I genitori del fidanzato della 16enne finito in carcere: "Nostro figlio era innamoratissimo di Adele, è disperato"

E' stato arrestato dopo la morte della ragazzina a causa di una dose di ecstasy mista ad alcol. Si indaga anche sul possibile consumo di alcuni funghetti allucinogeni

Adele con il fidanzato
Adele con il fidanzato
di I.D.

Sergio Bernardin, 21 anni, fidanzato di Adele De Vincenzi, la ragazza di 16 anni di Chiavari, morta a causa di una dose di ecstasy, è stato arrestato con l'accusa di spaccio aggravato e "morte come conseguenza di altro reato". Con lui sono finiti in manette anche altre persone. A parlare sono i genitori del ragazzo. “Nostro figlio era innamoratissimo di Adele, è disperato – dicono a La Stampa - Ci teneva a questa ragazza, in maniera incredibile. L'aveva portata spesso in paese e anche da noi. Siamo distrutti per quello che le è successo e per la sua famiglia”. Emanuele e Lara, questi i loro nomi, sono della frazione di Uscio, alle spalle di Recco. Da quando il loro figlio Sergio è stato condotto in cella si sono chiusi in casa con il loro sconforto.

Nel frattempo il padre e il fratello di Adele chiedono di rispettare il loro dolore. “Chiediamo il silenzio adesso”, fanno sapere tramite l'Ansa. A una decina di chilometri, a Sestri Levante, Gabriele Rigotti, 19 anni, amico di Sergio e Adele sabato doveva andare a lavorare ma non si è presentato, perché è stato arrestato anche lui per la triste vicenda. “Lo aspettavo per mezzogiorno. Non è arrivato. Invece mi ha chiamato la questura per dire che era stato arrestato”, spiega il padre che gestisce un albergo.

Il racconto del padre di Gabriele

Anche il papà di Gabriele, Marco Rigotti, racconta il suo sconforto, sulle pagine stavolta del Corriere della Sera. "Doveva aiutarmi qui e non lo vedevo arrivare. Ho pensato: avrà fatto tardi e starà ancora dormendo. A mezzogiorno mi ha chiamato. 'Papà è scoppiato un casino, sono in questura perché mi hanno preso con la droga'. Non gli ho nemmeno fatto dire il resto. Ho perso il controllo, gli ho urlato dietro le peggiori parolacce, urlavo così tanto che Gabriele non riusciva a parlare e a un certo punto un vicequestore dall’altra parte ha preso il telefono e mi ha spiegato lui...". Il genitore di Gabriele, non si dà pace. Da quelle parolacce in poi non ha più sentito suo figlio. "Vorrei tanto dirgli che non penso quelle cose orribili che ho detto. Ero solo choccato, non riuscivo a crederci", sospira. "Inoltre — dice — penso a quella ragazza e allo strazio di suo padre e di suo fratello. Vorrei abbracciarli. Io e mia moglie siamo profondamente addolorati".

Gabriele e Sergio restano in carcere

Intanto il Gup Nicoletta Bolelli, al termine dell'interrogatorio di garanzia, ha deciso che Gabriele Rigotti e Sergio Bernardin restano in carcere. I loro avvocati hanno annunciato che faranno ricorso al Riesame per chiedere la scarcerazione o i domiciliari. I ragazzi hanno risposto alle domande del giudice ricostruendo la serata di venerdì.

La vicenda

Quel cristallo di ecstasy che Adele ha sciolto sotto la lingua in casa dell’amico è stata fatale. Gli inquirenti hanno ricostruito la tragica serata. Quella iniziata a Sestri Levante davanti a un hotel e finita in tragedia a Genova dopo un festino a base di ecstasy ed alcol.

La droga sarebbe stata consegnata in Valle Scrivia da uno studente di 17 anni che – a quanto è stato accertato dagli investigatori – non era direttamente lo spacciatore, sembra la sua figura sia più simile a quella di un “intermediario”.

Il pusher

Il vero pusher potrebbe essere uno studente di 20 anni, di origine ecuadoriana, finito adesso sotto la lente dei pm. E’ accusato di aver venduto la droga. Gli inquirenti sospettano che ad uccidere Adele sia stato un misto di alcol e droga risultato micidiale.

Il ragazzo sarebbe stato indicato come colui che avrebbe ceduto materialmente la droga al fidanzato di Adele, Sergio, e al suo amico, Gabriele. La polizia ha perquisito la casa del ragazzo che abita in una frazione di Busalla, ma senza trovare traccia di sostanze stupefacenti. 

Nell’appartamento dove la ragazzina con gli amici sono stati per circa 5 ore sono stati trovati però anche dei funghetti allucinogeni. Si tratterebbe di sostanze che il 19enne avrebbe acquistato sul Web. La domanda che adesso si pongono gli investigatori è se Adele e i suoi amici abbiano consumato anche questi allucinogeni oltre all’ecstasy.

Emergono anche altri particolari. Per esempio che a chiamare i soccorsi "sarebbe stato un netturbino che - riporta l'Ansa - ha visto Adele a terra in via San Vincenzo e i suoi amici che cercavano, confusi, di soccorrerla. Gli inquirenti, coordinati dal pm Michele Stagno, stanno vagliando i filmati della videosorveglianza della zona per capire se Adele poteva essere salvata se gli amici avessero chiamato subito il 118".