ed "è maturata spontaneamente dopo il rinvenimento del corpo senza vita della madre, che ha avuto l'effetto di produrre una dissoluzione, di schianto, di tutte le difese di negazione e di rimozione" attuate in una prima fase dopo il delitto.

Sorella Benno: “Non credo a suo pentimento”

"Non credo ad un sentimento di pentimento da parte di Benno e ci vuole ben poco a capire che la sua confessione, resa immediatamente dopo il ritrovamento del corpo senza vita di una delle sue due vittime, che presentava ovvi segni di violenza, fosse a quel punto un passo dovuto al quadro indiziario a suo carico e non 'l'effetto di una dissoluzione, o schianto, di tutte le difese di negazione e di rimozione, attuate nella settimane successive al fatti'", scrive la sorella del 30enne Madé Neumair in una lettera inviata dal suo avvocato Carl Bertacchi alla stampa.

La perizia psichiatrica

La parola a questo punto passa ai periti che dovranno effettuare una perizia psichiatrica. Secondo Moccia e Polo, emergono "i profili di problematicità al momento, da più parti, percepiti 'sotto traccia', pur se ancora da esplorare, come condiviso dalla Procura con la propria richiesta di incidente probatorio, finalizzata all'accertamento della capacità di intendere e di volere dell'indagato al momento del fatto".

Si cerca il corpo di Peter

La coppia bolzanina era scomparsa lo scorso 4 gennaio e mentre il 6 febbraio il fiume ha restituito il corpo di Laura, di Peter manca ancora ogni traccia, nonostante ripetute e approfondite battute con centinaia di uomini e con mezzi sofisticate. Le ricerche riprenderanno comunque nei prossimi giorni.