Dolo, incuria e roghi senza fine dalla Calabria alla Sardegna. L'Italia brucia, 3 vittime

Notte di incendi nel Nuorese e in Ogliastra, e in diverse zone siciliane. Tre morti due in Calabria e una in Sicilia. Un triste bilancio che si aggiunge ai due morti, zia e nipote, sempre in Calabria qualche giorno fa.

TiscaliNews

Il sud Italia brucia ancora. Il fuoco sta assediando soprattutto la Sicilia e la Calabria dove vasti incendi stanno continuando a divorare le aree boschive. E con le temperature record di questi giorni rimane massima l'allerta in tutta la Penisola, dove sono in arrivo anche tre canadair francesi attraverso il meccanismo di Protezione civile europeo. Nella notte nuovi roghi sono divampati in provincia di Palermo. Ad essere colpite, ancora una volta, le montagne delle Madonie. Le fiamme hanno interessato le zone di Polizzi Generosa, Castellana Sicula e Geraci. C'è poi il vasto incendio scoppiato a Caltabellotta (Agrigento), nel promontorio che delimita la via Roma, proprio all'ingresso del paese, che si è esteso nelle zone adibite a pascolo arrivando a lambire le abitazioni.

Le zone devastate

Da questa mattina è tornata a bruciare anche la zona delle Petralie, devastata nei giorni scorsi da decine di incendi che hanno distrutto ettari ed ettari di bosco e macchia mediterranea. Per tutta la notte vigili del fuoco, forestali e operatori della protezione civile hanno cercato di proteggere aziende e abitazioni. Mentre il sindaco di Petralia Soprana, Pietro Macaluso, fa la conta dei danni: una decina di cittadini intossicati e più di cento persone evacuate. "Siamo stati sotto attacco - ha sottolineato -. Non si capisce perché, ma le Madonie sono state colpite in modo chiaro. Alle favole crediamo quando siamo piccoli". E a Linguaglossa, in provincia di Catania, un'area boschiva a ridosso del parco dell'Etna è stata divorata dal fuoco. L'incendio ha distrutto anche alcuni vigneti e casolari di agricoltori. Intanto a Pergusa, in provincia di Enna, le fiamme hanno raggiunto la riserva naturale. Almeno sei i punti dai quali il fuoco si è sviluppato avvolgendo tutta la conca pergusina. Il bagliore dell'incendio era visibile nella notte anche da Enna.

Brucia ancora la Calabria

E continua a bruciare anche la Calabria. "Sono 59 i roghi attivi. Un dato in diminuzione rispetto alla giornata di ieri, ma la situazione continua a essere grave" ha detto il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì. Le criticità maggiori si registrano nel Reggino: da Cardeto a Grotteria, da Mammola a San Luca e Cittanova. Ieri la Giunta regionale ha chiesto formalmente al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza.

I quasi 50 gradi di Floridia, 3 morti tra le fiamme

Si tocca la più alta temperatura mai registrata in Europa a Floridia, nel Siracusano. Punte di 48,8 gradi, un caldo disumano che ha messo a durissima prova i residenti, pure abituati al caldo africano che è tipico della Sicilia. Si registrano anche tre vittime, due in Calabria e una in Sicilia. Un triste bilancio che si aggiunge ai due morti, zia e nipote, sempre in Calabria qualche giorno fa. La Regione chiede ora al governo lo stato di emergenza. "Il tema degli incendi è un'emergenza che deve trovare risposte immediate e vanno trovate con i ristori da dare a chi oggi ha perso tutto", ha assicurato il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, in visita in Sicilia alle comunità colpite dai roghi.I roghi continuano a segnare tutto il territorio delle Madonie e del Ragusano, mentre la Protezione civile diffonde un bollettino che mette in zona rossa (per quanto riguarda gli incendi) tutte le province siciliane tranne quella di Messina. Ancora incendi nella già gravemente danneggiata Sardegna, in particolare nel Nuorese e in Ogliastra.

Il dolo e l'incuria

"Il tema degli incendi è un'emergenza che deve trovare risposte immediate e vanno trovate con i ristori da dare a chi oggi ha perso tutto", ha assicurato il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, in visita in Sicilia alle comunità colpite dai roghi. Incendi che potrebbero avere una matrice dolosa ma che risultano anche frutto della scarsa manutenzione e prevenzione delle distese boschive delle quali è ricca l'Italia. "Abbiamo mappato oltre 40 cause alla base degli incendi boschivi: dalle ripuliture dei fondi alle bruciature delle stoppe ai comportamenti dei piromani, che sono una percentuale residuale, al vandalismo. E' capitato anche di giovani che hanno dato fuoco per vedere in azione la macchina dei soccorsi", spiega il colonnello Marco di Fonzo, comandante del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo del Comando Carabinieri Tutela Forestale.

La campagna antincendi

Dal 15 giugno, data d'inizio della campagna antincendi boschivi, i vigili del fuoco hanno effettuato 48.656, oltre 20mila in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (quando furono 28.160). Secondo i dati del centro operativo nazionale dei vigili del fuoco, per ritrovare numeri simili bisogna tornare al 2017, quando gli interventi fino all'11 agosto furono 50.004. Rispetto allo scorso anno, inoltre, sono più che raddoppiati anche gli interventi dei Canadair - 879 contro 359. La situazione incendi è seguita da vicino dal presidente del Consiglio Mario Draghi e nelle prossime ore il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio sarà in Calabria per fare il punto con le autorità locali e provvedere alle prime richieste che arrivano dal territorio. E hanno parlato di "dramma incendi" i ministri Mariastella Gelmini, Renato Brunetta e Mara Carfagna, annunciando: "L'esecutivo lavorerà per ristorare anche economicamente le comunità maggiormente danneggiate. Ma occorre anche intervenire a monte, rafforzare i controlli e punire duramente i responsabili di queste immani tragedie. Proporremo di modificare, dunque, la legge sugli incendi, con pene più severe per i piromani".