Sardegna, tampone per chi arriva nell'isola. Nuova ordinanza di Solinas e sarcasmo della Lucarelli: "Geniale"

Dal 14 settembre chi parte per l'isola dovrà esibire il risultato negativo di un test sierologico o di un tampone. Chi ne è sprovvisto avrà 48 ore di tempo per effettuarlo nell'isola e per comunicarne l'esito alle autorità locali. E dovrà stare in isolamento. Tantissime le reazioni

Il governatore della Sardegna Solinas e la giornalista Selvaggia Lucarelli
Il governatore della Sardegna Solinas e la giornalista Selvaggia Lucarelli (Foto Ansa)

Sardegna, indietro tutta. Non siamo tornati al passaporto sanitario, che, pur non essendo mai stato messo in atto, tanti guai ha creato prima al governatore Solinas e poi agli operatori turistici sardi che si sono visti cancellare molte prenotazioni, ma ora c’è “l’invito” per tutti coloro che arrivano in Sardegna a fare il test sierologico o il tampone. Nella tarda serata di venerdì 11 settembre infatti il presidente Christian Solinas ha firmato una nuova ordinanza che da lunedì 14 settembre prevede la registrazione di chi arriva nell’Isola nel sito della Regione o con la app Sardegna sicura (cosa già in vigore), includendo, ed è questa la novità, il risultato negativo di un test sierologico, molecolare o antigenico eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza o una autocertificazione con le stesse informazioni. L’ordinanza prevede anche l’obbligo di indossare la mascherina h24 anche all’aperto nei luoghi in cui non sia possibile garantire il distanziamento di almeno un metro.

Le nuove regole chiarite dall'assessore alla Sanità Mario Nieddu

Nel caso in cui il viaggiatore si presenti in aeroporto o agli imbarchi dei traghetti per l’isola senza la documentazione richiesta e quindi senza aver effettuato nessun test o tampone, lo stesso avrà 48 ore di tempo per effettuarlo nell’isola e per comunicarne l'esito alle autorità sanitarie locali. Immediate le reazioni tra chi gioisce perché finalmente si fa qualcosa per fronteggiare la situazione sanitaria che nelle ultime settimane è diventata più seria, tra chi invece recrimina perché la decisione arriva “quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla” e chi invece la critica apertamente, come l’opinionista del Fatto Quotidiano Selvaggia Lucarelli. Ma prima di entrare nella polemica, vediamo di chiarire i dubbi sull’ordinanza. A farlo è stato l’assessore della sanità della Regione Sardegna Mario Nieddu che ha tenuto a precisare: "Non c'è l'obbligo di presentarsi all'imbarco con una certificazione di negatività perché nell'ordinanza si parla solo di un invito, c'è però l'obbligo di sottoporsi a tampone molecolare o antigenico in Sardegna entro 48 ore dallo sbarco se non si è esibita la certificazione richiesta. Tanto è vero che il provvedimento impone l'isolamento fiduciario sino a che non si ha l'esito del tampone”.

E nel caso in cui, una volta in Sardegna senza certificato di negatività, ci sia chi si rifiuta di fare il tampone? "Si resta in isolamento finchè non si riparte”, ha spiegato Nieddu all’Ansa. “Si è infatti obbligati a ottemperare un'ordinanza. La si può anche impugnare davanti alla Corte Costituzionale se si ritiene che stia violando i propri diritti, ma intanto la si deve ottemperare, altrimenti si va incontro alle sanzioni previste dalla legge". D'altronde, conclude l'assessore della Sanità, "non si capisce perché il Lazio può farlo e la Sardegna no: nel Lazio, quando arrivi dalla Sardegna, ti somministrano il tampone, volente o nolente". Per la verità, ho da fornire la mia recentissima esperienza: proprio questa mattina, sbarcata a Civitavecchia proveniente dalla sardegna, non sono stata sottoposta ad alcun controllo o tampone. Nemmeno il termoscanner per rilevare la temperaturam, che invece mi era stata presa all'imbarco a Cagliari.

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Selvaggia: Penso ai sardi che devono tornare a casa o a chi deve votare al referendum

Il commento sarcastico di Selvaggia Lucarelli è arrivato via Twitter: “Quindi in Sardegna si è passati da “discoteche tutte aperte” a “si entra solo con tampone negativo“. Dunque per i turisti milanesi e baresi è stato liberi tutti, per i sardi che magari ogni tanto vogliono tornare a casa o per chi deve votare il referendum no. Geniale!”. In pratica, secondo la giornalista, questa nuova ordinanza finirà per ritorcesi contro soprattutto i sardi piuttosto che colpire un certo turismo sconsiderato.

Inapplicabile, ambigua, incompatibile con la Costituzione o con la realtà: durissima l'opposizione

"Inapplicabile, ambigua, incompatibile con la Costituzione, un boomerang per il settore turistico": è una bocciatura senza appello quella del capogruppo del Pd Gianfranco Ganau. "Nel testo si utilizzano termini che sembrerebbero non rendere obbligatoria la certificazione. Ma in realtà tutti sono costretti ad accettare di fare un test dopo lo sbarco, quindi di fatto c'è un'imposizione per chi arriva nell'Isola". Per questo, "si tratta di una norma che non dovrebbe essere considerata compatibile con le norme costituzionali". Oltretutto, continua Ganau, "l'ordinanza rischia di essere un boomerang per il settore turistico perché arrivare in Sardegna comporterà complessità che altre Regioni non hanno".

Secondo l'ex presidente del Consiglio regionale, "la soluzione più ovvia da mettere in pratica sarebbe stata quella che stanno praticando le altre Regioni, con la possibilità di fare test rapidi a tutti allo sbarco e su base volontaria". Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus non è sorpreso: "Per l'ennesima volta hanno scritto cose inapplicabili al solo scopo di fare propaganda: l'ordinanza sancisce l'obbligo di fare il tampone entro due giorni a chiunque entri in Sardegna ben sapendo che oggi ne passano quattro o cinque per riuscire a fare un tampone a chi ha i sintomi". Quindi, "se anche venisse giudicata compatibile con la Costituzione visto il grave problema sanitario, l'ordinanza è comunque incompatibile con la realtà".