Bimbo in bicicletta travolto e ucciso: arrestato il guidatore. "Totalmente privo di umanità e pietà"

Nour Amdouni è indagato per omicidio stradale. Guidava sotto effetto di droga, senza patente e con una gamba ingessata. Il Gip: "Ha proseguito ad elevata velocità, senza la minima frenata"

(Ansa)
(Ansa)
TiscaliNews

E' stato arrestato il giovane che con la sua auto ha lo scorso 9 agosto ha investito e ucciso un bambino di 11 anni che stava passando in bicicletta. La polizia locale di Milano ha fermato il ventenne Nour Amdouni, ora indagato per l'omicidio stradale di Mahanad Moubarak con l'aggravante della fuga. Il ragazzo si era allontanato senza nemmeno frenare, salvo costituirsi alcune ore dopo.

"Era sotto l'effetto di droga"

Amdouni, spiega la Procura, guidava senza patente, che non aveva mai preso, era sotto l'effetto di droga (thc) e aveva "la gamba sinistra ingessata". Andava a una velocità "non inferiore a 90 chilometri all'ora" in una zona dove il limite è di 50, in via Bartolini, quando ha investito Mahanad che veniva dalla direzione opposta. E non solo non si è fermato per soccorrerlo, ma è scappato "senza rallentare" a bordo della Smart con targa svizzera, intestata a un'azienda elvetica, "ormai gravemente danneggiata". L'auto era stata trovata poco dopo.

"Elevata pericolosità sociale"

Amdouni si era costituito alla Polstrada nelle ore seguenti dicendo che era scappato perché preso dal panico. Secondo la Procura, invece, aveva dimostrato una "allarmante freddezza" e "lucidità" "senza neppure curarsi minimamente - soltanto per umana pietà - delle sorti del ragazzino" e questo denota una "elevata pericolosità sociale" e "incapacità di autocontrollo". E si era costituito per calcolo: essendo passato tempo non poteva essere arrestato in flagranza e costituendosi evitava un provvedimento di fermo. Da qui la richiesta della custodia cautelare in carcere proporzionata "all'estrema gravità dei fatti".

"Totalmente privo di umanità e pietà"

L'indagato fuggendo, si è dimostrato "totalmente privo di umanità e pietà in occasione del sinistro",ì scrive il gip Fiammetta Modica nell'ordinanza di custodia cautelare che lo ha portato in carcere dopo alcuni giorni in cui era stato indagato a piede libero.

"Nessuna manovra improvvisa della bicicletta"

Per il gip il comportamento del ragazzino in sella alla bicicletta "appare normale, senza manovre improvvise o una velocità sostenuta; poco prima dell'incidente i fotogrammi lo riprendono in un frammento di condotta in cui disegna due cerchi con la bicicletta per poi proseguire la marcia lungo la via Bartolini". "Un ragazzino spensierato che gironzolava in un luogo conosciuto, in una notte d'estate", annota il giudice.

"Mancanza di lucidità derivante dall'assunzione di droga"

"Le indagini hanno chiarito che l'indagato fosse privo di abilitazione alla guida e, quindi, sconoscesse le elementari regole del codice della strada - scrive il giudice sulla scorta delle indagini degli agenti della Polizia locale - parimenti è emerso che questi guidasse ad elevata velocità sotto l'effetto di sostanze stupefacenti". La sua "mancanza di lucidità e di prontezza di riflessi derivanti dall'assunzione di droga, unitamente ad una condotta di guida imprudente hanno sicuramente influito sulla capacità di avvistamento dell'ostacolo prima ancora che sulla capacità di porre in essere una possibile manovra di emergenza". Le immagini delle telecamere "catturano la Smart con il corpo della vittima caricato sul cofano, nell'atto di proseguire la sua marcia ad elevata velocità, senza la minima frenata".