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[La storia] Soldi, omicidi e lotta per l'eredità. La tragica soap di morte della famiglia illustre

Una telenovela tragica con un uomo ucciso con 40 coltellate nell’androne di casa e suo fratello in fuga, accusato dell’omicidio e latitante da mesi, coperto da chissà chi, agevolato nel nascondersi da qualche amico fidato, mentre si ricostruisce tutta l’epopea familiare tessuta di sospetti, trame, risse e verità ben nascoste

Antonio Mennadi Antonio Menna   
Luca Materazzo (Foto tratta da 'Il Mattino')
Luca Materazzo (Foto tratta da "Il Mattino")

E’ proprio una storia di parenti serpenti, quella che prende forma in queste ore nella Napoli bene di Chiaia. Una soap di morte, però, e soldi e invidie e ambite eredità. Una telenovela tragica con un uomo ucciso con 40 coltellate nell’androne di casa e suo fratello in fuga, accusato dell’omicidio e latitante da mesi, coperto da chissà chi, agevolato nel nascondersi da qualche amico fidato, mentre si ricostruisce tutta l’epopea familiare tessuta di sospetti, trame, risse, strane morti e verità ben nascoste.

Napoli bene

Lo scenario è quello della parte benestante della città. La famiglia ha un nome illustre, Materazzo. Lucio era uno dei più noti imprenditori della città. Aveva costruito un piccolo impero. Una famiglia numerosa, la sua. Sei figli. Con uno preferito, il più grande, Vittorio, ingegnere, a cui aveva lasciato saldamente la conduzione del gruppo. Il vecchio Lucio muore nel 2013, a 81 anni, in circostanze misteriose. Si dice una caduta in casa. O un malore improvviso. La pratica si chiude, però, parlando di morte naturale.

Il delitto

Ma il figlio Vittorio, l’erede appunto, quello che traghetta l’azienda, non ci vede giusto. Sospetta che il padre sia stato ucciso, che sia morto in seguito ad una aggressione. L’ingegnere tenta di far riaprire le indagini. Porta dossier in procura, esposti, perizie. Ma il fascicolo viene archiviato. Solo che proprio Vittorio, qualche tempo dopo, viene ucciso a coltellate nell’androne del palazzo. Rientrava a casa, un uomo lo aspettava vicino alle scale, hanno una colluttazione, l’ingegnere viene colpito a morte, l’assassino scappa attraverso alcuni vicoli, lascia gli abiti insanguinati in un cassonetto, fa perdere le sue tracce.

I sospetti

I sospetti si concentrano subito sull’ultimo dei sei figli di casa Materazzo. Si chiama Luca, è scapolo, vive ancora nella casa paterna, ha difficoltà con il lavoro e, soprattutto, aveva da tempo forti dissapori con il fratello maggiore, la vittima. A dirla tutta, secondo alcuni, Vittorio, l’assassinato, sospettava che Luca, per ragioni di soldi, avesse fatto del male al vecchio padre. E forse si preparava a denunciarlo, o almeno questo temeva Luca.

Rancori

Una trama di rancori si fa strada nella bella palazzina di viale Maria Cristina di Savoia, con eredità disputate da fratelli e sorelle, con sospetti incrociati, e poi con quel tragico delitto. Luca Materazzo viene più volte interrogato, nega qualunque accusa ma il cerchio degli inquirenti si stringe intorno a lui. Passano i giorni, i sospetti crescono e quando sono pronte le manette, Luca si è già volatilizzato.

L’eredità

Intanto, presso la sezione civile del Tribunale di Napoli si apre anche un giudizio per la ripartizione dell’eredità di famiglia. A chiederlo Roberta e Serena Materazzo, due figlie del vecchio imprenditore defunto. Sono chiamati in causa tutti, anche Luca, che risulta contumace, e la vedova di Vittorio, che si costituisce in una surreale vertenza che parla di denaro e proprietà mentre un assassino è in libertà e una vittima attende giustizia.

La salma riesumata

Contemporaneamente si decide di riesumare la salma del vecchio capo famiglia. Vuoi vedere che i sospetti di Vittorio erano fondati? Vuoi vedere che chi lo ha ucciso voleva stroncare i suoi tentativi di arrivare alla verità? Dagli esami, però, non emerge nulla. Il consulente della procura non ha trovato elementi sufficienti per poter parlare di morte causata da aggressione. Il caso viene chiuso di nuovo.

La fuga

Ma il vero fascicolo, ormai, è quello sull’assassinio di Vittorio, quello incontrovertibile, e sulla fuga del fratello Luca, di cui si sono perse completamente le tracce. Dove si nasconde? Chi lo aiuta? E’ all’estero o a Napoli? Come ha fatto a organizzare una fuga così repentina e perfetta? E come sopravvive in un luogo nascosto senza denaro? La latitanza continua ancora oggi. Sono passati quasi dieci mesi. Luca è sparito dal dicembre dello scorso anno. Resta l’unico sospettato dell’omicidio del fratello ma, a questo punto, la procura vuole capire chi, e soprattutto perché, lo sta aiutando nella latitanza.

Indagini chiuse

Nei giorni scorsi, intanto, gli inquirenti hanno chiuso le indagini sull’omicidio. L’avviso è stato inviato ai difensori di Luca Materazzo, per il quale si profila il probabile rinvio a giudizio. Il processo rischia di aprirsi senza il principale sospettato. Dov’è Luca? Resta questa la domanda. La Squadra mobile di Napoli, negli ultimi giorni, ha intensificato le ricerche. Sono stati sequestrati due Pc che erano in uso al ragazzo. Potrebbe essere in quelle macchine la risposta su chi aiuta Luca nella latitanza.

La tela

Appare chiaro, ormai, che dietro la sua fuga ci sia una tela di complicità. Dieci mesi di vita nascosto, da braccato, senza una organizzazione non si riescono a condurre. Ci vogliono soldi, nascondiglio, protezione. Ci vuole qualcuno che copra e che assista. Qualcuno che, forse, ha più di un interesse in tutta la vicenda.
Un altro pezzo di telenovela, con soldi, sangue e trame familiari.

Antonio Mennadi Antonio Menna   
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