La Corte d'Appello condanna Autostrade per l’Italia: "Copiato il brevetto del Tutor, rimuoveteli”. Il legittimo proprietario dell’idea: “Sono soddisfatto”

Ma il sistema che punisce chi supera i limiti di velocità non sparirà nel nulla. Verrà sostituito da un nuovo e analogo strumento. Romolo Donnini, ex tecnico della Galileo che aveva depositato il brevetto nel 1999, proponendo poi l’idea alla S.p.A., non riceverà tuttavia alcun indennizzo

Romolo Donnini
Romolo Donnini
TiscaliNews

Autostrade per l'Italia ha copiato il brevetto del “Tutor”, il sistema che punisce chi supera i limiti di velocità, ma il “gendarme” elettronico non sparirà e, entro tre settimane, verrà sostituito da un nuovo e analogo strumento. Si conclude così, almeno per il momento, la battaglia legale che dal 2006 oppone il gruppo autostradale alla Craft, una piccola azienda di Greve in Chianti, e che ha visto la Corte d'Appello di Roma dare ragione a quest'ultima. Stando alla sentenza della Corte d'Appello, cui la Cassazione nel 2012 aveva rinviato la causa (dopo due gradi di giudizio che davano torto all'azienda toscana), Autostrade per l'Italia ha copiato il brevetto depositato dalla Craft di Romolo Donnini, ex tecnico della Galileo che l'aveva depositato nel 1999 e che ora si dice "soddisfatto", malgrado la Corte non abbia accolto la sua richiesta di risarcimento danni.

Il proprietario del brevetto si dice soddisfatto

"Dopo tutti questi anni di battaglie legali - commenta Donnini - uno rimane soddisfatto a vedersi riconosciute le proprie ragioni". Il titolare della Craft rimanda comunque ai prossimi giorni i commenti nel merito della sentenza. Dopo aver brevettato l'idea di un nuovo apparecchio (brevetto depositato con il numero 013.10318) chiamato Sicve, Donnini nel 2000 la presentò ad Autostrade senza successo: tuttavia, dopo l'apparire del Tutor nel 2004, il titolare della Craft si rivolse alla giustizia lamentando di essere stato “copiato”. Nel 2015 il contenzioso è approdato alla Corte di Cassazione, che ha disposto un nuovo processo, sfociato nella sentenza della Corte d'Appello di Roma, e che dovrebbe vedere un ultimo step ancora in Cassazione, per l'impugnazione annunciata da Autostrade.

Tutor palesemente copiato

Secondo i giudici l'idea "inventiva" originaria appare "pedissequamente riprodotta", e non si ravvisa nemmeno "alcun apporto creativo originale" alla sostituzione effettuata da Autostrade del sistema di rilevamento, da quello ottico previsto dal brevetto toscano a quello per mezzo di spire virtuali. Per la corte, insomma, è una sostituzione che "appare banale e priva di originalità". Per questo il Tutor "costituisce contraffazione" del brevetto Craft, va rimosso e Autostrade dovrà pagare all'azienda toscana 500 euro per ogni giorno di ritardo nell'eliminazione del sistema.

Autostrade assicura che il sistema non andrà in soffitta

Il Tutor, infatti, non verrà rimosso dalla rete, sarà invece immediatamente sostituito con uno nuovo, diverso da quello attuale. L'azienda ha infatti deciso di farsi carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il meccanismo attuale fino alla sostituzione integrale degli apparati con altro sistema di rilevazione della velocità media, che "avverrà entro tre settimane". La decisione della Corte d'Appello di Roma, aggiunge Autostrade, "riconosce che non c'è stato alcun arricchimento da parte di Autostrade per l'Italia, non avendo la concessionaria ottenuto alcun vantaggio economico dall'utilizzo del sistema che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti, né alcun danno per Craft. Pertanto, la sentenza di oggi non prevede alcun indennizzo a beneficio di Craft per l'utilizzo del sistema".

Tutor ha ridotto del 70% le morti sulla rete autostradale

Introdotto nel 2004 dopo un lavoro di preparazione svolto con la Polizia stradale, il ministero dei Trasporti e le associazioni dei consumatori, il Tutor, che è attivo su oltre 2.500 km di carreggiate, non rileva semplicemente lo sforamento dei limiti in un singolo punto della rete, ma la velocità media su tratti di una lunghezza indicativamente tra 10 e 25 km, grazie all'installazione di sensori e portali con telecamere. Si tratta di un sistema, stando ai dati comunicati da Autostrade per l'Italia, che "ha ridotto del 70% il numero dei morti sulla rete autostradale", grazie a una diminuzione del 25% della velocità di picco e del 15% di quella media. Tanto che la Polstrada lo definisce "uno dei migliori strumenti per garantire la sicurezza stradale e l'incolumità dei conducenti".