[Il ritratto] Afef prima e dopo Tronchetti, caratterino da regina e mistero di una modella insolita

A 55 anni la modella tunisina chiude la relazione con uno degli uomini più potenti d'Italia. E riparte. Continuando a destreggiarsi fra ammirazione e malelingue

Afef Jnifen, 55 anni
Afef Jnifen, 55 anni
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Mancavano tre anni al matrimonio con Marco Tronchetti Provera, e in un'antica intervista concessa al quotidiano La Repubblica, la modella tunisina Afef Jnifen (si pronuncia "Genifen") e allora presentatrice dello show tv Nonsolomoda si lamentava degli stereotipi che le piovevano addosso: "Le signore della Milano bene mi dipingono come un'arrampicatrice sociale, una rubamariti. Ma io mi sono fidanzata pochissimo, sono una tipa difficile e fedele". E precisava: "Ho avuto quattro uomini in tutta la mia vita. Il mio primo marito tunisino, dai 14 ai 22, il mio secondo marito italiano da cui ho divorziato pochi giorni fa, un altro uomo e ora Marco". Con un figlio già al seguito, Afef parlava di Tronchetti Provera con disarmante sincerità. Di quella che fa ribollire di invidia le rivali e moltiplica le voci curioso-morbose nei salotti bene. Dalle sfilate per Goude era approdata al Maurizio Costanzo Show e poi, durante un servizio fotografico, sul set del calendario Pirelli, aveva incontrato uno degli uomini più ricchi e ambiti d'Italia. E lo aveva stregato. Vent'anni di amore celebrati di recente, e diciassette di matrimonio che si è appena concluso col divorzio. Già da aprile si parlava della distanza fra i due, lui era scomparso dalle foto social di lei, comprese quelle del suo ultimo compleanno. Blindatissime le condizioni della fine del matrimonio, per ora si sa solo che sono state regolate in un accordo stragiudiziale.

La bellezza del mistero

Di Afef, regina senza più uno dei re del capitalismo italiano al suo fianco, già bindatissimo da patto di sindacato orchestrato attorno a lui nientemeno che da Enrico Cuccia e abilissimo nel moltiplicare reti di potere e guadagni senza mai esporsi troppo, si sa parecchio ma molto di più non si sa. Come si conviene alle vere star, alle "regine", a chi ha il potere. Chi è davvero potente non mette ogni dettaglio della sua vita su Instagram o Facebook. Se bene cosa concedere, quanto e quando. Buona parte dell'invidia e del fascino che suscita la modella tunisina viene da questo suo atteggiamento, tenacemente difeso.

"Mi inseguono per tentare di cogliermi in topless"

Quarta di sei figli, madre di Sammy avuto dall'avvocato andreottiano Marco Squatriti, amico di Tronchetti Provera che fu condannato ai domiciliari per aver distratto circa 6 milioni dai conti di due società fallite, la Jnifen alla prima ventata di notorietà in Italia, mentre compariva come ospite fissa del Costanzo Show dopo aver condotto Scommettiamo che? insieme a compianto Fabrizio Frizzi, ci tenne subito a far capire all'Italia che le faceva piovere addoso voci maligne di non essere affatto una parvenu. L'ennesima bellona miracolata e priva di qualità. Figlia del ministro plenipotenziario dei rapporti tra Tunisia e Libia, Mohamed Jnifen, e di Saida Benina, madre di origine turca, tirò fuori tutto il suo carattere deciso e ribelle fin da ragazzina. Le prime nozze a 14 anni furono uno sberleffo alla rigidità musulmana della famiglia. Il marito era figlio di vicini di casa e aveva 21 anni. Poi per la giovane e bellissima tunisina ecco gli studi in Svizzera, l'incontro con lo stilista Jean Paul Goude alle Bahamas. Il lancio nella moda (Armani, Alaia, Gaultier, Cavalli) con agonia della famiglia che ne soffrì sempre pur senza levarle l'affetto. All'arrivo in Italia, fece discutere per contrapposizione fra le pose sensuali ed eleganti e la religione islamica, molto severa sul mostrare il corpo. E si lamentò: "Non mi mostrerò mai nuda, su questo sono categorica. Non so come facciano a fotografarmi persone che nemmeno vedo. Mi hanno inseguita per cogliermi in topless". Accadde solo una volta, e per lei fu abbastanza.

A chi grida: "Tornatene a casa"

Da allora è diventata ancora più elusiva, riservata, protettiva sul fronte privato, ma prodiga di apparizioni in foto e sulle passerelle o come testimonial. "La mondanità è il mio lavoro, quando mi riposo voglio stare fuori dalla folla, lontana dalla confusione" chiariva già vent'anni fa. Testimonial storica di L'Oreal, si batte per il dialogo tra islam e occidente, e appare come volto della Croce Rossa e dell'associazione Enfants en Danger. E' nella giuria della versione mediorientale del talent show Project Runway. Compagna protettiva e combattiva del presidente di Pirelli (per Tronchetti Provera una retribuzione da 8,1 milioni anni: 3,6 milioni di componente fissa e 4,5 milioni di variabile) Afef chiude questo lungo capitolo della sua vita. A 55 anni continua ad esibire una bellezza che non sente lo scorrere del tempo, a sfilare, a posare ("soprattutto per beneficienza e scopi sociali") e a godersi agi e mollezze di una vita da regina. Che attraversa invidiatissima la mondanità italiana in decadenza con la leggerezza di una nuvola che ora nasconde il sole, ora lo svela senza alcun pudore. A chi le ha urlato e scritto a più riprese "tornatene a casa" sulla sua bacheca Facebook Afef Jnifen ha ribattuto: "Non ci penso nemmeno. Sono naturalizzata italiana dal 1992. Qualche tempo dopo essermi trasferita qui, sentii due frasi sul carattere degli italiani che mi colpirono. Erano di un signore che, mi fu spiegato, era stato giornalista, scrittore e sceneggiatore de La dolce vita di Federico Fellini: Ennio Flaiano. La prima era: "La situazione è grave, ma non seria". La seconda: "In Italia la linea più breve tra due punti non è la linea retta, ma l'arabesco". Termine mutuato dalla cultura araba, per dire "ghirigori". Ed è così bello muoversi con libertà imprevedibile nell'alta società. Per vedere neanche tanto di nascosto l'effetto che fa.