Sfregiato con l’acido dall’ex fidanzata lancia un grido d’aiuto via web. A lei il tribunale toglie i figli

William Pezzulo che ha subito 30 operazioni non è stato mai risarcito. E ora non ha nemmeno i soldi per pagare l’avvocato. Per Tribunale Minori Brescia i bambini di Elena Perotti sono “ adottabili"

William Pezzullo
William Pezzullo
TiscaliNews

Sfregiato con l’acido e reso cieco dall’ex fidanzata, Elena Perotti,  che gli lanciò un secchio d’acido, oggi William Pezzullo lancia un grido di aiuto attraverso i social con un video diventato subito virale. Due minuti intensi con il suo viso martoriato dalle ferite messo in primo piano e scanditi dallo scorrere di cartelli.

30 operazioni e nessun risarcimento

Da quella maledetta notte del 20 settembre 2012 per il ragazzo, reso invalido al cento per cento anche dopo oltre 30 operazioni chirurgiche per ridurre le ustioni riportate,  la vita è diventata un calvario non solo per le ferite ma anche perché non è mai stato risarcito del milione di euro deciso dai giudici bresciani. Ed ora, oltre ai tanti soldi spesi per le cure dovrà pagare anche il conto presentato dall’avvocato (29 mila euro più altri due da saldare a parcella). “Non ho più soldi ha ammesso William -. Mio padre ha sostenuto tutti i costi grazie alla liquidazione e del risarcimento non è arrivato nulla. Mi sento abbandonato da tutti. Come posso fare a raccogliere il denaro per saldare l’avvocato e magari continuare a curarmi?”.

Pezzullo chiede aiuto con il crowdfunding

L’idea lanciata dal video-appelli è quella di aprire un crowdfunding che consenta a William e alla sua famiglia di tirare un sospiro di sollievo e non pensare al futuro che appare a tinte sempre più fosche. Dal giorno dell’agguato Pezzulo è disabile al cento per cento, ha perso l’occhio destro, mentre dal sinistro vede solo le ombre. Per non parlare del volto completamente sfigurato dall’acido e delle ferite che ricoprono il corpo al novanta per cento. "Mi sono sottoposto a 30 interventi chirurgici e dovrò affrontarne altrettanti - ha spiegato William chiede al popolo del web di trovare una soluzione alla sua vicenda -. Ho pensato a una raccolta fondi, la mia sarebbe una raccolta di solidarietà. I miei aggressori non possono risarcire e io ne pago le conseguenze sia fisiche che morali”.

Il Tribunale toglie i figli a Elena Perotti

Intanto dopo la condanna definitiva a 8 anni per lesioni gravissime , il Tribunale per i minori di Brescia ha dichiarato lo stato di adottabilità dei figli – di tre anni e mezzo e 15 mesi – di Elena Perotti. La donna che in cella non è mai entrata, ma che potrebbe finirci ora per scontare i restanti due anni di condanna che ancora deve scontare. La donna la sera dell'agguato aiutata da un complice per vendetta contro l'ex reo di averla lasciata all'ottavo mese di gravidanza. Un mese dopo nascerà il suo primo figlio, che William Pezzullo non ha mai riconosciuto sostenendo di non essere il padre. "Penso sempre a quella maledetta sera. Ho fatto male a William, alla sua famiglia alla mia famiglia e ora ai miei bambini che stanno pagando i miei errori".

Impugneremo la sentenza

"Mandatemi in carcere, ma non toglietemi i figli. I servizi sociali hanno sempre detto che sono stata una brava mamma". Queste le parole di Elena  davanti alla sentenza del Tribunale dei Minori di Brescia. La donna già da un anno ormai vive lontana dai due bambini che il tribunale dei Minori, tra dicembre 2015 e gennaio 2016, le ha tolto con un provvedimento provvisorio. "La piccola aveva due settimane, mentre il grande meno di quattro anni quando me li hanno tolti. In questo anno li ho visti due volte alla settimana e non so come comunicare al mio bimbo che non ci vedremo mai più", rivela in lacrime la donna.  "Impugneremo la sentenza davanti alla Corte d'Appello e se sarà necessario anche in Cassazione", spiega il legale. "Credo che la scelta del Tribunale dei Minori sia stata influenzata da quando deciso a Milano sul caso di Martina Levato".