L’arte figurativa e concettuale di Carla Boi in mostra in Calabria e Sicilia

Le tele della pittrice sarda esposte anche nella collettiva “Cristo Icona delle Icone”, organizzata dal maestro Amedeo Fusco all’interno del Peperoncino Festival di Diamante

Carla Boi posa davanti alle opere "Figlio" e "Madre"
TiscaliNews

Le sue opere e le sue idee nascono nei momenti più disparati, tanto da dover portare sempre con sé un quadernino sul quale realizzare delle bozze che poi sviluppa con i suoi amati colori acrilici su tele di lino o di cotone. Carla Boi, pittrice emergente sarda facente parte del “Centro di aggregazione culturale” di Amedeo Fusco (Ragusa), come anche del Maco Museum di Veroli (Frosinone), sta vivendo una “primavera artistica”, che l’ha portata ora ad una rinascita interiore.

Le sue opere hanno inizialmente conquistato la Sardegna, con una moltitudine di mostre personali che l’hanno vista protagonista in diversi comuni, e poi - passo dopo passo -, anche oltre i confini della sua Isola, spingendosi fino alla Sicilia e poi in Calabria. In queste due Regioni ha preso parte a mostre collettive importanti, assieme a numerosi colleghi noti anche all’estero. L’ultima mostra che l’ha vista partecipare con un suo dipinto, un acrilico 70x100 intitolato “Figlio”, è stata “Cristo Icona delle Icone”, organizzata dal Maestro Fusco a Diamante, in occasione della 29esima edizione del Peperoncino Festival. Ma questa non sarà certo l’ultima sfida che intende affrontare. Il suo sogno è quello di poter vedere le proprie opere varcare i confini dell’Italia. Del resto, ribadisce, sognare non costa niente e la stessa arte della pittura è un sogno: “Perché non farlo in grande?”.

Carla Boi ha sempre amato la pittura, ma soltanto negli ultimi anni ha trasformato quella che era una passione riservata ad amici e parenti, in qualcosa di più importante, organizzando mostre personali e partecipando a collettive e a concorsi nazionali e internazionali. Boi si avvicina al mondo dell’arte quando aveva pochi anni, ispirata dalla mamma, ma soltanto da adulta, durante il lockdown imposto a seguito della Pandemia da Covid, ha ripreso in mano gli strumenti dell’antica Arte. Nel corso del tempo le sue opere hanno subito un processo evolutivo, sia nelle forme che nelle dimensioni.

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