Bandiera neonazista nella caserma dei carabinieri: “Militare sarà punito”

Ma esporre il vessillo non rappresenta un reato militare. Responsabile sarà giudicato dalla magistratura ordinaria

Bandiera neonazista nella caserma dei carabinieri: “Militare sarà punito”
TiscaliNews

Il Procuratore militare Marco De Paolis ha fatto sapere che nei confronti del militare che ha affisso nella sua camerata alla caserma Baldissera di Firenze una bandiera del secondo Reich non è configurabile un reato militare, ma se gli accertamenti avviati configureranno l'ipotesi di un reato sarà competenza della magistratura ordinaria. Intanto il comandante del Sesto Battaglione Toscana, il colonnello Alessandro Parisi, ha reso noto che chi ha esposto quel vessillo, che si vedeva dalla strada, è stato individuato: la bandiera era affissa in una camerata occupata da un giovane militare del sesto battaglione carabinieri Toscana. E "la vicenda - assicura il colonnello - è stata immediatamente oggetto di accertamenti da parte della scala gerarchica che ha già informato l'autorità giudiziaria militare avviando altresì l'esame della posizione disciplinare dell'interessato per il grave comportamento posto in essere".

Bandiera si trovava in una camerata

E' una camera non singola quella dove un giovane militare, ventenne, in servizio al sesto battaglione dei carabinieri di stanza alla caserma Baldissera di Firenze, ha esposto la bandiera finita al centro delle polemiche perché utilizzata oggi da gruppi neonazisti. Il vessillo è quello della Kaiserliche Marine, la Marina militare della Germania imperiale schierata tra il 1871 ed il 1919. Nella caserma Baldissera, per i circa 300 militari del battaglione, sono riservate camere a due o quattro posti letto. E' invece un poster di “Call of Salveenee”, parodia già nota del videogioco “Call of duty”, l'immagine, che appare nella stessa camera, in cui è ritratto il leader della Lega Matteo Salvini che imbraccia un mitra. Nella stessa camera, in base al video pubblicato su “il sitodifirenze”, girato all'esterno della caserma, si vede anche una sciarpa romanista. Su tutta la vicenda relazioni sono state inviate all'autorità giudiziaria. Sono inoltre partiti accertamenti di natura disciplinare nei confronti del militare.

L’Anpi di Firenze: “Un atto intollerabile”

"L'esposizione della bandiera neonazista dentro la caserma Baldissera dei carabinieri di Firenze è intollerabile. Non è solo uno sfregio a uno dei simboli della sicurezza della nostra comunità: l'Arma dei Carabinieri. Ma è anche e soprattutto un colpo al cuore dei valori sui quali si fonda la Repubblica italiana". Così in una nota congiunta Anpi, Arci e Cgil Firenze. "L'Arma dei Carabinieri - si legge ancora - ha dato molto alla storia d'Italia e in particolare alla storia della Resistenza. Come non ricordare i tre martiri di Fiesole" o "il contributo dato alla Liberazione di Firenze dall'Arma dei Carabinieri? È per questo che lo sgomento" è "più forte. In un periodo, poi, in cui nella nostra città e in tutta la Toscana l'estrema destra si sta ritagliando spazi sempre più ampi e la risposta delle Istituzioni non è sempre all'altezza della sfida". "Dobbiamo interrogarci - conclude la nota - non solo su chi ha esposto quella bandiera, ma anche su chi, prima che divenisse di dominio pubblico, ha visto ed ha taciuto, ha visto e ha lasciato correre. Deve essere fugata ogni ombra in questa faccenda. Chiederemo al più presto un incontro al prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida".

L'associazione Italia-Israele: “Episodio da non sottovalutare”

"L'esposizione in una camerata della caserma dei carabinieri 'Baldissera' di Firenze di una bandiera imperiale germanica, abitualmente usata dai gruppi neonazisti in Germania proprio perché in quel Paese sono severamente vietati i simboli esplicitamente nazisti - commenta poi l'associazione Italia-Israele di Firenze - è un episodio che non può essere sottovalutato. I carabinieri sono uno dei presidi della nostra democrazia: se tra di loro ci sono infiltrazioni neonaziste, devono essere subito stroncate".

Di Giorgi: “Si prendano provvedimenti”

"Firenze città medaglia d'oro della Resistenza - afferma in una nota la vicepresidente del Senato Rosa Maria Di Giorgi - non può accettare che si espongano simboli neonazisti, tanto più in una caserma dell'Arma: condanniamo fermamente l'episodio ed auspichiamo che vengano presi quanto prima provvedimenti esemplari nei confronti della persona che si è resa protagonista di questo squallido gesto. L'esposizione del vessillo, noto come icona degli ambienti neonazisti, tanto più all'indomani dell'attacco squadrista portato avanti da un gruppo di naziskin a Como, rappresenta uno sfregio alla nostra coscienza ed alla nostra storia: guai a sottovalutare l'episodio. Siamo certi che l'Arma dei Carabinieri, di cui conosciamo la ferma ed assoluta dedizione democratica, saprà fare quanto prima chiarezza al proprio interno. Allo stesso tempo chiediamo a tutte le forze politiche di unirsi nello sdegno e nel fermo rigetto di qualsiasi tentativo volto a normalizzare ideologie aberranti sconfitte dalla storia cui in alcun modo va lasciato oggi nuovamente spazio".

Fratoianni: “La destra concima terra dei fascisti”

"La destra - dice Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, dal palco dell'assemblea che lancia la lista unitaria della sinistra - si è lanciata nella costruzione di una rivoluzione liberista, dei Reagan, della Thatcher e oggi dei Trump. Ma hanno concimato il terreno su cui oggi crescono i fascisti. Che nell'ufficio di un Carabinieri venga appesa la bandiera nazista, ci dice di quanto dobbiamo alzare l'attenzione".