L'affondo feroce di Signorini contro la D'Urso, e la guerra nascosta di Segrate sui palinsesti

Il direttore di Chi ricorda alla conduttrice Mediaset che televisivamente non è eterna. E forse dietro c'è un valzer di poltrone

Barbara D'Urso e Alfonso Signorini
Barbara D'Urso e Alfonso Signorini

Finiti i tempi in cui lei era Barbarella e lui "Alfo"- messaggi e cuoricini a raffica sui telefonini, servizi di copertina a ripetizione sulla regina partenopea della tv nei giornali diretti dal colto ed ironico direttore meneghino (Alfo, appunto) che della D'Urso diceva (pensandolo) un gran bene. Che qualcosa si fosse incrinato in quella curiosa armonia di "coppia" si è intuito durante i recenti festeggiamenti per gli inverosimili sessant'anni della conduttrice di Pomeriggio 5 e Domenica live che è talmente levigata nel viso e tonica nel corpo da far pensare ad un errore anagrafico. Alla signora - che pure aveva ricevuto il giorno del compleanno in un'unica, violenta soluzione di continuità, nell'ordine: torte, fiori, amici, paparazzi, vestiti di lamé, regali- mancava peró un ...Signorini.

Alfonso, direttore di Chi, infatti, non aveva marcato il cartellino rifiutando indirettamente di far parte della band di Carmelita (il vero nome della conduttrice ė Carmela) che comprende ex tronisti, attrici in disarmo, bellissime show girl, farmacisti-dietologi, giornalisti meglio se di gossip, opinionisti vintage. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso colmo di sospetti è stata la dura presa di posizione di Alfonso  dopo che Barbara è andata a Verissimo a dichiarare orgogliosamente con gesticolare perentorio che "Domenica live resterá per sempre sua".

"Vorrei rispondere a quegli stolti che ogni tanto dicono "arriva questo, arriva quello" che Domenica live è mia, così sará per sempre", ha spiegato Wonder Barbie all'esile Silvia Toffanin che, in quanto persona garbata e mamma dei figli di Piersilvio Berlusconi (padrone delle ferriere di Cologno monzese) ha replicato con un blando sorriso. Come mai la D'Urso abbia sentito il bisogno di rimarcare l'ovvio (chi mai le toglierebbe la conduzione di 2 programmi che lei porta costantemente al successo con un low budget?) ē cosa ignota ai più. 

Quel che invece è di dominio pubblico, é il puntuto commento di Signorini che pure dirige uno dei magazini più "in" della maison di Segrate (stesso azionista di Canale 5). "Ricordo alla signora che la tv non é di nessuno" ha puntualizzato, caustico, Alfonso "la storia del piccolo schermo é piena di volti che si sono accesi e spenti nel giro di poco, pochissimo tempo. Il concetto di proprietà di un programma è quanto di più antidemocratico possa esistere. Nel discorso della D'Urso ci sono due concetti che mi inquietano: la tv è mia, lo sarà per sempre. Nella mia vita ho conosciuto tante persone talmente convinte della loro eternità che hanno sacrificato l'amore dei figli, l'amore di un compagno, il rispetto della propria dignità in nome del successo e che oggi sono cadute nell'oblio. Com'è giusto che sia", ha proseguito, feroce, il giornalista.

 Poi, un affondo sul piano strettamente personale con una rivelazione destinata a stemperare la virulenza dell'attacco trasformandolo in un benevolo "te lo dico perché ci sono passato, Barbara".  "Anch'io un tempo pensavo fosse per sempre", annota Signorini, "ma una sera la malattia mi è   piombata addosso all'improvviso cambiando tutto". A questo punto prevediamo che Barbarella, da buona napoletana scaramantica abbia reagito toccando due o tre volteferro perché   quanto a reattività, la signora non é seconda a nessuna.  Subito dopo aver sparso sale grosso in camerino, si sarà chiesta: Alfonso mi attacca perché sa qualcosa che io non so oppure soltanto perché sta diventando un vecchio saggio? Signorini nel suo filosofeggiare finale sembra dare concretezza alla seconda ipotesi. "Oggi che, grazie a Dio, ce l'ho fatta, ho capito che il segreto della vita non è credere nel 'per sempre', ma credere nel 'per ora': solo questo ci fa vivere con pienezza quello che abbiamo", dice.

