Quattro anni dopo l’assoluzione dall’accusa di aver ucciso Meredith Kercher, Amanda Knox torna in Italia

La ragazza americana sbarcherà a Milano da dove raggiungerà poi Modena dove sabato parteciperà a uno degli incontri del festival della Giustizia penale

Amanda Knox
Amanda Knox
TiscaliNews

Amanda Knox giovedì tornerà in Italia per la prima volta dopo essere stata scarcerata, e poi definitivamente assolta, dall'accusa di avere partecipato, a Perugia, all'omicidio di Meredith Kercher. La ragazza americana sbarcherà a  Milano da dove raggiungerà poi Modena dove sabato parteciperà a uno degli incontri del festival della Giustizia penale. Sarà accompagnata dalla madre, Edda Mellas, e dal fidanzato Cristhoper. Al momento non è previsto un suo ritorno a Perugia.

Il Festival della Giustizia penale

Il Festival è organizzato dalla Camera penale di Modena Carl'Alberto Perroux e da Italy Innocence Project. Vedrà come tema centrale quello dell'errore giudiziario e, oltre a Knox avrà numerosi altri ospiti. "Il processo penale mediatico" il tema dell'incontro del quale sarà protagonista la giovane americana. Che negli Usa è già stata protagonista di diverse iniziative promosse da Innocent project sul tema dell'errore giudiziario.

Il tweet di Amanda

"Il festival in programma a Modena non esisteva quando venni erroneamente condannata a Perugia", ha scritto Knox in un tweet. "Sono onorata di accettare il loro invito - ha aggiunto - a parlare agli italiani questo evento storico e di tornare in Italia per la prima volta". Il presidente della Camera penale di Modena Guido Sola ha confermato che l'americana ha accettato l'invito a partecipare all'evento. "Abbiamo pensato di invitarla - ha aggiunto - perché crediamo che sia un'icona del processo mass-mediatico. Tra i non giuristi è sicuramente l'ospite principale del festival".

L’omicidio di Meredith Kercher

La giovane è stata al centro di una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi anni, cominciata la notte del primo novembre del 2007 quando Meredith Kercher venne uccisa con una coltellata al collo in un'abitazione di Perugia presa in affitto con l'americana (entrambe erano in Italia per studiare) e due italiane. Knox e il suo allora fidanzato Raffaele Sollecito, dopo pochi giorni vennero accusati di essere gli autori dell'omicidio per il quale non è mai stato individuato dagli inquirenti un movente preciso.

La vicenda processuale

Arrestati il 6 novembre del 2007 vennero entrambi condannati in primo grado nonostante si fossero sempre proclamati innocenti. Il 4 ottobre del 2011 la sentenza di primo grado venne ribaltata dai giudici di appello di Perugia che assolse Knox e Sollecito. Aprendo dopo poco meno di quattro anni le porte del carcere ai due giovani. Knox era quindi tornata il giorno dopo negli Usa con la sua famiglia. L'assoluzione di Perugia venne però annullata dalla Cassazione con un nuovo processo di secondo grado, a Firenze per questioni procedurali, terminato con una condanna di Knox e Sollecito. Ma il 27 marzo del 2015 la Cassazione mise definitivamente fine al procedimento assolvendo i due "per non avere commesso il fatto".

Corte europea per i diritti umani

La vicenda è poi finita all'esame della Corte europea per i diritti umani. E secondo i giudici di Strasburgo l'Italia ha violato il diritto alla difesa di Amanda Knox nell'indagine sull'omicidio di Meredith Kercher. Decisione poi impugnata dal governo italiano davanti alla Grande Chambre.