Precipita il sogno della gelateria nell'aereo Alitalia: il velivolo abbandonato metafora della fine della compagnia

Era il sogno di un imprenditore friulano ma si è arenato. "Peccato perché avrei potuto dare lavoro a una dozzina di persone”. Il sindaco: "Rappresentazione plastica delle tristissime pagine di storia che si stanno scrivendo"

Il vecchio aereo Alitalia
Il vecchio aereo Alitalia
TiscaliNews

L’idea non era male, si trattava di trasformare quel vecchio aereo in una gelateria o, in alternativa, in una pizzeria. Rino De Marco, il suo proprietario, nutriva da tempo quel sogno. Ma qualcosa è andata storta. Ora la moglie sta pensando di lasciarlo sfumare. “Roba di 30-40 anni fa da dimenticare – afferma sul Messaggero Veneto  –. Meglio voltare pagina, perché siamo stati in ambasce per questo progetto e abbiamo avuto problemi, tanti dispiaceri”.

Il glorioso Caravelle

Il vecchio glorioso velivolo, un Caravelle Alitalia, è ormai arrugginito ed è diventato la meta di un pellegrinaggio sociale, tanto che il sindaco di Sacile, in provincia di Pordenone, Roberto Ceraolo, si lascia andare su Facebook a considerazioni più ampie. “A Ceolini, frazione di Fontanafredda (Pn), si vede la rappresentazione plastica delle tristissime pagine di storia che si stanno scrivendo – nota il primo cittadino - . Povera Alitalia e povera Italia”.

Il signor De Marco

Un signore di Pordenone – rivela il quotidiano – si abbandona a una battuta dello stesso genere: “Chissà se nella proposta di vendita della flotta Alitalia in crisi nera è compreso l’aereo di Ceolini?”.

Il progetto fallito

E l’aereo sta lì, a terra. Non prenderà mai il volo. Come il progetto del signor De Marco, bloccato da un via libera sanitario mai arrivato. Quel velivolo l’imprenditore l’aveva acquistato nel 1981. Gli era piaciuto subito. L’Alitalia ne metteva in vendita tre e quello acquistato da De Marco costò 25 milioni di lire.

Subito l’intraprendente imprenditore si mise al lavoro per realizzare il progetto e ottenere i permessi. Arrivarono quello per il deposito e quello per realizzare lo stabile in cemento destinato a diventare il laboratorio artigianale del gelato. Non senza sforzi finanziari. “Mi costò quasi di più il trasporto Tessera a Ceolini – racconterà in parecchie occasioni De Marco. Noleggiai due camion speciali riadattati per caricare la carlinga, le ali e la coda: un viaggio-odissea e poi ricomposti sul terreno di 7 mila metri quadrati, vicino al campo sportivo”. La vecchia Usl, l’Unità Sanitaria Locale, si impuntò per ragioni igienico sanitarie. Sfumò così il sogno dell’imprenditore. “Peccato – è il rammarico di De Marco – perché avrei potuto dare lavoro a una dozzina di persone”.

Un sogno da dimenticare

Intanto il vecchio aereo sta lì e non prende il volo. Che fine farà? Si chiedono in tanti. “Rimarrà dove si è posato tanti anni fa, nel prato – sentenzia la signora De Marco –. Fino a quando cadrà a pezzi in modo naturale. È stato un grande sogno di mio marito, ma è molto meglio dimenticarlo”. Speriamo non diventi davvero la metafora di tante altre iniziative italiane sognate e mai decollate.