Storia di una maxi operazione immobiliare tra stellette militari, sicurezza nazionale e Pnrr

Nel Parco nazionale di Migliarino-San Rossore e Massaciuccoli è stato autorizzato un insediamento di 440 mila mc in un’area protetta di 72 ettari con i soldi del Pnrr. Richiesta dalla Difesa e dai carabinieri. La denuncia di Italia Nostra

Storia di una maxi operazione immobiliare tra stellette militari, sicurezza nazionale e Pnrr
Il parco si San Rossore (Foto web)

Qui non si tratta di essere pacifisti o guerrafondai o anche solo pragmatici, nel senso che per difendersi servono le armi. Senza se e senza ma. Qui non si tratta di essere pro Nato o anti Nato, filo americani e di quelli che dicono amerikani con la Kappa (nell’ultimo mese in notevole crescita). E meno che mai essere pro o contro il governo. Il problema, uno dei tanti, è anche questo: chissà cosa ne sanno realmente Presidente del consiglio e ministro della Difesa di Coltano e della sua storia. Delle sue attitudini. E potenzialità.

Questa è la storia di uno scempio ambientale - 440 mila mc di cemento “militare” su un’area di 730 mila mq nel cuore di un Parco nazionale - fin troppo in fretta, in queste ore, usato politicamente da una parte e dall’altra. Ma la politica non c’entra, non date retta a chi alza bandierine per qualche elezione locale. Alla fine, come vedrete, hanno sbagliato tutti. Perchè tutti hanno taciuto. O si sono girati dall’altra parte. O hanno sottovalutato. E i furbetti in divisa e alta uniforme, veri king maker dell’operazione, hanno pensato bene di procedere in una sorta di silenzio assenso.  

La storia del parco

Siamo a Pisa, lungo il mare dove si apre uno dei parchi più leggendari del territorio nazionale. Parliamo di Migliarino-San Rossore-Coltano e Massaciuccoli, una distesa enorme di pineta e macchia mediterranea, laghi e paludi ed edifici storici tra cui la Villa Medicea del Buontalenti e il villino dove nel 1903 Gugliemo Marconi lanciò per la prima volta il segnale del suo telegrafo. E’ proprio nel Centro Radio di Coltano, infatti, che Marconi installa un trasmettitore a scintilla che sarà utilizzato fino alla seconda guerra mondiale, prima per comunicare con le colonie d’Africa,  poi con le navi in navigazione. Il Nobel, per Marconi, arrivò nel 1909.  E poi campo di prigionia riservato nel secondo dopoguerra ai nazifascisti tra cui Ezra Pound. Dice l’architetto Giovanni Maffei Cardellini che per primo, con Italia Nostra, ha denunciato lo scempio dell’operazione immobiliare.  “E’ uno scempio soprattutto contro i luoghi e la loto storia secolare che solo la presenza del Parco può valorizzare. Siamo all’interno di una tenuta Medicea, poi Granducale, poi Reale infine ceduta all’Opera nazionale combattenti per bonificare le grandi aree palustri. Tra parentesi, insediare qui un complesso molitare… beh, c’è da sperare che si portino gli anfibi. Tornando al luogo e allo sua storia, siamo in un luogo delle meraviglie, con la Villa Medicea del Buontalenti, i granai e gli edifici storici, luogo di cacce e di allevamenti con grandi alberature in filari, le Ragnaie, nel quale si esercita nel tempo un’agricoltura che oggi può riconvertirsi da industriale in biologica. Qui Marconi aveva la sua base, ma anche Ezra Pound e tanti personaggi ristretti nei campi nell’immediato dopoguerra, contribuiscono all’anima varia e complessa di questo territorio che determina il senso profondo della presenza del parco”. Cardellini è soprattutto urbanista, ha cioè quella conoscenza profonda del territorio che dovrebbe essere l’a-b-c di chi progetta e mette le mani sui territori. Coltano contiene frammenti di storia che non possono andare perduti. E, anzi, devono essere valorizzati.  

L’operazione immobiliare

Su proposta del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, sentito il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Enrico Giovannini, il 14 gennaio il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato un decreto che definisce “opera destinata alla difesa nazionale” l’intervento infrastrutturale per la realizzazione della sede del Gruppo intervento speciale (Gis), del Primo Reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania e del Centro cinofili dell’Arma. Corpi scelti e militari nel cuore di Coltano. Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 marzo. Il procedimento fa riferimento alla normative contenute nel primo decreto Pnrr pensato apposta per semplificare, snellire e ridurre molte procedure per la messa a terra dei progetti del Pnrr. Ieri per l’appunto il Cdm ha approvato il secondo decreto per la semplificazione del Pnrr. E allora ci sarà d vedere bene, riga per riga, cosa è stato approvato. Siamo sempre alle solite: tutti siamo d’accordo nel volere procedere più snelle e meno burocrazia. Se però, alla prima occasione, spunta fuori l’abuso… è chiaro che in questo paese non cambierà mai nulla. Ma non per le regole e le leggi. Per il senso civico, scarso, delle persone. Specie se hanno potere.

In poche parole, con l’alibi del Pnrr, lo scempio di cemento nel parco nazionale avrà “procedure semplificate considerate le comprovate necessità correlate alla funzionalità delle Forze Armate”. Nello stesso decreto, Gis, Tuscania e settore cinofili vengono definiti “Centri di eccellenza dell’arma dei carabinieri impegnati nell’attività antiterrorismo e nella sicurezza delle rappresentanze diplomatiche a rischio, nonché nelle attività di forze speciali anche delle forze armate”. 

Comune, regione, ente parco: ignorati oppure sapevano?

