Milano, rabbia e follia in piazza Gae Aulenti: “Ho colpito a caso per punire chi mi ha tolto tutto”. Il video shock dell'accoltellamento
Dietro quel gesto improvviso, che avrebbe potuto trasformarsi in un femminicidio, si nasconde un odio sedimentato per anni, nato dal licenziamento e cresciuto nella solitudine e nella malattia mentale
Ha scelto il cuore scintillante del potere economico di Milano per dare sfogo alla sua rabbia. Vincenzo Lanni, 59 anni, ex programmatore informatico con problemi psichiatrici, non cercava una persona: cercava un simbolo. “Volevo colpire il contesto che mi ha rovinato la vita”, ha detto ai Carabinieri dopo aver confessato di aver accoltellato Anna Laura Valsecchi, manager di Finlombarda, aggredita a caso mentre andava al lavoro in piazza Gae Aulenti. Dietro quel gesto improvviso, che avrebbe potuto trasformarsi in un femminicidio, si nasconde un odio sedimentato per anni, nato dal licenziamento e cresciuto nella solitudine e nella malattia mentale. Un rancore che lo ha spinto di nuovo verso la violenza, dieci anni dopo i due tentati omicidi per i quali era già stato in carcere.
L’attacco in pieno centro: “Ha aspettato che le passasse accanto e poi l’ha colpita”
Erano le 8.57 del mattino quando Lanni, in piedi all’angolo di un vicolo che conduce alla torre UniCredit, ha visto passare la donna. L’ha osservata per qualche secondo, poi si è voltato e l’ha pugnalata alla schiena.
Un gesto fulmineo, come fulminea è stata la sua fuga. La manager è viva per miracolo.
La cattura e la confessione
Lanni è stato arrestato alle 19.20, nello stesso albergo di via Vitruvio dove viveva da pochi giorni, dopo essere stato espulso dalla comunità Exodus per cattiva condotta. Quando i militari gli hanno chiesto le generalità, ha risposto solo: “L’ho fatto”, e ha indicato dove aveva gettato il giubbotto. Nella stanza sono stati trovati gli abiti usati durante l’aggressione. Il coltello da cucina, ha ammesso, lo aveva comprato pochi giorni prima. Poi, in un lampo di lucidità, ha aggiunto: “Spero che la donna che ho colpito stia bene”.
La rabbia per il licenziamento e l’espulsione dalla comunità
Durante l’interrogatorio, il 59enne ha spiegato di aver agito per “insofferenza e frustrazione”: era stato licenziato dieci anni fa e, pochi giorni prima dell’attacco, anche cacciato dalla struttura di recupero nel Varesotto dove stava completando il percorso di reinserimento. Era convinto che la società lo avesse “messo alla porta”, che quel mondo di uffici e manager rappresentasse tutto ciò che lo aveva escluso. E così ha scelto piazza Gae Aulenti, simbolo del successo e della finanza, per colpire.
Il passato di violenza e le lacune del sistema
Dopo i due tentati omicidi del 2015, Lanni aveva scontato la pena nel carcere di Bollate, poi tre anni in misura di sicurezza in una struttura Exodus. Un anno fa, i magistrati della Sorveglianza avevano deciso di non prorogare la misura, ritenendolo non più socialmente pericoloso. Da allora era rimasto nella comunità come ospite volontario, finché il deterioramento del comportamento non ha portato all’allontanamento.
Exodus: “Lo avevamo accolto gratuitamente”
La comunità ha precisato che l’uomo era stato accolto pro bono nel 2020, all’interno di un percorso di reinserimento, e che “anche dopo la fine della pena aveva scelto di restare con noi per completare il cammino verso l’autonomia”.
Un cammino che si è interrotto drammaticamente ieri, con un gesto che riapre il dibattito su fragilità psichica, reinserimento e controllo dei soggetti pericolosi.
Le accuse e i prossimi passi
Il pm Cristiana Ria ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per tentato omicidio e porto abusivo d’arma da taglio. L’interrogatorio di garanzia davanti al gip è atteso nelle prossime 48 ore.



















