“Non salirò più da sola su un treno”, il racconto della ragazza molestata dal branco

L’aggressione è accaduta lo scorso novembre sul treno Lecco-Milano. Nel gruppo anche il nigeriano arrestato per la tentata violenza 25enne alla stazione di Porta Garibaldi a Milano

“Non salirò più da sola su un treno”, il racconto della ragazza molestata dal branco
TiscaliNews

“Sono stata molestata da quattro ragazzi di colore, per fortuna sono riuscita a scappare”. A raccontare al Giorno quello che le è accaduto è la donna di 33 anni che lo scorso 9 novembre si è trovata a fronteggiare un gruppo di molestatori sul treno Lecco-Milano Porta Garibaldi. Dalla gang faceva parte anche Onyekachi Craxi Kecious, il nigeriano 31enne arrestato nei giorni scorsi per violenza sessuale dopo aver cercato di stuprare una ragazza di 25 anni, che lo ha neutralizzato usando uno spray al peperoncino, alla stazione di Porta Garibaldi il 20 luglio, scorso. Lo stesso mese di novembre l’extracomunitario o era stato bloccato e denunciato sempre per violenza sessuale, in concorso con un’altra persona, dai carabinieri del Nucleo operativo e del Radiomobile di Monza.

Treni poco sicuri

Da tempo ormai non passa giorno senza la notizia di qualche donna aggredita, molestata o violentata su un treno o una stazione. Tra le tratte più pericolose figurano senza dubbio quelle dei regionali lombardi che partono o arrivano a Lecco, dove nel giro di pochissimo tempo si è verificato più di un caso di aggressione con protagonisti in entrambi i casi degli immigrati nigeriani. Quando ha subito l’aggressione la 33enne si trovava proprio sul treno Lecco-Milano.

Il racconto della ragazza

“Mi ero seduta in un vagone lontano dal gruppo di stranieri che avevo notato appena sono salita. ma a un certo punto me li sono trovati accanto: uno ha strofinato le sue parti intime sul mio braccio. Forse proprio Craxi Kecious. Ricordo che tutti mi guardavano e dicevano frasi del tipo “ha paura, ha paura”. Ero convinta che mi sarebbero saltati addosso. Tutte le circostanze erano favorevoli a loro: carrozze deserte, io da sola, non avevo nulla per difendermi, sono rimasta seduta e ho telefonato a mio padre. Credevano che chiamassi la polizia e si sono avvicinati ancora di più".

"Mi sono messa a correre"

A quel punto mi sono alzata e ho iniziato a correre. Un incubo vedere davanti a me solo vagoni senza passeggeri. In un sedile ho finalmente notato un altro ragazzo straniero, pure lui solo, e gli ho chiesto di potermi sedere vicino. Mi sentivo più tranquilla accanto un’altra persona”.

"L'intervento dei carabinieri"

Ricevuta la chiamata di aiuto della figlia il padre ha allertato subito i carabinieri. E quando il treno è arrivato alla stazione di Monza i militari erano già li. Son intervenuti immediatamente: hanno bloccato il branco, solo uno di loro è riuscito a scappare, ha spiegato la ragazza che appena scesa dal treno ha subito denunciato l’accaduto. Da allora non è accaduto nulla è solo arrivata la notizia di archiviazione. “Ma dopo quanto accaduto a Porta Garibaldi mi auguro che il caso non venga chiuso”, rivela la giovane.

"Non salirò più da sola su un treno"

Una cosa è comunque certa, salire su un treno in un orario non di punta è diventato molto pericoloso. Le piccole stazioni italiane sono spesso buie e incontrollate, quelle grandi attirano balordi e alcuni convogli delle linee secondarie sono presidiati solo da un capotreno che per lunghe tratte se ne sta chiuso in cabina. Così spesso e volentieri a farla da padrone sono balordi, malintenzionati, ubriachi e gang di giovani poco dediti al rispetto delle regole. “Avevo preso quel treno per una necessità di quel giorno, spiega la ragazza che ancora traumatizzata da quanto le è accaduto confessa. “Non lo prenderò più di sera e da sola. Alcuni me lo avevano sconsigliato anche allora ma io non pensavo mi sarebbe capitata una cosa del genere. Mi sento vicina a tutte le donne che hanno subito molestie in circostanze simili: esprimo loro tutta la mia solidarietà”, conclude la 33enne.