Condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere lʼ"untore" Hiv di Ancona

Paolo Pinti è accusato di omicidio volontario di aver consapevolmente contagiato l'allora compagna, poi morta nel giugno 2017, e trasmesso l'Hiv a una 40enne con cui aveva una relazione

Paolo Pinti
Paolo Pinti
TiscaliNews

Una condanna a 16 anni e 8 mesi di carcere . E’ questa la decisione del giudice per Claudio Pinti, 35enne ex autotrasportatore di Montecarotto (Ancona) accusato di omicidio volontario e lesioni gravissime per aver consapevolmente contagiato l'allora compagna, poi morta nel giugno 2017, e trasmesso l'Hiv a una 40enne con cui aveva una relazione. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato dal gup Paola Moscaroli. La difesa dell'imputato, detenuto ricoverato in ospedale e scortato in aula dalla penitenziaria, valuterà il ricorso in appello.

Il risarcimento

Il giudice ha riconosciuto alle varie parti offese complessivamente 525mila euro di provvisionali di risarcimento mentre la quantificazione completa dei danni dovrà essere fatta in sede civile. In tutto le parti civili hanno chiesto oltre 7,5 milioni di euro. Intanto il tribunale ha concesso: 50mila all'ex fidanzata che con la sua denuncia innescò le indagini della Squadra Mobile di Ancona che arrestò Pinti nel giugno 2018, stessa cifra al figlio di lei e ai suoi genitori. Ai familiari della compagna deceduta di Pinti - figlia, padre e madre - il gup ha 'assegnato' 100mila euro a testa di provvisionale, oltre a 25mila euro alla sorella.

L'imputato ha sempre rinnegato la malattia

In udienza, tramite i suoi legali, l’imputato che ha sempre rinnegato la malattia aveva chiesto di fare dichiarazioni spontanee e di presentare una memoria integrativa difensiva. Il giudice ha respinto l'istanza, perché  erano previste solo le repliche. La motivazione del verdetto verrà depositata entro 90 giorni.