Tiscali.it
SEGUICI

La guerra, i bambini, i social e la violenza: cosa ha detto Papa Francesco all’Angelus

Il pontefice, nella V Domenica della Parola di Dio da lui istituita dal 2019, chiede ai cristiani di essere responsabili nella loro fede

Carlo Di Ciccodi Carlo Di Cicco   
Papa
Papa Franceso (Foto Ansa)

Mentre la società e i social accentuano la violenza delle parole, bisogna stringersi “alla mitezza della Parola che salva” ossia il Vangelo, radice dell’impegno cristiano per la pace, “sorgente d’acqua viva che il mondo non trova e resta sconosciuto anche per molti cristiani. L’invito parte da papa Francesco nella V Domenica della Parola di Dio da lui istituita dal 2019. Egli si rivolge a tutti e specialmente ai cristiani che nel Vangelo trovano la ragione di vita, la radice del servizio da mai dimenticare.

La preghiera per la pace e e per i rapiti di Haiti

“In questi giorni – ha esortato dopo la recita dell’Angelus dalla finestra del palazzo Apostolico - preghiamo specialmente per l’unità dei cristiani e non stanchiamoci di invocare il Signore per la pace in Ucraina, in Israele e in Palestina, e in tante altre parti del mondo: a soffrirne la mancanza sono sempre i più deboli. Penso ai piccoli, ai tantissimi bambini feriti e uccisi, a quelli privati di affetti, privati di sogni e di futuro. Sentiamo la responsabilità di pregare e di costruire la pace per loro!”. Tra i luoghi e le situazioni ricordate, oggi figurano Haiti, Colombia, Ecuador. “Ho appreso con dolore la notizia del rapimento, ad Haiti, di un gruppo di persone, tra cui sei religiose: nel chiederne accoratamente il rilascio, - sottolinea Francesco - prego per la concordia sociale nel Paese e invito tutti a far cessare le violenze, che provocano tanta sofferenza a quella cara popolazione. Saluto tutti voi che siete venuti da Roma, dall’Italia e da tante parti del mondo: in particolare, i pellegrini dalla Polonia, dall’Albania, dalla Colombia, gli studenti dell’Istituto Pedro Mercedes di Cuenca (Spagna), gli universitari americani che studiano a Firenze, il gruppo de Quinceañeras de Panamà, i sacerdoti e i migranti dell’Ecuador, ai quali assicuro la preghiera per la pace per il loro Paese”.

La proposta di Francesco

Il dopo Angelus odierno è stato anche il momento in cui papa Francesco ha lanciato la proposta di un Anno di preghiera in preparazione al Giubileo. “I prossimi mesi – ha ricordato - ci condurranno all’apertura della Porta Santa, con cui daremo inizio al Giubileo. Vi chiedo di intensificare la preghiera per prepararci a vivere bene questo evento di grazia e sperimentarvi la forza della speranza di Dio. Per questo iniziamo oggi l’Anno della preghiera, cioè un anno dedicato a riscoprire il grande valore e l’assoluto bisogno della preghiera nella vita personale, nella vita della Chiesa e del mondo. Saremo aiutati anche dai sussidi che il Dicastero per l’Evangelizzazione metterà a disposizione”.

L'invito ad operare

La domenica è stata celebrata nel segno di un invito a operare in coerenza con quanto il Vangelo chiede ai singoli cristiani e alla Chiesa in generale. Lo spunto il papa lo ha preso dal Vangelo della domenica che narra la vocazione dei primi discepoli. Questo, è il parere del Pontefice, “ci dice una cosa importante: il Signore ama coinvolgerci nella sua opera di salvezza, ci vuole attivi con Lui, ci vuole responsabili e protagonisti. Un cristiano che non è attivo, che non è responsabile nell’opera dell’annuncio del Signore e che non è protagonista della sua fede non è un cristiano o, come diceva mia nonna, è un cristiano “all’acqua di rose”. Eppure Gesù “ci ha scelto per essere cristiani. E noi siamo peccatori, ne facciamo una dopo l’altra, ma il Signore continua a credere in noi. Questo è meraviglioso. Annunciare il Vangelo, dunque, non è tempo perso: è essere più felici aiutando gli altri a essere felici; è liberarsi da sé stessi aiutando gli altri ad essere liberi; è diventare migliori aiutando gli altri a essere migliori!”.

La Parola di Dio nell Chiesa

E’ l’omelia della messa celebrata in san Pietro in mattina nella quale Francesco articola quanto importante e centrale sia la Parola di Dio nella Chiesa e nella vita di ogni cristiano. “Attira a Dio e invia agli altri: ecco il suo dinamismo. Non ci lascia chiusi in noi stessi, ma dilata il cuore, fa invertire la rotta, ribalta le abitudini, apre scenari nuovi, dischiude orizzonti impensati”. La Parola “suscita la missione, ci fa messaggeri e testimoni di Dio per un mondo pieno di parole, ma assetato di quella Parola che speso ignora…Tante volte ascoltiamo la Parola di Dio, entra in un orecchio ed esce dall’altro: perché? Forse perché bisogna non essere “sordi” alla Parola. È il nostro rischio: travolti da mille parole, ci lasciamo scivolare addosso pure la Parola di Dio: la sentiamo, ma non la ascoltiamo; la ascoltiamo, ma non la custodiamo; la custodiamo, ma non ci lasciamo provocare per cambiare… finiamo per parlare più di noi che di Lui; e tante volte al centro rimangono i nostri pensieri e i nostri problemi, anziché Cristo con la sua Parola. Ritorniamo alle sorgenti per offrire al mondo l’acqua viva che non trova; e, mentre la società e i social accentuano la violenza delle parole, noi stringiamoci alla mitezza della Parola di Dio che salva, che è mite, che non fa rumore, che entra nel cuore”.

Le domande del Papa

Immancabili alcuni interrogativi che Francesco non si stanca di riproporre sulla conoscenza e l’ascolto del Vangelo anche nella forma semplice e pratica di portare con sé un piccolo libro del vangelo. “Nella mia stanza, tengo il Vangelo a portata di mano? Lo leggo ogni giorno per ritrovarvi la rotta della vita? Porto nella borsa un piccolo esemplare del Vangelo per leggerlo? Tante volte ho consigliato di avere sempre il Vangelo con sé, in tasca, nella borsa, nel telefonino: se Cristo mi è caro più di ogni cosa, come posso lasciarlo a casa e non portare con me la sua Parola? E un’ultima domanda: ho letto per intero almeno uno dei quattro Vangeli? Il Vangelo è il libro della vita, è semplice e breve, eppure tanti credenti non ne hanno mai letto uno dall’inizio alla fine”.

 

Carlo Di Ciccodi Carlo Di Cicco   
I più recenti
Strage Georgofili, commemorate a Firenze vittime dell'attentato
Strage Georgofili, commemorate a Firenze vittime dell'attentato
Giani: No all'Autonomia differenziata, si' all'Autonomia equa e solidale
Giani: No all'Autonomia differenziata, si' all'Autonomia equa e solidale
Gualtieri, 'ormai connubio vincente tra Roma e il Giro'
Gualtieri, 'ormai connubio vincente tra Roma e il Giro'
Fugatti: Modello Governo Autonomie regionali visto come punto di riferimento
Fugatti: Modello Governo Autonomie regionali visto come punto di riferimento
Teleborsa
Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...