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Stretta sugli autovelox, domani il decreto in Gazzetta Ufficiale: ecco che cosa prevedono le nuove regole

Senza il benestare del Prefetto i Comuni non potranno procedere all’installazione di nuovi dispositivi di rilevazione. Gli stessi potranno esser installati soltanto in caso di reale necessità

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Il decreto autovelox, il provvedimento sui dispositivi di rilevazione della velocità voluto dal ministro Salvini, diventa legge. Il testo, martedì 28 maggio, verrà pubblicato infatti in Gazzetta Ufficiale e diverrà operativo da inizio giugno. L’obiettivo del provvedimento è quello di disciplinare, in modo rigoroso, l'uso e la collocazione degli autovelox. Le novità principali sono di fatto tre e riguardano l'autorizzazione per l’installazione, la segnaletica e i limiti. Nel decreto sono stati presi in considerazione anche i casi nei quali l’automobilista può ricorrere alla contestazione immediata della multa. Vediamo i dettagli del provvedimento.

Meno autonomia per i Comuni

Il decreto limita di fatto l’autonomia dei Comuni che non potranno più decidere dove posizionare un dispositivo di rilevazione della velocità. Nel testo viene data totale facoltà decisionale al prefetto, che potrà decidere il collocamento degli autovelox, che siano essi fissi o anche "mobili", montati dunque su cavalletto e presidiati dalla polizia. I comuni, nel presentare richiesta, saranno tenuti a dimostrare l’effettiva necessità del dispositivo. Attraverso una relazione dovranno dimostrare che su un determinato tratto di strada vi sia ad esempio un elevato rischio di incidenti: serve "un'accurata analisi del numero, della tipologia e, soprattutto, delle cause", con "particolare riferimento alla velocità come causa principale".

Autovelox soltanto in caso di reale necessità

Il decreto mira ad un utilizzo degli autovelox per reali esigenze di sicurezza, come vicino a scuole, asili o ospedali, evitando l'uso di rilevatori di velocità senza una reale esigenza di sicurezza.

Novità anche sui cartelli

Novità importanti anche sui cartelli atti ad avvisare gli automobilisti della presenza degli autovelox. Fuori dai centri urbani i cartelli devono essere posizionati “almeno un chilometro prima”. Nei centri urbani, invece, la distanza deve essere di almeno 200 metri sulle strade di scorrimento e 75 metri su tutte le altre.

Cambiano le distanze minime tra i rilevatori

Vista la volontà di evitare le cosiddette "multe in serie", il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha spiegato che "tra un dispositivo e l'altro dovranno intercorrere distanze minime differenziate in base al tipo di strada". La distanza minima è di 3 km sulle strade extraurbane e 1 km sulle strade secondarie.

Le novità sui limiti

E' stato sempre Salvini a spiegare le novità per quanto riguarda i limiti. La velocità rilevata dagli autovelox viene "parametrata a quella prevista dal codice per ciascuna tipologia di strada, ossia 50 chilometri orari nei centri urbani". Nelle strade extraurbane, invece, "i dispositivi possono essere utilizzati solo per riduzione della velocità non superiore a 20 km/h rispetto al limite ordinario". Salvo deroghe gli autovelox non potranno esser dunque posizionati su strade in cui limite è inferiore di 20 km/h rispetto a quello previsto dal Codice su quel particolare tipo di strada. In città stop all'occhio elettronico sotto i 50 km/h.
 
La nuova legge concede ai Comuni 12 mesi di tempo per mettere a norma i dispositivi già installati. In caso di assenza o comunicazioni imprecise, dopo un anno, gli autovelox saranno "disinstallati fino all'adeguamento alle disposizioni del presente decreto". Ciò non significa però che gli automobilisti possono dormire sonni tranquilli. Anche nel caso di rilevatori “fuori normale” le multe verranno considerate valide e il cittadino potrò difendersi presentando ricorso.

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