Sembrerebbe, dunque, un invito innocente a godersi l'esistenza o quel che resta della gioventù se non fosse per la insidiosissima "chiusa" che é tutta da decodificare, soprattutto se teniamo conto che i rapporti fra Signorini, Marina & Piersilvio Berlusconi non sono buoni, sono addirittura ottimi. "Alfo" si accomiata dai lettori sottolineando che quando uno (il maschile ē puramente generico ed il riferimento non ē affatto casuale) passa sette giorni su sette in uno studio tv corre il rischio di avere seri problemi di connessione con la realtà. Insomma, avete capito bene, Alfonso sostiene indirettamente che Barbara trascorra troppo tempo nella famigerata "scatola magica" finendo per risultare "disconnessa" ma soprattutto forse sottraendo spazio ad altre donne di Canale 5 che, finché lei presidia in modo militare il day time, devono accontentarsi delle briciole di lusso.

Mettiamola pure nella maniera meno cruenta, ma il j'accuse del direttore di Chi sulla D'Urso pare foriero di novità clamorose. "Alfo" non parla mai a vanvera, anzi, in genere quando apre bocca è perché le cose sono già state fatte, osservano a Cologno monzese. Eppure, i papaveri di Mediaset, interpellati da Tiscali.it, smentiscono che ci siano modifiche ai palinsesti. Barbara D'Urso, assicurano, avrà due programmi anche nella futura stagione. In realtà, fa notare Rita Dalla Chiesa, le cose in tv specialmente a Mediaset cambiano anche all'ultimo minuto. "Quando decisi di lasciare Forum per andare a la 7 tre anni fa" confida la conduttrice "lo feci soprattutto perché nei corridoi si diceva che il nostro programma sarebbe stato chiuso a novembre. Avrei dovuto riprendere dopo l'estate per soli 3 mesi senza poter garantire alla mia squadra di lavorare un'intera stagione, come facevamo da 30 anni. Fui ingenua, oggi non lascerei mai quella trasmissione che mi ero cucita addosso in modo perfetto.

Anche io pensavo che sarebbe stata "per sempre" mia, poi quando a me é subentrata Barbara Palombelli i primi tempi non riuscivo neppure a guardare la tv. Invece lentamente Barbara ha cambiato taglio, cercando la "sua" misura come era giusto che fosse. Da questa storia ho imparato che Alfonso ha ragione: ē il pubblico che decide, sono gli editori. Noi conduttori siamo comunque, chi più o chi meno, sostituibili". Volete sapere io come la penso? Ritengo con molta onestá che Barbara, abbia sbagliato per eccesso di zelo. Ribadire qualcosa che dovrebbe essere un dato di fatto - una verità conclamata, oggettiva- esprime una fragilitá nervosa o malamente sopita svelando qualche dubbio di troppo.

Buttarsi avanti per non cadere indietro è la classica operazione che facciamo noi donne che si sono costruite da sole, giorno dopo giorno, minigonna, stiletto & coltello fra i denti. Ma è un errore, chiariamolo. L'ambizione dovrebbe essere quella di diventare tutte rarefatte o statuarie come Maria de Filippi. Le chiedi se rifarà Sanremo, lei, pure stesse per morire dalla voglia, rimane algida ed impassibile affermando che "no, non credo proprio non se ne parla, ho già tanto da fare, ecco magari mi riposerei". Il must della donna con gli attributi é la mistificazione, tu vuoi dire sì, mille volte sì, ma dici un no secco, costi quel che costi (si deve azzardare un pó per stravincere).

Chiedere tuttavia a Barbara di depurare il suo registro dai toni eccessivi o enfatici sarebbe inutile, perfino banale. In fondo, lei piace proprio perchē ē così possessiva con il suo pubblico da non prevedere nemmeno un arrivederci. Il mio cuore é vostro, dice alla fine di ogni puntata di Pomeriggio 5. Se ē per far sí che la tv sia sua, concordo: dia pure via il cuore (nel cambio ci guadagna).  Non oso immaginare che potrebbe succedere se davvero uno dei due programmi passasse ad un'altra conduttrice, come fa capire Signorini.