L’architetto Cardellini è stato, fino all’estate scorsa, presidente del Parco Migliarino-San Rossore-Coltano. Ed è stato lui, con Italia Nostra, a denunciare quella che travestita da operazione militare per la sicurezza nazionale è in realtà nè più nè meno una pura speculazione immobiliare. Col paradosso che viene fatta usando soldi del Pnrr che dovrebbero essere destinati alla transizione ambientale ed ecologica e a quella digitale. Ma c’è molto poco green e ancora meno digital nelle villette militari in costruzione a Coltano. Con la denuncia di Italia Nostra, hanno trovato voce anche il nuovo presidente del parco, altra associazioni di area pacifista e le sigle che si sono messe in marcia contro la guerra e l’invio delle armi in Ucraina. Ma è bene tenere separate le cose.

Non è ben chiaro, ad esempio, cosa sapessero di questa operazione i vertici politici locali e regionali. Sia il sindaco di Pisa Michele Conti (centrodestra) che il governatore Eugenio Giani (Pd) si stanno muovendo adesso e senza avere idee molto chiare. L’attuale presidente del Parco Lorenzo Bani ha tentato di alzare la mano nell’autunno scorso quando di questa operazione si era iniziato a parlare. Ma poi tutto è stato così veloce - decreto, Gazzetta, pareri del Comipar, comitato misto paritetico per la regolamentazione per le servitù militari - che ora sembra quasi impossibile fermare la macchina del progetto. “Nei nostri piani - ha dichiarato Bani - c’era la creazione di una zona umida attraverso un allagamento per trasformarla in un’area dedicata all’avifauna. C’erano tantissimi altri luoghi adatti a costruire una base militare, aree demaniali abbandonate, caserme in disuso. Invece è stata scelta un’area protetta e non sono state coinvolte le istituzioni e la cittadinanza”. Secondo il Presidente dell’ente parco “tornare indietro è quasi impossibile”. Non ha fatto i conti con la rivolta in corso, Pd in testa con segretario in prima fila, che del governo sono il partito più affidabile ed esprime il ministro della Difesa. Perchè questo è l’altro punto: cosa hanno spiegato, a che livello di dettagli sono arrivati i vertici militari per spiegare il progetto di Coltano a livello politico? 

La versione dei CC

Vedremo. Una cosa è certa: i reparti speciali che vorrebbero avere una propria base operativa nel cuore del parco sono sicuramente eccellenze delle nostre forze armate (anche i carabinieri, come noto, sono forza armata) ma al momento in tutta Italia esistono decine e decine di luoghi abbandonati, soprattutto caserme, la cui ristrutturazione sarebbe utilissima anche al decoro delle città. Ma loro vogliono andare proprio lì, in riva al mare e nel cuore della pineta. A due passi dalla Base Usa di Camp Darby e dall’aeroporto militare di Pisa.

Doveroso a questo punto sentire anche la versione dei carabinieri per i quali l’operazione avrà “un basso impatto ambientale”. Da notare che per l’ente parco l’impatto sarà invece “devastante”.

I carabinieri giustificano la scelta di Coltano perchè dei 70 ettari, 40 sono già occupati da strutture per lo più abbandonate e lasciate al degrado. Non è chiaro se tra “le strutture” comprendono anche la Villa Medicea. sicuramente c’è l’ex Centro Radar, quello di Marconi, appunto, che invece di diventare un museo interattivo sulla tecnologia, viene trasformato in villette e caserme. “Di 72 ettari - spiegano i carabinieri - 28 saranno mantenuti a superficie verde valorizzata con un’estesa piantumazione di vegetazione autoctona per incrementare l’assorbimento di anidride carbonica. Sui restanti 45 ettari, le edificazione ne copriranno cinque. Tutti gli edifici saranno al massimo di tre piani e saranno alimentati con sistemi rinnovabili. Una comunità energetica - si sottolinea - vicina all’autosufficienza”. E poi villette a schiera per le centinaia di carabinieri che andranno a vivere lì, palestre, piscine, scuole, Auditorium perchè a Coltano ci vivranno i militari e le loro famiglie, saranno organizzati convegni e corsi. E poi musei (del crimine ambientale) e centri educativi. Insomma, una vera e propria cittadella che creerà indotto, popolerà una zona “altrimenti abbandonata e condannata al degrado”. L’opera porterà quindi “valore aggiunto al Parco e alla città di Pisa”. 

La palestra militare

Siamo sicuri che ogni altro progetto dell’Ente parco avrebbe avuto successo nell’ambito del Pnrr. E sarebbe stato certamente più coerente con la stessa mission del Next Generation Eu. “Ancora una volta, con queste decreto - spiega Cardellini - si dimostra che i Parchi collocati in aree urbanizzate sono destinati ad essere aree di riserva in attesa di trasformazione. Quando serve si piglia un pezzo che qualcuno ha faticosamente conservato negli anni con l’idea di un mondo migliore”. Allora è chiaro che il Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli e Coltano è nei fatti destinato a diventare “una palestra militare”. Nella base Usa di Camp Darby è in corso un intervento di oltre 40 milioni di dollari per barriere antideflagrazione nel bosco (che è riserva Unesco). Qui, sempre nella riserva Unesco, ha trovato posto il CAMEN (Centro applicazioni militari di energia nucleare). La Bocca d’Arno è occupata dagli Arditi del Col Moschin “che ritrovi a tutte le ore in San Rossore in assetto di guerra che si esercitano ad orientarsi e ad attaccare gli immobili in disuso”. In Bocca di Serchio “è in uso il poligono di tiro”. “Speriamo - conclude amaro Cardellini - che almeno a Coltano i cani del gruppo cinofili insegnino qualcosa a proposito di natura e territorio”.

La denuncia è servita. Lo sdegno sociale cresce. Ora vediamo se a palazzo Chigi e in via XX Settembre qualcuno ci ripensa.