Allarme Covid, impennata di reinfezioni: ecco chi sono le persone più a rischio

Con le varianti Omicron aumentano i casi di reinfezione. "Nell’ultima settimana si attestano all'8,4%. Rischio anche per non vaccinati". E’ quanto emerge dal Report esteso settimanale del monitoraggio Iss- ministero Salute

Covid, reinfezioni in aumento (Ansa)
Covid, reinfezioni in aumento (Ansa)
di TiscaliNews/Adnkronos

E’ di nuovo allarme per il coronavirus in Italia. Nel nostro Paese crescono le reinfezioni da Covid 19, sostenute in particolare dalle varianti Omicron. E le persone più a rischio – scrive Adnkronos - sono le donne, i giovani e i non vaccinati. "Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi segnalati risulta pari a 8,4%, in aumento rispetto alla settimana precedente (7,5%)". E' quanto emerge dal Report esteso settimanale del monitoraggio Istituto superiore di sanità (Iss)- ministero Salute.

Covid, restano le preoccupazioni (Ansa)

Chi rischia di più

"L’analisi del rischio di reinfezione a partire dal 6 dicembre 2021, data considerata di riferimento per l’inizio della diffusione della variante Omicron, - si legge nel Report - evidenzia un aumento del 'rischio relativo aggiustato' di reinfezione": nelle persone "con prima diagnosi di Covid-19 notificata da oltre 210 giorni rispetto a chi ha avuto la prima diagnosi di Covid-19 fra i 90 e i 210 giorni precedenti; nelle persone non vaccinate o vaccinate con almeno una dose da oltre 120 giorni rispetto ai vaccinati con almeno una dose entro i 120 giorni; nelle femmine rispetto ai maschi". Il maggior rischio nelle donne, ricorda l'Iss, " può essere verosimilmente dovuto alla maggior presenza di donne in ambito scolastico dove viene effettuata una intensa attività di screening e al fatto che le donne svolgono più spesso la funzione di caregiver in ambito famigliare.

Le fasce giovanili

Il rischio maggiore di reinfezione è stato evidenziato anche "nelle fasce di età più giovani (dai 12 ai 49 anni) rispetto alle persone con prima diagnosi in età compresa fra i 50-59 anni. Verosimilmente - indica l'Iss - il maggior rischio di reinfezione nelle fasce di età più giovani è attribuibile a comportamenti ed esposizioni a maggior rischio, rispetto alle fasce d’età maggiore di 60 anni". Un rischio maggiore è riscontrato, infine, "negli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione".