Escluso dalla gita senza avvertire la famiglia: bimbo disabile resta in classe. Il Garante: "Attendo spiegazioni"

L’episodio, riportato dalla “Gazzetta del Sud”, si è verificato alcuni giorni fa in un istituto comprensivo di Catanzaro. La mamma del bambino sarebbe venuta a conoscenza del fatto in maniera casuale, il figlio non le aveva detto niente

Escluso dalla gita senza avvertire la famiglia: bimbo disabile resta in classe. Il Garante: 'Attendo spiegazioni'

La dirigente scolastica prova a gettare acqua sul fuoco: “Organizzeremo al più presto una nuova uscita didattica per la classe. In questo modo il piccolo potrà godersi una giornata con i suoi compagni e questo spiacevole episodio sarà solo un brutto ricordo per la famiglia”. Ma è grottesca la vicenda che ha per protagonista e vittima un bambino disabile che frequenta un istituto comprensivo del capoluogo di regione calabrese, Catanzaro: i suoi compagni sarebbero andati in gita di fine anno e lui si sarebbe ritrovato solo in classe perché nessuno lo avrebbe avvertito.  Se, infatti, il resto della classe era stata avvertita, nei giorni antecedenti all’uscita, dal corpo docenti, al piccolo l’indicazione sarebbe dovuta arrivare dall’insegnante di sostegno affidatogli.

E’ rimasto solo in classe

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, il bambino sarebbe invece rimasto solo in classe per tutto il giorno. La madre, infatti, sarebbe venuta a conoscenza casualmente della circostanza, dato che il piccolo non le aveva detto niente. Perché, evidentemente, il docente di sostegno non avrebbe comunicato nulla. Per il piccolo, quindi, quella era una normale giornata di didattica scolastica da trascorrere in aula e, soprattutto, lo era per la madre. Mentre, invece, i compagni erano in gita. E grottesca sarebbe stata la giustificazione dell’insegnante alle legittime richieste della madre. Il docente avrebbe detto alla donna di “non averci pensato, me ne sono dimenticato...”. Ma la famiglia, ovviamente, non ci sta: “Avrei voluto scegliere io se mandare in gita mio figlio, oppure no” afferma la donna.

L’inclusione dei disabili

Una vicenda che va a cozzare pesantemente le più elementari normative di inclusione dei disabili, soprattutto se bambini, sancite, sia a livello nazionale, sia che europeo e internazionale. La dirigente dell’istituto comprensivo prova a mettere una pezza all’enorme buco creato. Le sue sono parole di mortificazione e costernazione, ma anche tutto sommato di difesa del docente che, avrebbe “peccato di superficialità”. Secondo la dirigente scolastica, infatti, l’insegnante sarebbe stato sempre vicino al bambino durante i mesi scolastici “sostenendo la sua formazione ed educazione”. Poi la promessa: “Organizzeremo al più presto una nuova uscita didattica per la classe. In questo modo il piccolo potrà godersi una giornata con i suoi compagni e questo spiacevole episodio sarà solo un brutto ricordo per la famiglia, alla quale noi siamo stati sempre vicini e continuiamo a farlo”.

Giustificazioni e promesse

Giustificazioni e promesse che non bastano al Garante per l’Infanzia della Regione Calabria, Antonio Marziale, il quale, interpellato da Tiscali, afferma: “Se le cose sono andate così, è grave. Mi viene una battuta: ancora non fa caldo, quindi non posso pensare che quello che sarebbe accaduto sia dovuto a un colpo di sole”. Fuori dall’amara battuta, Marziale però è duro: “Aspetto di vedere cosa farà, non oltre le prossime 24 ore, l’Ufficio Scolastico Regionale, per dimostrare di servire a qualcosa. Le dichiarazioni non bastano più”.