Albergo pessimo per colpa dei terremotati" recensione choc di una cliente. La risposta del gestore: "Non torni più"

Donna d'affari in viaggio per lavoro si lamenta per la presenza di 26 sfollati del terremoto che ha colpito il Centro Italia

L'hotel Velus di Civitanova
L'hotel Velus di Civitanova

Quante stelle vale un albergo che ospita i terremotati? Quante ne perde? Che fastidio, vero, questi sfollati che nel giro di una notte si sono ritrovati senza casa e hanno dovuto cercare riparo tra le quattro mura di una stanza d'hotel? Fanno rumore, magari hanno anche abiti vecchi, un po' malandati. Sai com'è? Il terremoto viene all'improvviso. Ti manda in pietre la vita. Non ti consente di prendere una borsa, i vestiti buoni. Che noia, questi senzatetto che cercano riparo in hotel. Magari dormono poco, sono ansiosi, tristi. Magari passano la notte a pensare. O forse hanno ancora paura. Hanno lasciato sotto le macerie qualche persona cara. Non si danno ragione. Deve essere davvero fastidioso averli tra i piedi.

Le recensione

Duro il soggiorno di Anna Maria, cliente dell'Hotel Velus di Civitanova, arrivata per  motivi di affari e infastidita durante le sue tre notti di permanenza nella struttura dalla presenza dei terremotati, che a suo dire facevano rumore. Così scocciata da scriverlo nella recensione che ha lasciato all'hotel sul sito di prenotazioni alberghiere Booking. La vicenda è stata resa nota dal Corriere adriatico, che ha pubblicato pagella e giudizi dati dalla cliente. Tutti cinque, con una nota di particolare demerito alla rumorosità della stanza a causa degli sfollati.

L'eccezione

Il sito, come spesso capita con i voti negativi, contatta il proprietario per dargli diritto di replica. Stefano Meli, titolare dell'hotel, in genere prova a rispondere con cortesia ai clienti insoddisfatti, prendendo nota degli appunti e assicurando maggiore attenzione per il futuro. Ma stavolta, lette le motivazioni, ha fatto un'eccezione. "Questa volta no - dice al Corriere Adriatico -. Già di persona la signora si era lamentata. Le ho fatto presente che nessuno aveva mai avuto da ridire ma lei ha insistito e così le ho addirittura cambiato camera, sistemandola in un'ala senza sfollati".

Gente perbene

Non è servito nemmeno questi. I ventisei terremotati che l'hotel ospita, dopo che il sisma ha praticamente distrutto il piccolo centro di Castelsantangela sul Nera, devono essere stati davvero un cruccio per l'infastidita signora. E dire che si tratta di anziani, famiglie, due studenti di Camerino e due bambine che, a detta del gestore, si comportano con enorme pudore e pacatezza. Si capisce. Gli è venuto in testa il mondo, hanno la vita sottosopra. Figurati se pensano a fare rumore o feste o liti o chissà cosa. "Sono io - confessa il gestore - che a volte devo scusarmi con loro per i rumori altrui".

La risposta 

Così, il signor Meli, albergatore cortese e coraggioso, non ci ha pensato due volte. Ha preso la tastiera e ha dato alla cliente infastidita la risposta che meritava. "Spero vivamente che lei non si debba mai trovare in futuro nella stessa condizione di queste persone - ha scritto -. Se mai dovesse ripassare da queste parti, faccia una cosa: eviti il mio hotel e mi tengo i miei terremotati". La risposta, per fortuna, è stata salutata da moltissimi consensi. Segno che forse non tutta l'umanità è andata in fumo. "Al contrario - dice Meli al Corriere adriatico -. E' un caso isolato. Un altro cliente, quando ha pagato il conto, mi ha dato cento euro in più da regalare ai terremotati, alle loro spese". 

I veri rumori 

C'è chi capisce, quindi. C'è chi riesce a sentire, a provare la stessa passione sentimentale, a condividere il dramma, a non farsi muro contro gli altri, a non diventare così di pietra da non leggere più il confine tra le cose che hanno un senso e quelle che non hanno neppure diritto di cittadinanza. Il rumore di questa cliente senza cuore è di gran lunga superiore a quello di qualunque stanza, di qualunque albergo con tutti i rumori del mondo. E meno male che ci sono gestori coraggiosi che sanno come parlare e cosa dire.