"Sono dei diavoli", la condanna dei musulmani. Al Azhar, Islam denuncia violenza

'Sono dei diavoli', la condanna dei musulmani. Al Azhar, Islam denuncia violenza
TiscaliNews

Indignazione e rabbia. Sono i sentimenti che accompagnano i musulmani in queste ore che, come tutte le volte in cui degli innocenti vengono uccisi in nome di una distorta visione di Allah, si vedono costretti a precisare, spiegare, sottolineare che "la violenza non ha nulla a vedere con l'Islam". Gli autori della strage alla sede di Charlie Hebdo "sono l'impersonificazione del diavolo", ha commentato l'imam di Drancy, Hassen Chalghoumi, noto per le sue posizioni moderate e favorevoli al dialogo interreligioso. L'imam ha parlato ai giornalisti davanti alla redazione del giornale, decimato da sedicenti membri di al Qaida che, al grido di "Allah u Akbar", avrebbero agito per "vendicare il Profeta".

"Tante volte ho lanciato l'allarme sui rischi di radicalizzazione. Ma non dobbiamo fare alcuna amalgama tra l'Islam e questi barbari", ha ribadito. Di "atto barbaro contro la democrazia" parla anche il Consiglio del culto musulmano francese. Il suo presidente, Dalil Boubakeur, anche lui accorso sul luogo del massacro, ha condannato "l'orrore di questo crimine indicibile" a "nome dei musulmani di Francia", pur dovendo tristemente sottolineare "quasi all'unanimità".

E' indubbio infatti che le tesi estremistiche trovino terreno fertile in alcuni soggetti, soprattutto tra le giovani generazioni di origine araba, che seppure siano una stretta minoranza hanno deciso di aderire alla "guerra santa" jihadista. Lo dimostrano quelle centinaia di giovani europei partiti negli ultimi anni in Siria o Iraq per raggiungere le file dell'Isis, e ritenuti un "rischio" dalle agenzie di intelligence occidentali. Dal Cairo arriva anche la condanna della Lega araba. E quella di Al Azhar, la massima autorità religiosa sunnita, che nei confronti dei jihadisti non ha mai usato mezzi termini: quello a Charlie Hebdo è "un attacco criminale.

L'Islam denuncia ogni tipo di violenza". In Italia "costernazione e rabbia" viene espressa dall'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (Ucoii). "Non abbiamo nessun bisogno di dissociarci: niente come questa prassi assassina è estranea alla nostra religione, alla nostra etica e pratica civile", si legge in una nota. "L'augurio che esprimiamo - prosegue l'Ucoii - è che i molti milioni di musulmani di Francia e d'Europa non subiscano l'ennesima ingiusta criminalizzazione e che quanto prima venga fatta piena luce sulla drammatica vicenda". Ma in Italia e in Europa è già riesplosa la polemica su immigrazione e sicurezza.