Taglio del contributo per l’accoglienza dei migranti: i 35 euro diventano 19. Ecco cosa cambia

Ridefinito l'intero sistema di accoglienza, ma per i 144 mila ospitati presenti oggi nei centri italiani ci saranno poche rinunce

Taglio del contributo per l’accoglienza dei migranti: i 35 euro diventano 19. Ecco cosa cambia
TiscaliNews

Via l'insegnamento dell'italiano, via l'assistenza psicologica, via l'orientamento sul territorio: solo i titolari della protezione internazionale avranno diritto ai servizi di "integrazione e inserimento" che fino ad oggi spettavano a tutti i migranti che presentavano domanda d'asilo. Le novità sono giunte nello stesso giorno in cui il Senato ha approvato il decreto sicurezza. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha presentato le nuove linee guida degli appalti per i servizi d'accoglienza, che ridefiniscono l'intero sistema e tagliano le spese, portandole da una media di 35 euro a 19-26 euro a persona.

Ecco come varierà il contributo

"La rivisitazione dei servizi di accoglienza - ha spiegato Gerarda Pantalone, capo del Dipartimento Immigrazione e Libertà civili del Viminale - nasce dalla direttiva emanata dal ministro il 23 luglio e dalle raccomandazioni della Corte dei Conti ed è frutto di una attenta analisi della realtà del fenomeno e della sua evoluzione: il numero dei migranti in accoglienza, seppure ancora significativo, ad oggi si è ridotto a 144 mila, i centri sono diversi per tipologie e dimensioni, i servizi andavano ricalibrati sulle singole realtà. Quello che è importante è che nulla è stato tolto: non sono stati toccati i servizi tesi a garantire la dignità della persona, dall'assistenza sanitaria alla mediazione linguistico culturale passando per i kit di ingresso, i pocket money e le schede telefoniche, mentre sono stati tagliati i servizi di integrazione e inserimento nel tessuto territoriale, riservati ai soli titolari di protezione internazionale". Pantalone ci tiene a sottolineare che ai migranti continueranno ad esser garantiti "tutti i servizi previsti dalle direttive europee per garantire la dignità della persona umana". Certo, e questo lo ammette lei stessa, inevitabilmente dovranno saltare "i servizi di integrazione e inserimento nel tessuto territoriale, perché questi vengono riservati ai titolari di protezione internazionale" e "dunque verranno destinati in un secondo momento".

Ridefinito l'intero sistema di accoglienza

Le linee guida scaturite dal Tavolo con Regioni, Comuni ed esperti del settore confluiranno ora in un decreto del ministro dell'Interno che sarà inviato prima alla Corte dei Conti e, una volta ottenuto il via libera, alle prefetture: sostanzialmente vengono individuati diversi bandi-tipo per i servizi d'accoglienza, uniformi in tutta Italia, in base alla grandezza dei Centri: fino a 150 posti, 300, 600, 900, 1.200, 1.500, 1.800. Uno riguarderà invece la cosiddetta "accoglienza "individuale, vale a dire fino a 50 persone. Di fatto tutti coloro che sono ospitati negli appartamenti e che rappresentano l'80 per cento dei soggetti ad oggi inseriti nel sistema. Più è grande il Centro, più i costi da mettere a base d'asta saranno contenuti, con un minimo di 19 euro a migrante per le strutture fino a 1.800 persone ad un massimo di 26 per i Centri da 300 posti. Per l'accoglienza individuale è prevista una spesa di 21 euro. Si continueranno invece a spendere 32 euro per i servizi nei Cpr.

Nuove linee identiche a quelle applicate nel resto d'Europa

Una scelta che, secondo Pantalone, "si fonda sulla realtà" in quanto ci sono 9mila centri uno diverso dall'altro. Nei piccoli centri salteranno quindi "determinati servizi e dotazioni di personale" (direttore amministrativo, magazziniere, mensa, lavanderia); e nel circuito dell'accoglienza individuale i migranti si prepareranno i pasti da soli e puliranno le case, con il cibo e i prodotti forniti dallo Stato, "così come avviene in tutta Europa". Ma non solo: in presenza di piccoli numeri, verranno messi in rete una serie di servizi amministrativi: significa ad esempio che un solo assistente sociale si occuperà di 50 migranti che abitano anche in diversi comuni. "Prevedere un direttore, un assistente sociale, un barbiere, un medico per ogni piccolo numero è follia".

Soddisfatto il ministro Salvini

“In pochi giorni abbiamo messo ordine ad una materia che attendeva di essere ordinata da 10 anni. Abbiamo portato ordine, regole, serietà e trasparenza in un fenomeno dell'accoglienza che era diventato un mercimonio, un business fuori da ogni controllo, pagato dal contribuente". I contratti attualmente in essere rimarranno validi: alla scadenza le nuove gare saranno fatte secondo i nuovi capitolati e avranno la durata di un anno. "Chi vedeva l'immigrazione come una mangiatoia da oggi è a dieta - conclude Salvini - e sono convinto che molti finti volontari non parteciperanno più ai bandi perché non ci sarà più da mangiare".