Attacco armato in Congo: uccisi l'ambasciatore italiano, un carabiniere e l'autista

L'attentato è avvenuto nel percorso tra Goma e Bukavu da parte di un commando terroristico che ha utilizzato armi leggere. Sulla dinamica e il movente in corso accertamenti. Per i media, "tentativo di rapimento".

TiscaliNews

L'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, un carabiniere di 30 anni, Vittorio Iacovacci,  e l'autista Mustapha Milambo, sono rimasti uccisi in un attacco contro un convoglio delle Nazioni Unite nell'est del Paese. Il diplomatico è stato colpito da spari all'addome, trasportato in ospedale, è morto per le gravi ferite riportate. Il militare era in servizio da settembre scorso all'Ambasciata italiana in Congo. Originario di Sonnino, in provincia di Latina, era effettivo al 13/mo Reggimento carabinieri Friuli Venezia Giulia, con sede a Gorizia. Aveva prestato servizio anche alla Folgore. La vettura sulla quale viaggiavano le tre vittime faceva parte di un convoglio della Monusco che comprendeva anche il Capo Delegazione Ue. Massima apprensione della Farnesina che sta seguendo gli sviluppi.

Tentativo di rapimento

Un possibile "riscatto", uno "scontro a fuoco" tra ranger ed esercito da una parte ed un commando dall'altra, il giallo della scorta. Col passare delle ore iniziano a emergere nuovi dettagli sulla dinamica che ha portato all'assassinio dell'ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell'autista congolese Mustapha Milambo. Del convoglio, apprende l'Adnkronos da fonti di intelligence, avrebbe dovuto fare parte anche l'addetto consolare Alfredo Russo che però, per non meglio precisate ragioni, è rimasto a Goma. L'attacco è avvenuto intorno alle 10 (le 9 italiane9 presso la cittadina di Kanyamahoro. Sono molti i gruppi armati che operano nella zona dei monti Virunga, fra Congo, Ruanda e Uganda, e spesso prendono di mira i ranger del parco, famoso per i gorilla di montagna.

L'attacco 

Il convoglio, del World Food Programme, è stato attaccato da un commando composto da sei uomini armati. L'ambasciatore avrebbe dovuto recarsi nel territorio di Rutshuru per ispezionare le attività condotte dal World Food Programme. Lungo il percorso l'agguato. I sei componenti del gruppo di fuoco hanno prima ucciso l'autista congolese e poi condotto il resto delle persone nella foresta circostante al luogo dell'agguato. Secondo fonti di intelligence a poche centinaia di metri si trovava una pattuglia dell'Istituto congolese per la conservazione della natura e anche un’unità dell'esercito congolese, giunti in soccorso dei rapiti. Ma quando sono intervenuti i rangers, gli aggressori hanno sparato al carabiniere di scorta all'ambasciatore e al diplomatico.

Le indagini

Dietro l'attacco ci sarebbero le Forze democratiche ruandesi. Fonti di intelligence confermano all'Adnkronos che le autorità locali, per quanto l’identità degli assalitori non sia ancora conosciuta, sembrerebbero per il momento privilegiare la pista del Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr-Foca), principale gruppo residuo di ribelli ruandesi di etnia Hutu. Il governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, ha riferito che le indagini sono in corso, è stato interrogato uno dei sopravvissuti, il quale conferma che gli aggressori si sono parlati in kinyarwanda e hanno parlato con gli ostaggi in swahili. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, per sequestro di persona con finalità di terrorismo.

Gli autori dell’attacco

Sarebbero i ribelli hutu delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda, i responsabili dell'attacco. L'Fdlr - responsabile di violenze e rapimenti a scopo di lucro - è il principale gruppo residuo di ribelli ruandesi aderenti alla dottrina dell''Hutu Power', operante nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Formato quasi interamente da Hutu, che si oppongono ai Tutsi per il dominio sulla zona, hanno come comandante in capo Paul Rwarakabije.

Il gruppo ribelle

Secondo lo Us Counter Terrorism Center, le Fdlr sono il probabile responsabile di circa una dozzina di attentati terroristici commessi nel 2009, che hanno ucciso centinaia di persone nel Congo orientale. Dopo il 2010, come conseguenza dell’azione dell’esercito congolese e dei ranger dell’Iccn, il gruppo ha rimodulato la sua strategia preferendo azioni a bassa intensità ma con profitti maggiori, soprattutto finanziari. Sono loro che nel 2018 rapirono due turisti inglesi nel parco nazionale di Virunga, rilasciandoli dopo due giorni. Nell’aprile del 2020 circa 60 membri del gruppo attaccarono una pattuglia dell’Istituto congolese per la conservazione della natura provocando 17 morti, di cui 12 ranger.

Il cordoglio di Mattarella

"Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo. Nel deprecare questo proditorio gesto di violenza gli italiani tutti si stringono nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime, cui desidero far pervenire le condoglianze più sentite e la più grande solidarietà". Così il presidente della Repubblica esprime il proprio dolore al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio.

Il dolore di Draghi

"Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio del Governo e suo per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo, e di Vittorio Iacovacci, appuntato dei Carabinieri che lo accompagnava a bordo di un convoglio a Goma". E’ quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio dei ministri. "Il Presidente del Consiglio e il Governo si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell’Arma dei Carabinieri. La Presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri", aggiunge la nota.

Il messaggio di Di Maio

"E' con profondo dolore che la Farnesina conferma il decesso, a Goma, dell'Ambasciatore d'Italia nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio e di un militare dell'Arma dei Carabinieri", si legge in una nota della Farnesina. "L'Ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della Monusco, la missione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo", si precisa.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dopo aver informato i colleghi Ue del tragico evento esprimendo tutto il suo dolore per la morte del nostro ambasciatore e del carabiniere, ha deciso di lasciare in anticipo i lavori del Cae e di rientrare in Italia. "Ho appreso con grande sgomento e immenso dolore della morte oggi del nostro ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo e di un militare dell’Arma dei Carabinieri. Due servitori dello Stato che ci sono stati strappati con violenza nell’adempimento del loro dovere. Non sono ancora note le circostanze di questo brutale attacco e nessuno sforzo verrà risparmiato per fare luce su quanto accaduto", assicura in una nota Di Maio anticipando poi su Facebook: "Riferirò il prima possibile in Parlamento per fare chiarezza su quanto accaduto".