Festa Inter e assembramenti, virologo: "Effetti tra 14 giorni". Prefetto: "Duomo chiuso sarebbe stato peggio"

Al fischio finale di Sassuolo-Atalanta, 30mila tifosi si sono riversati per le vie del centro di Milano, riempiendo piazza Duomo prima e Largo Cairoli poi, per celebrare il trionfo di Lukaku e compagni.

TiscaliNews

Non è bastato l'appello dell'Inter a "festeggiare in sicurezza e responsabilmente": al fischio finale di Sassuolo-Atalanta, 30mila tifosi si sono riversati per le vie del centro di Milano, riempiendo piazza Duomo prima e Largo Cairoli poi, per celebrare il trionfo di Lukaku e compagni. Uno scudetto atteso da undici anni che ha fatto esplodere la gioia della tifoseria nerazzurra, che ha tuttavia scatenato polemiche visto il periodo della pandemia. E anche il giorno dopo non mancano le polemiche ma soprattutto le prpeoccuapazioni per quelloche si potreà verificare nelle prossime settimane.

Prefetto: "Duomo chiuso sarebbe stato peggio"

"Quando il popolo dei tifosi, in modo assolutamente spontaneo e non organizzato, scende in strada per festeggiare lo scudetto atteso da anni, bisogna necessariamente coniugare le ragioni della prevenzione del contagio con la gestione dell'ordine pubblico e con la tutela della incolumità delle persone. Abbiamo valutato che chiudere piazza Duomo, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti, sotto ogni profilo" è quanto dichiara in una nota il prefetto di Milano, Renato Saccone, in merito ai festeggiamenti di ieri sera dei tifosi dell'Inter. "Di fronte a trentamila tifosi esultanti, circa diecimila nel picco in piazza Duomo - aggiunge il prefetto Saccone - non si usano idranti, né ha senso transennare una città. Si opera per evitare incidenti di qualsiasi natura, che non ci sono stati, per ridurre nei tempi le manifestazioni di festa, con il rispetto del 'coprifuoco', per salvaguardare le tante attività commerciali e della ristorazione e il diffuso passeggio domenicale di un pomeriggio primaverile in zona gialla, così come è stato"

Pregliasco: "Effetti tra due settimane"

Gli effetti dei comportamenti troppo rilassati visti nel fine settimana appena trascorso, inclusi i festeggiamenti in piazza per lo scudetto, "li vedremo da metà maggio in poi, un possibile incremento di casi temo ci sarà, ma spero sia solo una leggera onda di risalita e non un'ondata vera e propria". Così, ad Agorà su Rai 3, Fabrizio Pregliasco, virologo presso l'Università degli Studi di Milano, membro del Comitato tecnico-scientifico della Regione Lombardia, preoccupato dalle "situazioni che abbiamo visto, come feste in b&b, in casa, in affittacamere".

Velicizzare vaccinazioni

"Speriamo, ha precisato il direttore sanitario dell'Ircss Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, "che la velocità delle vaccinazioni ci aiuti e speriamo in una meteorologia clemente, senza sbalzi termici e con una buona insolazione che, come abbiamo visto lo scorso anno, aiuta. Ciò non significa che il virus in estate diventi più buono ma le condizioni di contagio si riducono". Ad oggi, ha concluso, "i dati per fortuna sono buoni e i 144 decessi di ieri sono il minimo registrato da 7 mesi a questa parte. Questo è un tesoretto che ci siano guadagnati con le chiusure ma l'andamento è ancora di abbassamento lento e non inesorabile".

Fontana: "Eventi pericolosi e prevedibili"

"Era probabile che eventi del genere si potessero verificare. L'importante è che non si verifichino più. Bisogna chiedere alle persone il rispetto delle misure di sicurezza. Mi auguro e spero che non aumentino i contagi, ma questo lo potremo dire tra due settimane" Così ha commentato il presidente di Regione Lombardia. "Speriamo - ha aggiunto Fontana - che situazioni di questo genere non abbiamo determinato nessuna conseguenza e speriamo che in futuro si evitino ulteriori scene di questo genere perché onestamente rischiano di essere un po' pericolose. Speriamo che arrivi prima la vaccinazione.

Locatelli: "Così non si onorano morti"

"Tutte le occasioni di assembramento vanno assolutamente evitate, ivi compresi i festeggiamenti dei tifosi della squadra di calcio che ha vinto il Campionato nazionale. La gioia la si può comprendere però credo che su di essa debba prevalere il senso di responsabilità: 121mila morti devono averci insegnato qualcosa. Onorare la loro morte vuol dire evitare assembramenti". Così a Sky TG24 il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità ospite di 'Buongiorno'.
Secondo Locatelli, che presiede anche il Cts, la situazione non è ancora sotto controllo. "L'incidenza cumulativa a sette giorni ogni 100mila su base nazionale è scesa a 148 casi, però - ha sottolineato Locatelli - lo stesso abbiamo una circolazione virale che non può essere sottovalutata. Ricordiamoci che abbiamo 400mila persone nel Paese che sono positive al SarsCov-2. Il trend evolutivo è in miglioramento ma la situazione non può indurci a rilassamento nella responsabilità dei nostri comportamenti".