[Il ritratto] Regala la sua azienda a cani e gatti, dopo avergli dedicato la vita. La storia dell'imprenditore Capellino

Una scelta circolare, si potrebbe definire: cibo per animali con alta qualità, comprato da soggetti sensibili al tema che, acquistando, sanno di contribuire anche a una finalità alta, inserita nella stessa mission. Un percorso perfetto per chi ama gli animali, per chi ha storie di “umanità” legate ai cani e ai gatti da raccontare. Storie di abbandoni, di affezioni, di fedeltà, di amore e di libertà

Pier Giovanni Capellino, fondatore di Almo Nature
Pier Giovanni Capellino, fondatore di Almo Nature

Dedicare tutta la vita a cani e gatti e poi “regalargli” l'azienda. La scelta è di Pier Giovanni Capellino, fondatore di Almo Nature, una impresa leader nel campo degli alimenti per cani e gatti. Dopo aver lavorato con intensità per diciotto anni, portando la sua attività a livelli record in molti paesi del mondo, l'imprenditore ha voluto passare tutta la proprietà dell'azienda a una fondazione che ha una particolarità: dovrà spendere soldi esclusivamente in progetti per cani e gatti. Sono loro, gli amatissimi animali, a incassare i vantaggi di un lungo lavoro che oggi porta quasi dieci milioni di utili l'anno.  

Proprietà degli animali 

“Almo Nature diventa – annuncia in una nota l'azienda -, attraverso la Fondazione, uno strumento economico a disposizione degli animali, della biodiversità e di coloro che condividono l’idea che sia necessario un nuovo patto degli umani con tutte le altre vite”. Il trasferimento di proprietà è avvenuto in questi giorni anche se l'atto chiarisce che finiranno agli animali e a questa mission tutti  i profitti di Almo Nature maturati dal primo gennaio 2018. “Owned by the Animals”: così c'è scritto nel nuovo logo di Almo Nature. Sono loro i proprietari: cani e gatti, soprattutto. Ma anche il lupo, altro animale caro al patron dell'impresa. Capellino, il suo amore, lo aveva già dimostrato quando l'azienda l'ha fatta nascere. Produrre pappe per cani e gatti, per lui, ha sempre significato mettere sul mercato prodotti di prima qualità, senza additivi, con materie prime genuine, con alimenti che sarebbero potuti essere tranquillamente destinati al consumo degli uomini. 

Una vita vissuta con cani e gatti 

«Nella mia vita ho vissuto con gatti e cani», racconta l'uomo in una intervista al Corriere della sera. Ma è stato un cane in particolare, un jack russian chiamato Salento, ad «educarmi, farmi scoprire la natura e insegnarmi il rispetto. Cedere la proprietà di Almo Nature alla fondazione significa che l’utile, più o meno 10 milioni di euro all’anno, dovrà essere investito interamente in progetti a favore di cani, gatti e per la tutela della biodiversità in generale. La donazione è un atto irreversibile. Non consegno un’impresa decotta alla fondazione, ma florida, con i mezzi per potersi occupare della finalità che si è data, la tutela della biodiversità. E sono convinto che anche per il centinaio di persone che lavorano in azienda questa sia una bella prospettiva, che il loro impiego sia meno alienato e alienante». 

Cura e libertà 

Una scelta circolare, si potrebbe definire: cibo per animali con alta qualità, comprato da soggetti sensibili al tema che, acquistando, sanno di contribuire anche a una finalità alta, inserita nella stessa mission. Un percorso perfetto per chi ama gli animali, per chi ha storie di “umanità” legate ai cani e ai gatti da raccontare. Storie di abbandoni, di affezioni, di fedeltà, di amore e di libertà. Capellino, per esempio, non lega la sua cagnolina Eoiè ad alcun guinzaglio. «La libertà – racconta al Corriere della sera - è il diritto base e non potrò mai legarla con il guinzaglio. Ovunque io sia stato, anche all’estero, nessuno mi ha mai fatto osservazione. Forse ispira fiducia». 

Un'acuta strategia d'impresa 

La scelta dell'imprenditore di donare la sua azienda agli animali può apparire bizzarra ma va letta nei suoi significati più profondi, che nascondono anche una acuta strategia imprenditoriale. Si chiama consumo responsabile: il cliente cerca un senso nel suo gesto, soprattutto su materiali di cura, come gli alimenti per gli animali, e se riesce a fornire non solo prodotti di qualità ma anche destinazione benefica del profitto, quel consumo diventa più sentito, più consapevole, quindi più ampio e diffuso. Una strategia che rafforza l'azienda – che dà lavoro a centinaia di persone  - e non la indebolisce di certo.  

Un meccanismo che funziona 

«Se c’è rispetto si può modificare il rapporto degli uomini con gli altri esseri viventi e con la madre terra», racconta Capellino al Corriere della sera, illustrando anche i dettagli del suo impegno non solo per gli animali domestici ma anche per quelli selvatici. E' impegnato, infatti, nel progetto Lupi in Toscana, come su altre attività come per esempio il Dog Blood Donors, la prima banca dati per cani donatori di sangue in Italia. Una vera rete di impegno che intreccia motivi economici e motivi etici e disegna, al di là degli animali, una nuova idea di lavoro e d'impresa: profitto e benessere diffuso, soldi e vocazione. Qui il meccanismo riesce.