Sicilia: Faraone, su Sgarlata metodo Boffo, basta impunità per macchina fango

di Adnkronos

Palermo, 28 gen. (AdnKronos) - "Su quanto successo all'ex assessore Sgarlata e a Beatrice Basile, qualcuno deve pagare. In Regione il metodo Boffo è purtroppo diventato una prassi costante. Un metodo inaccettabile, che colpisce le persone perbene. Ora sono io che chiedo chiarezza. Basta impunità per chi organizza la macchina del fango". Lo ha detto all'Adnkronos il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, commentando la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Siracusa al gip dell'indagine su presunte irregolarità nella costruzione di una piscina e di un locale tecnico in un terreno di contrada isola di propretà di Maria Rita Sgarlata, ex assessore regionale all'Ambiente della Sicilia. Per questa vicenda l'ex assessore del governo Crocetta si era dimessa dall'incarico. E la sovrintendente Beatrice Basile era stata trasferita. I pm hanno accertato che le autorizzazioni erano state concesse nel pieno rispetto delle norme e nessun rilievo penale è emerso dall'inchiesta. Le indagini, condotte dai carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale, e dal Corpo Forestale dello Stato - dopo l'analisi della copiosa documentazione depositata presso gli Uffici del Comune di Siracusa e della Soprintendenza ai Beni Culturali, diversi sia sopralluoghi e l'audizione di numerosi testimoni - hanno permesso di evidenziare, come si legge in una nota della Procura aretusea "che i funzionari della Soprintendenza di Siracusa e dei competenti Uffici del Comune di Siracusa che hanno emanato i provvedimenti autorizzatori richiesti dalla dottoressa Sgarlata hanno operato nel pieno rispetto della normativa urbanistica, edilizia e di settore oltreché nell'osservanza di disposizioni amministrative interne. L'attività investigativa - sottolinea la Procura - non ha riscontrato, per altro verso, alcuna rilevanza penale sulle asserite irregolarità segnalate dalla relazione a firma del Dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali all'assessorato regionale ai Beni Culturali, a seguito dell'indagine ispettiva urgente, trasmessa per competenza territoriale alla Procura di Palermo".