E’ morta la agente penitenziaria ferita da un colpo di pistola. Ecco quanto vale per lo stato la vita di Sissy

Funerali rinviati per la poliziotta penitenziaria ferita nel 2016 da un colpo di pistola esploso all'interno dell'ascensore dell'Ospedale Civile di Venezia, la Procura vuole l'autopsia

Sissy Trovato Mazza
Sissy Trovato Mazza
di PSO

“L'hanno licenziata a febbraio e liquidata con 6.700 euro, questo valeva per lo Stato la vita di mia figlia”, ha detto il padre di Sissy Trovato Mazza quando ha saputo della morte della figlia, la poliziotta penitenziaria ferita nel 2016 da un colpo di pistola esploso all'interno dell'ascensore dell'Ospedale Civile di Venezia, dove era in servizio lavorativo esterno. Il proiettile le aveva trapassato la parete cranica riducendola in stato vegetativo.  "La scomparsa della giovane agente di Polizia penitenziaria Sissy Trovato Mazza dopo due anni di agonia e sofferenza è una notizia tristissima che addolora profondamente tutti, familiari, amici e l'intera amministrazione della quale faceva parte" afferma Francesco Basentini, capo del Dap, il Dipartimento amministrazione penitenziaria, ricordando la poliziotta calabrese.

La battaglia di Sissy

"La sua battaglia si è conclusa ieri sera. Ma io mi auguro che la stessa determinazione con la quale Sissy ha dimostrato di voler rimanere aggrappata alla vita sia da sprone, ora più che mai, per l'accertamento della verità e venga fatta finalmente piena luce su quanto accaduto quel terribile giorno - scrive Basentini in una nota - Lo dobbiamo a lei, alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti i suoi colleghi, che non hanno mai smesso di innalzare una preghiera per lei in questi due anni". Nei mesi scorsi la Procura di Venezia aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo senza indagati con l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Per il magistrato veneziano, infatti, non ci sarebbe alcun responsabile per quanto successo all'agente. Ma i familiari non si sono mai arresi all'idea che Sissy, da loro descritta come una ragazza felice e serena, avesse provato a uccidersi. «Non auguro a nessuno quello che stiamo provando in questi giorni - dice papà Salvatore al Messaggero - però una cosa voglio che si sappia: Sissy ha lottato come una leonessa per 26 mesi. Ha combattuto per rimanere in vita e non ha mai mollato».

L'ipotesi del suicidio

Salvatore e Caterina, genitori della giovane, così come tutti i famigliari e gli amici, non credono e non vogliono credere all'ipotesi del suicidio. Le spiegazioni che hanno avuto non sono state sufficienti a cancellare i loro dubbi. «Noi dobbiamo capire cos'è successo - continua Salvatore - la Procura di Venezia ha accettato di prolungare le indagini e speriamo che, ora, si decidano a far luce sul serio. Non azzardatevi a parlare di suicidio finché non avremo saputo la verità, fino a quando non avremo chiarito tutti i punti oscuri di questa vicenda».

Sissy Trovato Mazza, la giovane agente penitenziaria ferita da un colpo di pistola alla testa e morta ieri dopo un calvario di due anni. A darne notizia è il comitato civico “Giustizia per Sissy” che sulla sua pagina facebook spiega che la procura di Venezia avrebbe disposto il sequestro della salma della giovane per effettuare l’autopsia. Secondo indiscrezioni, gli accertamenti del medico legale potrebbero rivelare eventuali lesioni da colluttazione o altri traumi, che potrebbero aiutare a far luce sul colpo di pistola che due anni fa ha ridotto in fin di vita la 28enne. Originaria di Taurianova, Sissy Trovato è stata ferita l’1 novembre 2016 da un colpo di pistola nell’ascensore del reparto di pediatria dell’Ospedale civile di Venezia, dove si trovava per servizio, ma le indagini non sono mai riuscite a chiarire chi abbia sparato. Inizialmente orientata sull’ipotesi di suicidio, l’inchiesta ha poi preso una direzione ben diversa, anche perché sulle mani e sul corpo della donna furono trovati lividi e graffi compatibili con una lotta che potrebbe avere avuto con il suo assassino.

Era una atleta

Anche il calcio a 5 italiano piange la scomparsa di Sissy. Con la Pro Reggina, vinse il primo scudetto nella storia della Serie A femminile, quello del 2012. Nel 2017, in occasione della Final Eight di Coppa Italia di Serie A femminile giocata a Lamezia, il presidente della Divisione Calcio a cinque Andrea Montemurro aveva offerto un contributo per le cure della ragazza. “A nome mio e del Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a cinque, esprimo le condoglianze alla famiglia Trovato Mazza, in un momento di immenso dolore - le parole del presidente Montemurro -. Sissy, il futsal italiano non ti dimenticherà”. Prima delle gare di Serie A e Serie A2 femminile su tutti i campi è stato osservato un minuto di raccoglimento.