Vaccino AstraZeneca e casi di trombosi, nuovo stop temporaneo. Cosa succederà ora

Il governatore Toti: “Vaxzevria ai giovani non è un’invenzione delle Regioni”. Il Cts verso la raccomandazione del vaccino AZ agli over 60

Foto Ansa
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TiscaliNews

A seguito della morte di una 18enne, ricoverata al San Martino di Genova per una trombosi riconducibile presumibilmente alla somministrazione del vaccino Vaxzevria, l’Italia guarda ancora una volta con sospetto al farmaco sviluppato da AstraZeneca. Il lotto Abx1506 è stato "sospeso tempestivamente in data 8 giugno, dopo la seconda segnalazione di sospetta reazione avversa”, precisa l'azienda sanitaria della Liguria Alisa. Si tratta di uno stop precauzionale, perché la giovane Camilla non è l’unica ad aver subito una reazione estrema al farmaco. Anche una donna sanovese di 34 anni è stata infatti ricoverata all'ospedale Policlinico San Martino, anche lei vaccinata con una dose proveniente dallo stesso lotto. "Dalla ricognizione effettuata da Alisa per verificare eventuali giacenze del lotto in questione nelle sedi di vaccinazione della Liguria - si legge in una nota dell’azienda sanitaria - risultano 81 flaconi" così ripartiti: "Asl 1 - 27 flaconi, Asl 2 - 2 flaconi, Asl 3 - 34 flaconi, Asl 4 - 18 flaconi, Asl 5 zero flaconi.

"La possibilità di utilizzare AstraZeneca per tutti su base volontaria non è un'invenzione delle Regioni o di qualche dottor Stranamore - ci tiene a precisare il presidente della Liguria Giovanni Toti, che invita a non fare sciacallaggio sulla morte della 18enne -: è suggerimento che arriva dai massimi organi tecnico-scientifici per aumentare le vaccinazioni, e quindi evitare più morti”. Ora è giunto “il momento della responsabilità e della chiarezza: a medici e scienziati spetta stabilire l'eventuale nesso tra vaccino, altri farmaci assunti e tutte le circostanze che hanno portato a questo tragico evento".

Intanto il Comitato tecnico scientifico (Cts) valuta cosa fare, e se ci sono effettivamente maggiori rischi utilizzando il vaccino AstraZeneca sui giovani dai 18 anni in su. Nel farlo terrà in considerazione le indicazioni in merito già date dal ministero della Salute e dall'Agenzia italiana del farmaco Aifa, ovvero che per questo immunizzante si raccomanda un uso preferenziale per i soggetti over-60. Per gli under 60 prende consistenza la possibilità venga somministrata una seconda dose diversa (cosiddetta “eterologa”) anche se la prima effettuata era Vaxzevria di Astrazeneca. Gli esperti stanno ora facendo una sintesi dei loro pareri che - a quanto si è appreso - andrebbe verso una riorganizzazione complessiva della campagna vaccinale, quindi anche della somministrazione delle diverse tipologie di vaccino a seconda delle età, alla luce del mutato quadro epidemiologico.

Le Regioni, nel frattempo, procedono in ordine sparso. Dopo gli open day organizzati sul territorio, proprio con il vaccino AZ, e dopo i due casi di trombosi, il ministro Speranza ha sottolineato che lo scorso 7 aprile il ministero, con una circolare, "ha già raccomandato l'uso preferenziale del vaccino AZ agli over-60 e Aifa ha ribadito che il profilo beneficio-rischio è più favorevole all'aumento dell'età". Queste valutazioni, ha anticipato, "saranno sicuramente considerate nel prossimo parere del Cts". Tutti i vaccini sono però "sicuri ed efficaci", ha ribadito il ministro.

Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, sottolinea che le persone che “hanno fatto la prima dose con un vaccino è bene che facciano la seconda dose con lo stesso vaccino. Ciò perché le prove sperimentali che hanno portato all'approvazione di questi vaccini sono state fatte sulla somministrazione di due dosi per lo stesso vaccino e hanno dimostrato adeguate condizioni di sicurezza e di protezione". Sulla stessa linea il virologo Fabrizio Pregliasco e l'infettivologo Massimo Andreoni, secondo i quali gli eventi avversi rari si sono verificati essenzialmente dopo la prima dose ed il rischio è bassissimo. Una conferma arriva dal V Rapporto Aifa di Farmacovigilanza sui Vaccini Covid: i casi di trombosi venose intracraniche e in sede atipica in soggetti vaccinati con AZ sono in linea con quanto osservato a livello europeo, ovvero 1 caso ogni 100.000 prime dosi somministrate e prevalentemente in persone con meno di 60 anni. Nessun caso è stato segnalato dopo la seconda dose. Complessivamente su tutti i vaccini, sono 66.258 le segnalazioni di eventi avversi su un totale di 32.429.611 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 204 ogni 100.000 dosi), di cui il 90% per eventi non gravi. La maggior parte riguardano Comirnaty di Pfizer (71,8%), il più usato (68,7% delle dosi somministrate).