Milioni di tonnellate nell'ambiente e più vittime del terremoto: l'Italia sepolta dall'amianto. I numeri da brivido

Sono almeno 4 mila i morti ogni anno e delle 600mila persone "esposte" solo il 5 per cento è "sottoposto a sorveglianza sanitaria". Le proposte della associazioni dei malati: "La ministra Grillo ci ascolti"

Milioni di tonnellate nell'ambiente e più vittime del terremoto: l'Italia sepolta dall'amianto. I numeri da brivido

Ogni anno 4000 morti per malattie legate all'amianto. "Come se ogni 12 mesi scomparisse un intero comune a causa di un terremoto". Di questi, almeno 1200 sono le vittime del mesotelioma, un tumore provocato specificamente dalle fibre di amianto che si introducono nel corpo attraverso i polmoni. Se ci stiamo chiedendo come ciò possa ancora essere drammatica attualità, troviamo la risposta nei 30 milioni circa di tonnellate del micidiale minerale presenti nell'ambiente e nei contesti industriali italiani. A ispessire il dramma è poi il fatto che della portata del fenomeno "nessuno sembra rendersi conto", denuncia Maura Crudeli, presidente dell'Associazione nazionale esposti amianto, per la quale "su 600 mila esposti solo 30 mila persone (il 5 per cento) sono sottoposte a sorveglianza sanitaria, una situazione inaccettabile". 

La denuncia arriva nel giorno della "Maratona Patto per la salute", promossa a Roma dalla ministra Giulia Grillo. L'occasione è stata quella giusta per lanciare l'allarme su un fenomeno che riguarda sempre meno i lavoratori dei settori dove l'amianto è materiale di lavorazione e sempre più la gente comune, esposta a un rischio di cui spesso non ha neanche la consapevolezza. I dati messi insieme in una nota stampa diffusa dall'associazione nata nel 1989 a Casale Monferrato, sede della famigerata Eternit, sono eloquenti: su 25 mila mesoteliomi diagnosticati dal 1993 al 2015, un'alta percentuale riguarda soggetti in teoria non a rischio e, di conseguenza, non monitorati. 

"La ministra Grillo ci ascolti"

"Per questo oggi chiediamo con forza per gli esposti all'amianto - ha detto Crudeli, che parla anche a nome del Coordinamento nazionale amianto, l'altra associazione che si batte per i diritti delle vittime - interventi precisi e azioni coordinate del Ministero della Salute con tutti gli altri ministeri, per garantire il diritto alla salute, a una efficace prevenzione, alle cure più avanzate e adeguate in strutture specializzate, alla tutela legale e al risarcimento del danno per i morti di amianto e per i loro familiari. E nel contempo - continua - chiediamo un piano concreto e immediato per l'eliminazione definitiva dai luoghi di lavoro e dall'ambiente di questo subdolo e feroce killer che è l'amianto". La richiesta è quindi quella di un incontro per un confronto su questi temi.

Le richieste

"Quello che chiediamo alla ministra della Salute è che venga attuato in tutte le Regioni il Registro degli Esposti e degli Ex Esposti all'amianto, come previsto dal Testo unico di Salute e Sicurezza sul lavoro" ha aggiunto Crudeli, che l'inferno dell'amianto lo conosce bene in quanto figlia di un operaio della Fincantieri morto di mesotelioma pleurico. Ma la denuncia riguarda anche il "conflitto d'interessi" nel quale si trova ad agire l'Inail nella sua doppia funzione di "riconoscitore" delle patologie professionali ed "erogatore" delle relative indennità.

Inevitabilmente questo dà origine a "rifiuti immotivati", spesso più "in funzione dei risarcimenti da erogare che delle effettive esposizioni al minerale". "Meglio affidare il riconoscimento delle patologie specifiche alle strutture sanitarie", è il punto sul quale bisogna focalizzarsi, sostiene la presidente dell'Aiea. E in tutto questo si tenga conto anche che non ci si ammala solo perché esposti al minerale killer nel luoghi di lavoro, ma anche perché si vive e agisce in un ambiente contaminato. E tutti sappiamo quanto eternit sia ancora presente nelle nostre città o, disperso colpevolmente, nelle nostre campagne.