Caso Arata, Salvini si chiama fuori: "Nessuna consulenza, me lo presentarono a un convegno"

Il ministro Salvini glissa, ma viene convocato in Antimafia. Il ministro: "Anche i giornalisti dovrebbero fare più attenzione quando scrivono certe cose"

Caso Arata, Salvini si chiama fuori: 'Nessuna consulenza, me lo presentarono a un convegno'
TiscaliNews

"Arata? Avranno avuto i loro buoni motivi. Ha partecipato a un solo convegno e me lo ritrovo consulente per l'energia, mio personale... Me lo presentarono come professore universitario, non ricordo chi sia stato a presentarmelo". Matteo Salvini, parlando con i cronisti davanti alla Camera dell'arresto di Paolo Arata e del figlio, si chiama fuori. "Anche i giornalisti dovrebbero fare più attenzione quando scrivono certe cose", ha detto in Transatlantico incalzato dai giornalisti. "L'ho incontrato una volta, non conosco gli atti. Preoccupato dagli sviluppo dell'inchiesta? Assolutamente no", ha risposto il leader della Lega. 

Parole poi ribadite Gian Marco Centinaio, intervenuto nel corso di un convegno Imprese Turismo di Unioncamere. "Nessuno scossone per il Governo dopo l'arresto di Paolo Arata", ha detto il ministro riferendosi all'ex consulente della Lega per l'energia ed ex deputato di Fi, e il figlio Francesco. "Vediamo chi arresteranno di noi" aggiunge ridendo. E poi aggiunge: "Non succederà niente a meno che non dicano che Centinaio è uno stupratore, un pedofilo o che spaccia la droga davanti alle scuole. Ormai ci aspettiamo anche questo. Più cresciamo e più diventiamo cattivi e orchi...".

Salvini convocato in Antimafia

Nel frattempo il ministro dell'Interno viene convocato in commissione Antimafia, dal presidente Nicola Morra. Il quale però precisa che la convocazione niente ha a che vedere con il caso Arata. "La lettera ufficiale è solo l'ultimo passaggio che oggi, anche alla luce dei nuovi arresti in Sicilia, mi vede costretto a renderlo pubblico e ribadire l'urgenza dell'audizione del ministro Salvini", ha aggiunto Morra. Secondo il presidente la convocazione formale arriva solo dopo una serie di richieste informali e rientrano nei rapporti consueti tra il ministero dell'Interno e la commissione Antimafia. Per questo l'urgenza si è inspessita in seguito all'inchiesta siciliana.

Di Barrista: il M5S denunci il malaffare

"Il governo vada avanti perché c'è un contratto da rispettare con ottime proposte ancora da realizzare. Allo stesso tempo il Movimento deve continuare a denunciare il malaffare dilagante, malaffare reso possibile dalle relazioni pericolose dei partiti". A scriverlo su Fb è Alessandro Di Battista a proposito dell'arresto di Paolo Arata ricordando che "anche uno dei suoi figli è finito in carcere, l'altro ha ottenuto un contratto a Palazzo Chigi grazie a Giorgetti". La prende alla larga in realtà il leader pentastellato, pur facendo un chiaro riferimento alle fumose contiguità dell'alleato di governo. 

"Non siamo noi a dover giudicare, ma la magistratura, anche se gli arresti di oggi dimostrano che su Siri avevamo ragione e che il governo si è mosso nella giusta direzione. Da corruzione e mafia è fondamentale prendere sempre le distanze", sottolinea invece il sottosegretario pentastellato Stefano Buffagni.